Celiachia e diabete di tipo 1: la situazione attuale e i consigli nutrizionali

dott-danilo-cariolo-biologo-nutrizionistaIntervista al dr. Danilo Cariolo
Biologo Nutrizionista, Milano

 

 

Come mai esiste una correlazione tra diabete e celiachia?

Innanzitutto occorre precisare che la correlazione è tra diabete di tipo 1 e celiachia mentre, ad oggi, non è stata stabilita nessuna connessione tra celiachia e diabete di tipo 2.
Il perché esista questa correlazione non è ancora stato chiarito ma, classificando entrambe le condizioni nell’alveo delle patologie autoimmunitarie, sicuramente la comparsa contemporanea di queste malattie è legata all’interazione di fattori genetici e fattori ambientali come le infezioni virali o il precoce inserimento nella dieta di alcuni alimenti.

 

Quali sono i numeri di questa correlazione?

Recenti studi epidemiologici rilevano la presenza di celiachia nel 1,5% – 10% dei soggetti affetti da diabete di tipo 1fino a punte del 16.4% in base ai diversi studi condotti. La contemporanea presenza di entrambe le patologie nella popolazione generale va dal 4% al 6,5% con picchi anche più alti.
E’ molto probabile che i numeri siano destinati ad aumentare nel corso degli anni grazie al miglioramento delle tecniche di diagnosi e di screening, così come è successo per la celiachia, dapprima considerata una malattia rara e poi, numeri alla mano, è diventata una delle patologie genetiche più frequenti in assoluto o addirittura la più comune secondo il Centro Nazionale di Epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità.

 

Prendendo atto di questi numeri i malati di diabete di tipo 1 devono sempre fare il test per la celiachia?

I soggetti affetti da diabete di tipo 1 devono sempre confrontarsi con il proprio medico e con chi gestisce la propria salute ma posso dire che l’Associazione Italiana Celiachia raccomanda lo screening per la malattia celiachia a tutti i soggetti con diabete di tipo 1. L’ideale sarebbe valutare la presenza di malattia celiaca all’esordio del diabete e, in caso di negatività, rifare le analisi appena compaiono i sintomi di celiachia. Il problema si ha in caso di celiachia silente e/o in assenza di sintomi specifici, ricordo che in 6 casi su 10 la celiachia è presente in maniera asintomatica. In questo caso la raccomandazione dell’Associazione è di fare il test per celiachia una volta all’anno per i primi quattro anni dalla diagnosi e una volta ogni due anni per i successivi sei anni.
Aggiungo una cosa: esiste la raccomandazione di fare il test per malattia celiachia anche nei familiari di primo grado di un soggetto affetto da diabete di tipo 1 ed in particolare se il soggetto è affetto da un’altra malattia autoimmune oltre il diabete. Ormai è consolidato che la presenza di celiachia nei familiari di primo grado di un diabetico raggiunga il 36% e che tale frequenza aumenti fino al 75% in caso di presenza di una seconda malattia autoimmune.

 

Alcuni alimenti fungono da fattore di rischio per l’insorgenza di queste malattie, quali sono?

Gli studi si sono concentrati sull’azione del latte e dei cibi contenenti glutine. Le proteine del latte vaccino, soprattutto se introdotte nella dieta prima del 3°-4° mese di vita, possono fungere da “innesco” per il processo autoimmune. Infatti nel siero del 40% – 80% dei pazienti con diabete di tipo 1 si ritrovano anticorpi diretti contro le proteine del latte vaccino.
Per il glutine invece ci sono pareri discordanti e si dovranno attendere maggiori studi prima di chiarire tutto il processo. L’ipotesi fatta da molti scienziati ma negata da altri è che il glutine possa indurre una risposta autoimmunitaria contro il pancreas, perché è stato evidenziato che anticorpi anti-pancreas, quando presenti nel soggetto celiaco, tendono a scomparire dopo la dieta priva di glutine. Altri studi mostrano come i soggetti diabetici possano nel tempo sviluppare anticorpi tipici di un’intolleranza nei confronti del glutine.

 

Che ruolo ha la dieta priva di glutine nei pazienti con diabete di tipo 1?

Dico subito che una risposta certa a questa domanda non c’è. Gli studi a nostra disposizione sono limitati, non controllati, discordanti e per la maggior parte condotti su popolazioni di età pediatrica ponendo un grosso punto interrogativo sull’adulto.
Cercando di fare chiarezza iniziamo con il ricordare quali sono i 4 punti centrali nella complessa gestione del diabete: insulina, dieta, attività fisica e controllo metabolico. Il controllo metabolico è quello più importante per allontanare le complicanze del diabete ed esso può essere corretto solo quando si presta attenzione agli altri 3 fattori. Non ci sono evidenze che la dieta senza glutine influenzi il controllo metabolico ma i dati a nostra disposizione si riferiscono a soggetti asintomatici o con pochi e lievi sintomi. E’ molto probabile che i risultati possano essere sensibilmente diversi in soggetti con sintomi chiari di malattia celiaca e ci sono studi che portano in questa direzione. Sembrerebbe che la dieta senza glutine possa migliorare la risposta glicemica e prevenire l’eventuale comparsa di un’altra malattia autoimmunitaria.

 

Coloro che sono affetti contemporaneamente da malattia celiaca e diabete cosa devono fare o non devono fare a tavola?

In uno scenario di poca chiarezza come questo è difficile dare consigli specifici.
Ricordo che entrambe queste patologie richiedono profondi cambiamenti nell’alimentazione e nello stile di vita con possibili risvolti psicologici da non sottovalutare, perciò prima di tutto evitare il “fai-da-te”, il “sentito dire che…” e il “ho letto che…” ma farsi seguire da specialisti in maniera multidisciplinare. In questo modo si possono valutare al meglio i rischi e i benefici di un approccio terapeutico tenendo conto dei singoli e specifici casi.
In secondo luogo non eliminare arbitrariamente il glutine dalla dieta soprattutto in caso di celiachia asintomatica perché la cosa, oltre che inutile per il controllo glicemico e metabolico, potrebbe essere peggiorativa della qualità della vita, imponendo restrizioni alimentari inutili.
Un altro errore da evitare assolutamente è la drastica riduzione dei carboidrati con il rischio di eccedere con grassi e proteine, soprattutto di origine animale.
Molto importate, come i diabetici sanno bene, mantenere controllato il consumo di zucchero semplice, cibi raffinati e bevande zuccherate mentre occorre tenere alto il consumo di fibra alimentare grazie a cereali integrali, verdura/ortaggi, legumi, frutta, semi e frutta secca a guscio.
In altre parole consiglio di riscoprire e seguire la dieta mediterranea fatta di tanti cibi naturali, vegetali e integrali e pochi cibi di derivazione animale e industriale. Seguire la stagionalità dei cibi e variare spesso le scelte a tavola così da equilibrare i benefici e i rischi di ogni alimento.
Invece nel caso di celiachia con sintomi chiari e/o manifesta compromissione dei villi intestinali allora il discorso cambia e il consiglio di seguire una dieta priva di glutine diventa decisamente più importante.

 

Quali sono i rischi di una dieta senza glutine maldestramente imposta a diabetici?

In primo luogo può risultare frustrante con un carico psicologico notevole. Il diabete è già di per sè una condizione cronica molto “invasiva” di tutti gli aspetti della vita quotidiana, se a questo si aggiunge un’ulteriore restrizione con una dieta priva di glutine è chiaro capire che l’aderenza alla terapia può risentirne con conseguenze sul controllo metabolico.
Alle considerazioni psicologiche e di qualità della vita sommiamo anche dei potenziali rischi nutrizionali nel caso in cui la dieta non venga ben gestita. In quest’ottica è importante sottolineare che una corretta dieta senza glutine prevede un uso prevalente di alimenti naturali integrali senza glutine, come riso, quinoa, grano saraceno, mais e in maniera minore alimenti senza glutine di derivazione industriale.

 

 

Fonti
– Kahaly GJ, Hansen MP – Type 1 diabetes associated autoimmunity. Autoimmun Rev 2016 Jul;15(7):644-8
– Hogg-Kollars S et al – Type 1 diabetes mellitus and gluten induced disorders. Gastroenterol Hepatol Bed Bench, 2014
– Scaramuzza AE et al – Type 1 diabetes and celiac disease: The effects of gluten free diet on metabolic control. World J Diabetes, 2013
– Camarca ME et al – Celiac disease in type 1 diabetes mellitus. Ital J Pediatr 2012 Mar 26;38:10
– Linee guida Celiachia e Diabete dell’Associazione Italiana Celiachia

 

 

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