Diabete: mancanza di informazione rende pazienti più ansiosi

Venire a conoscenza del fatto che il proprio corpo è affetto da una malattia, di qualsiasi genere e gravità essa sia, suscita nelle persone emozioni forti e spesso contrastanti. In un momento così delicato sarebbe perciò di fondamentale importanza la presenza del medico che consenta al paziente di chiarire dubbi e paure di ogni sorta.
Sfortunatamente le cose non vanno sempre così: secondo i risultati di un’indagine condotta presso il Cochin Port-Royal Diabetes and Endocrine Center di Parigi, su un campione di 14,201 francesi con più di 45 anni, di cui il 7,7% affetto da diabete, hanno mostrato che ben l’85% dei partecipanti si lamentava di non aver ricevuto spiegazioni sufficientemente dettagliate su almeno uno degli aspetti della propria malattia.
Lo studio ha infatti evidenziato come il 49% dei soggetti ritenesse di aver ricevuto poche informazioni circa le medicine e i trattamenti da seguire, il 43% non era soddisfatto delle informazioni ottenute circa le potenziali conseguenze del diabete sullo stato di salute generale, mentre il 40% avrebbe voluto notizie più accurate circa l’origine della malattia. Infine sono risultate insufficienti le notizie relative ai cambiamenti da apportare al proprio stile di vita secondo il 33% degli intervistati, quelle relative alla dieta erano scarse per il 26% e per il 14% lo erano quelle relative all’attività fisica.
Questa mancanza di informazioni e di comunicazione soddisfacente da parte dei medici è uno dei fattori che contribuisce a provocare nei pazienti stati di ansia, depressione, paura e la sensazione di essere abbandonati a se stessi nella lotta contro la malattia. Un atteggiamento positivo e fiducioso aiuterebbe invece il paziente a porsi nella condizione di affrontare al meglio i propri disturbi di salute. Esiste tuttavia una differenza tra donne e uomini: mentre le prime prendono in mano la situazione e si impegnano per gestire al meglio la propria vita nonostante la presenza della malattia, i secondi lasciano che sia qualcun altro, solitamente un famigliare, a prendersi cura di loro.

 
Fonte: Diabetes Metabolism 2009; Advance online publication

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