Diabete 1 – cosa la scuola può imparare e insegnare

La nuova campagna di sensibilizzazione di Diabete Italia in ambito scolastico.

Diabete Italia, da sempre, in modo diretto e attraverso le varie Associazioni (in particolare AGDItalia), opera sul territorio per favorire una reale accoglienza del bambino diabetico a scuola e affinché venga garantita la sua sicurezza e quella del personale scolastico. Questo tema rappresenta un argomento chiave anche in occasione della Giornata Mondiale del Diabete del 2015. I vari Coordinatori Istituzionali, Regionali e Nazionali, si sono attivati affinché nei programmi di formazione obbligatoria dei Pediatri di libera scelta venga inserita una sessione specifica sul diabete di tipo 1, in modo da agevolare la diagnosi precoce, la gestione della chetoacidosi e l’inserimento del bambino a scuola.

 

Un’ulteriore iniziativa è quella di promuovere convegni e/o momenti di dibattito nelle scuole per aumentare la cultura della patologia diabetica e diffondere le informazioni contenute nel Documento Strategico per rendere più facile, oltre che sicuro, l’inserimento del bambino a scuola a seguito della diagnosi di DM1.

 

Diabete 1 – cosa la scuola può imparare e insegnareDiabete Italia ha in corso una campagna per promuovere interventi che aiutino gli insegnanti e il personale scolastico a capire meglio come può riconoscere per tempo i sintomi del diabete di tipo 1 negli alunni e garantire loro l’appropriata accoglienza.

 

La campagna sensibilizza a quattro tematiche in particolare.

La prima: I SINTOMI

I sintomi: se li conosci, li riconosci. Questo il messaggio scelto. Troppo spesso l’esordio del diabete di tipo 1 avviene senza preavviso, in modo repentino e in circostanze drammatiche che segnano fisicamente e psicologicamente il bambino o il ragazzo. Gli insegnanti e il personale scolastico che ha sott’occhio bambini e ragazzi per ore ogni giorno potrebbe essere formato a cogliere precocemente i segni iniziali di uno scompenso (sete persistente, frequente bisogno di urinare, astenia, rapido dimagrimento) e segnalarli ai familiari in tempo utile.

 

La seconda: LA PREVENZIONE
Gli insegnanti possono fare molto per la prevenzione del diabete di tipo 2 e di sovrappeso-obesità che spesso si associano. Molte scuole si sono interrogate e lo stanno facendo sulla salubrità degli alimenti accessibili a scuola (mense scolastiche, distributori automatici, distribuzione di snack sani). Altre hanno anche previsto interventi di educazione (e rieducazione) alimentare per incidere sulle abitudini attuali e future degli alunni e, perché no, dei loro familiari.

Altrettanto importante sensibilizzare all’esercizio di un’attività fisica quotidiana: diversi genitori hanno organizzato gruppi accompagnati per il tragitto casa-scuola e viceversa. Nelle elementari dovrebbe sempre essere prevista almeno un’ora di reale educazione fisica. La campagna sottolinea l’importanza di instaurare questa buona abitudine sin da piccoli.

 

La terza: L’ACCOGLIENZA
Il principio, da applicare a tutti i bambini e ragazzi che frequentano la scuola, indipendentemente dal diabete o altre malattie è: né discriminazioni, né agevolazioni. L’alunno diabetico non deve essere discriminato o sentirsi diverso in nessun modo. Non vi è nessuna ragione perché gli venga limitato l’accesso a gite scolastiche e/o attività fisiche. Non ha necessità di alcun supporto o agevolazione: le capacità cognitive di bambini/ragazzi diabetici, sia di tipo 1 che di tipo 2, sono identiche a quelle dei coetanei. Hanno solo bisogno di assumere zuccheri o snack anche durante le lezioni se necessario e di poter provvedere alla misurazione della glicemia.

 

La quarta: DIRITTO ALLA SICUREZZA
La campagna vuole ribadire con fermezza e determinazione che tutti gli studenti hanno lo stesso diritto a vivere a scuola in condizioni di sicurezza.

Per gli alunni diabetici (e questo vale anche per molte altre situazioni/malattie) significa poter disporre a scuola dei presidi e dei farmaci necessari al controllo della glicemia, in condizioni sia normali sia di emergenza. Significa inoltre poter contare sul supporto da parte almeno di un adulto nella gestione di situazioni normali e di eventuali emergenze. L’esperienza conferma che una breve periodo formativo e la disponibilità degli insegnanti e degli operatori scolastici sono sufficienti per garantire questi diritti di base.

 
I documenti della campagna

Il manifesto di Diabete Italia »
La brochure di Diabete Italia »

 

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