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Come si cura la IVC?

Le varici necessitano di un trattamento soprattutto preventivo. La terapia delle varici prevede l’integrazione di vari tipi di trattamento che verranno indicati dal medico in base alla situazione individuale:

 

Fitofarmaci e integratori

In risposta alla sintomatologia venosa iniziale, i rimedi naturali possono costituire una valida arma per rinforzare le pareti venose e dei capillari, calmando l’ infiammazione in corso. Spesso sono rimedi a base di estratti vegetali la cui efficacia è ampiamente documentata da una pluriennale letteratura ed esperienza clinica. Tra le molecole più efficaci ci sono i flavonoidi (per es: cumarina, diosmina, troxerutina, dentella asiatica etc) che svolgono un’azione “globale” su tono venoso, edema (gonfiore) e infiammazione. I principi attivi di questi farmaci-integratori sono disponibili per bocca o in formulazione gel o crema. Questi ultimi due hanno anche il vantaggio legato al massaggio stesso, che dovrà essere eseguito in maniera “drenante”; il gel, soprattutto d’estate, è garanzia di sollievo rinfrescante.
 La prescrizione di questi farmaci deve essere concordata con il proprio medico, dopo un’accurata visita e tenendo conto delle necessità individuali.

 

Calze elastiche contenitive

Le calze elastiche graduate rappresentano uno dei mezzi più efficaci per combattere i sintomi dei disturbi venosi, in particolare il gonfiore. Le calze elastiche esercitano una compressione decrescente dal piede verso la coscia e facilitano il ritorno del sangue venoso al cuore. Se l’insufficienza venosa è presente da lungo tempo, devono essere indossate quotidianamente. La calza elastica va prescritta dal medico.

Il livello di compressione è in relazione alla gravità
Assicuratevi che le calze elastiche contenitive siano della misura corretta indicata dal medico e che non abbiano perso l’elasticità. Il livello di compressione da esercitare è in relazione alla gravità delle varici e dovrà essere in grado di riportare nei limiti di norma l’ipertensione venosa. La contenzione elastica certamente limita i disturbi e le complicanze, anche se – da sola – non riesce a far regredire le manifestazioni varicose. In alcune situazioni, per esempio in caso di artrosi, questi supporti vengono in genere mal sopportati.

Quando sostituirle
Se le calze elastiche sono raggrinzite o più strette, vicino al ginocchio piuttosto che alla caviglia, significa che non funzionano più adeguatamente. In questo caso possono essere più dannose che benefiche. E’ sicuramente ora di cambiarle! Alcuni medici consigliano di comprarne 7 paia – uno per ogni giorno della settimana – in modo da poterle alternare per farle durare più a lungo. Chi più spende meno spende, in questo caso.

 

Riabilitazione vascolare

Comprende il drenaggio linfatico manuale eseguito da personale specializzato e la pressoterapia sequenziale. Entrambe le metodiche si rivelano molto utili nei casi in cui gonfiori ed alterazioni cutanee siano prevalenti.

 

Procedure non chirurgiche (mini-invasive)

Nella terapia sclerosante viene iniettata una sostanza chimica irritante all’interno delle vene interessate che le cicatrizza (o sclerotizza) in modo che il sangue non possa più circolare nel loro interno. Il sangue viene così dirottato verso altre vene dove la circolazione è più efficiente. E’ un metodo indicato soprattutto per trattare piccole vene a scopo estetico, ma non è così efficace sulla grande safena.

 

Terapia chirurgica

La porzione di safena non più funzionale, può essere asportata (sfilata) con un intervento chirurgico conservativo denominato “legatura a stripping”, eseguito in anestesia totale. Pur rappresentando un intervento di eccellenza, non è privo di effetti collaterali ai danni dei tessuti e dei nervi distribuiti lungo il letto della vena. Il recupero richiede, in genere, circa 2 settimane di riposo.

Negli ultimi anni sono stati messi a punto trattamenti laser endovenosi rapidi e meno invasivi, eseguibili in anestesia locale, in ambulatorio. La vena viene chiusa in modo permanente, ma lasciata in loco. Questa metodica non lascia cicatrici e quindi è a basso rischio di infezioni post-operatorie. Consente un rapido recupero e la possibilità di riprendere rapidamente la propria attività lavorativa. Offre ottimi risultati, sia dal punto di vista clinico che estetico. Questo tipo di intervento mini-invasivo non è adatto a tutte le persone: è sempre importante consultarsi prima con il proprio medico o specialista.

 

Fonti

– Sandra Lorenzi – Le patologie dermatologiche da insufficienza venosa 
– MANUALE DI ANGIOLOGIA PER LO STUDENTE DI MEDICINA
–  Insufficienza venosa cronica (I.V.C.)  – La diagnosi. Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania
– Humanitas Gavazzeni – L’insufficienza venosa cronica
– Progetto ASCO – Insufficienza Venosa Cronica
– Nicola Renzo Laurora – Malattia venosa cronica
– Pier Luigi Antignani – La terapia medica della malattia venosa  cronica
U.O.C. di Angiologia, A.O. S. Giovanni-Addolorata, Roma

 

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