Depressione: sottovalutata da molte persone con diabete, tumori e malattie reumatiche

La depressione colpisce il 2% di chi ha il diabete, quasi un malato di tumore su 6 e 1 persona su 4 con malattie reumatiche; sottovalutata perché considerata dal 41% una semplice conseguenza della propria malattia.

Per la cura quasi 1 persona su 2 è seguita dal medico di medicina generale e solo il 19% da uno specialista psichiatra; solo 1 su 2 segue una terapia farmacologica adatta; paura della dipendenza da farmaci per oltre il 40% e rifiuto di assumere ulteriori medicinali (26%) rappresentano i principali timori legati alla cura della depressione. Il 29 maggio 2017, in Regione Lombardia, Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, ha presentato i risultati di un’interessante ricerca che è andata ad indagare l’impatto e la percezione della depressione in persone con alcune malattie associate.

 

Depressione: troppo spesso sottovalutata

La depressione, quando legata o conseguenza di altre malattie, è per lo più sottovalutata sia da chi ne soffre sia dai medici, quasi considerata un effetto collaterale scontato”, ha esordito Francesca Merzagora, Presidente di Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna, in occasione della presentazione a Milano dell’indagine “La depressione e le patologie correlate” volta a esplorare il tema della depressione in generale e la relazione tra questa e alcune malattie quali diabete, tumori e malattie reumatiche sia da un punto di vista qualitativo, su un campione di 18 pazienti e caregiver, sia quantitativo, su un campione di 240 pazienti.

 

Il progetto si è avvalso della collaborazione di numerose associazioni di pazienti tra cui FAND, Associazione Italiana Diabetici, AIMAC, Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici, ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici, APMAR, Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, Europa Donna Italia, e SIP, Società Italiana di Psichiatria.

I dati rivelano che la depressione colpisce il 2% di coloro che hanno il diabete, 1 persona su 4 con malattie reumatiche, quasi 1 malato di tumore su 6 e 4 malati su 10 la considerano una conseguenza della malattia primaria soprattutto laddove la componente dolore è molto forte, e per questo tendono a sottovalutarla. A conferma di questo due fattori: la scelta della persona di riferimento per la cura della depressione e l’utilizzo di farmaci specifici. Se chi soffre “solo” di depressione è seguito nell’83% dei casi da uno psichiatra, è in trattamento con farmaci specifici (87%) e segue una terapia psicologica o psichiatrica (72%), coloro che soffrono di altre malattie si rivolgono quasi nella metà dei casi al medico di medicina generale anche per la gestione della depressione e solo 1 su 5 si rivolge allo psichiatra; solo 1 paziente su 2 inoltre segue una terapia farmacologica adatta e una terapia psicologica o psichiatrica. La paura di essere dipendente dai farmaci per oltre il 40% e il rifiuto di assumere ulteriori farmaci oltre a quelli che si prendono per la malattia primaria (26%) sono i principali timori legati alla cura della depressione. Altro dato degno di nota è il fatto che nessuna delle persone con depressione e altre malattie è in cura presso un centro di salute mentale, cosa che si verifica per il 68% delle persone con “solo” depressione.

 

Depressione: sottovalutata ma comunque temuta

Ad affermarlo il prof. Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento Salute mentale e Neuroscienze ASST Fatebenefratelli Sacco: “La depressione ha un effetto biunivoco: aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, patologie urologiche, oncologiche, pneumologiche e neurologiche, in quanto anticipa e peggiora il decadimento cognitivo. Chi soffre di queste patologie è a sua volta più esposto al rischio di soffrire di depressione che ne peggiora gli esiti”.

 

I risultati di questa indagine, prima nel suo genere, hanno messo in luce due aspetti molto significativi della vita e del percorso di cura dei pazienti: quanto sia fondamentale, per perseguire benessere e salute completi, che siano considerate come persone a 360 gradi, non solo legati a un’unica dimensione patologica, e quanto sia importante continuare a combattere lo stigma legato ancora oggi alla malattia mentale.
La depressione è una malattia che condiziona completamente l’esistenza sia delle persone che ne soffrono sia di coloro che se ne prendono cura”, ha continuato Merzagora. “Secondo gli intervistati sintomi quali tristezza (75%), pensieri negativi (72%), perdita di interesse nel fare le cose (65%), di energia (62%) e un senso di solitudine da cui è difficile trovare sollievo (60%) sono quelli che maggiormente incidono sulla qualità di vita. La tristezza e la solitudine a volte sono talmente forti e la percezione del futuro è così negativa che oltre 1 persona malata di depressione su 2 dichiara di aver avuto pensieri suicidari, tra questi 1 su 4 tre o quattro volte nell’ultimo mese. Anche i familiari e coloro che si prendono cura della persona con depressione si trovano a vivere e soprattutto subire una situazione molto pesante nella quale tutte le energie sono concentrate sul malato. I risultati dell’indagine dimostrano quanto siano necessari interventi concreti per superare lo stigma ancora molto radicato a livello socio-culturale nel nostro Paese che provoca purtroppo un isolamento del paziente stesso e della sua famiglia. Per questo a breve realizzeremo una pubblicazione divulgativa per avvicinare le persone a diagnosi e cure. Fondamentale, inoltre, non tralasciare chi si prende cura del malato (caregiver) offrendo un supporto emotivo e concreto. La depressione, così come le principali malattie femminili saranno affrontate a settembre nel primo Congresso scientifico di Onda a Milano”.

 

La depressione continua a crescere

La depressione continua a crescere, ormai è in cima alla lista delle cause di cattiva salute nel mondo. In 10 anni è aumentata di quasi il 20 per cento”, ha proseguito il prof. Mencacci. “Un campanello d’allarme per tutti e un monito a ripensare con urgenza alla salute mentale e al suo mantenimento. Fondamentale risulta investire in ricerca e innovazione per migliorare ulteriormente l’efficacia delle cure e comprendere più a fondo le interazioni con i diversi contesti ambientali.”, conclude.

Depressione: il punto di vista delle Istituzioni

La Commissione Sanità del Senato ha da tempo intenzione di iniziare un’indagine conoscitiva sulla depressione, un fenomeno più che una patologia assai differenziata per intensità e difformità di manifestazioni, e dunque che richiede diagnosi e terapie differenziate.”, spiega Emilia Grazia De Biasi, Presidente Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica. “Uno stato d’essere del nostro tempo, che riguarda in misura maggiore le donne, che richiede approcci scientifici in grado di intervenire sullo stigma e sulla disinformazione.

Per depressione oggi spesso si intendono manifestazioni assai diverse, che non sempre hanno a che fare con l’aspetto patologico, ma sono manifestazioni ansiose, o disturbi di comportamento, o semplicemente effetti di momenti difficili della vita. Fare chiarezza sulla depressione è un dovere del legislatore, perché, attraverso l’ascolto e la relazione con il mondo medico-scientifico, possa deliberare in modo informato. Ancora una volta grazie a Onda che apre strade innovative nel campo della salute”.

 

La depressione rappresenta sia un evento che può ridurre drasticamente i margini di benessere sia un disagio che si accompagna allo sviluppo di un danno organico.”, afferma Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia. “In entrambi i casi il suo impatto è molto forte e va a intaccare la vita personale dell’individuo che ne soffre ma anche quella del suo mondo familiare e relazionale. Regione Lombardia ha mostrato in diverse occasioni la sua attenzione per questo importante problema che riguarda un numero crescente di cittadini. Attraverso il Piano regionale per la salute mentale abbiamo definito una strategia per rispondere alle domande di cura poste dagli utenti con disturbi d’ansia e dell’umore. Abbiamo definito, infatti, protocolli di collegamento tra servizi psichiatrici, medicina di base, ambito principale di riferimento per questa utenza, reti formali e informali di comunità con particolare attenzione al volontariato, alle associazioni di utenti e familiari, prevedendo tra l’altro progetti finalizzati alla prevenzione della depressione nei pazienti a rischio”.

 

Una depressione che si accompagna o addirittura è generata da patologie serie come il diabete di tipo 2, malattie oncologiche, cardiovascolari o reumatiche compromette in modo pericoloso la qualità della vita delle persone”, dice Sara Valmaggi, Vice Presidente Consiglio Regionale Lombardia. “Purtroppo proprio a causa della compresenza di problemi fisici importanti rischia di essere sottovalutata e non affrontata con gli strumenti più adatti. Per questo è importante che lo studio di Onda abbia messo in evidenza quanto pesi questa correlazione tra depressione e altre patologie gravi e quanto sia importante un approccio al tempo stesso specialistico e olistico alla persona che, altrimenti, rimarrebbe prigioniera di una gabbia di solitudine e stigma, aggiungendo dolore a dolore e compromettendo la qualità della vita”.

 

“Questo è certamente un ambito in cui la prevenzione e il sostegno sociale possono contribuire ad evitare che situazioni difficili si trasformino in irreversibili.”, spiega Pierfrancesco Majorino, Assessore Politiche sociali, Salute e Diritti, Comune di Milano. “Il Comune di Milano, ogni anno, attraverso i propri servizi territoriali, entra in contatto con persone che hanno bisogno di aiuto. Si tratta di richieste multiple che partono dal sostegno economico, o dall’ospitalità in un centro di accoglienza e che nel percorso di presa in carico mettono in luce problemi ancora più grandi, spesso legati alla salute, spesso accompagnati dalla depressione.

 

Questo ci ha spinto ad attivare qualche anno fa una stretta collaborazione con l’Ordine degli Psicologi nell’iniziativa psicologi sociali. Sono certo che attraverso una rete sempre più forte e ampia tra le realtà attive sul territorio potremo essere più presenti, intervenendo sia in fase preventiva, sia in fase di cura”.

 

 

Fonte

Conferenza stampa “La depressione nei pazienti e nei caregiver e le correlazioni con altre patologie – Regione Lombardia, via F. Filzi, 22, Milano

 

 

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“La depressione nei pazienti e nei caregiver e le correlazioni con altre patologie”

 

 

 

 

 

 

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Intervento del dr. Massimo Massagrande, di Elma Research che ha illustrato i risultati dell’indagine conoscitiva quali-quantitativa nazionale: “La depressione nei pazienti e nei caregiver e le correlazioni con altre patologie” All’indagine hanno partecipato diverse Associazioni tra cui FAND Federazione Nazionale Italiani Diabetici.
facebook.com/diabetecom/videos/1481624715228499/

 

Intervento del prof. Claudio Mencacci, Direttore Dip di Neuroscienze e Salute Mentale, ASST Fatebenefratelli-Sacco, Milano
facebook.com/diabetecom/videos/1482154401842197/

 

Intervento di Sara Valmaggi, Vice Presidente del Consiglio Regionale Lombardia, che commenta i risultati della ricerca di Onda Osservatorio su “La depressione nei pazienti e nei caregiver e le correlazioni con altre patologie”.
facebook.com/diabetecom/videos/1482137795177191/

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