Diabete e obesità. Il Parlamento approva risoluzione sulla salute nelle città

3,5 milioni sono gli italiani con diabete, un terzo dei quali risiede nelle grandi città: il 35,2 per cento dei residenti è in sovrappeso e il 9,2 per cento con obesità; 4 italiani su 10 hanno una vita sedentaria. Le Istituzioni rispondono con l’approvazione unanime – giovedì 6 luglio – in Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati, di una risoluzione che impegna il governo ad adottare misure per la promozione della salute e dei corretti stili di vita nelle città italiane.

 

Diabesità (diabete + obesità) urbana

Gli esperti riuniti in occasione del 10th Italian Barometer Diabetes & Obesity Forum (Roma, 4 luglio 2017) hanno di recente sottolineato come oggi 1 abitante del pianeta su 2 viva in ambiente urbano; il dato era 1 su 3 nel 1950 e sarà 2 su 3 nel 2050. Nel 1950 vivevano nelle città 746 milioni di persone, diventate oggi 3,9 miliardi, con una proiezione di crescita di ulteriori 2,5 miliardi da qui al 2050.
Contemporaneamente all’urbanizzazione cresce il rischio di malattie croniche non trasmissibili: in particolare diabete, passato dai 285 milioni di casi del 2010 ai 415 casi di oggi, e sovrappeso e obesità di tutti i gradi, giunti oggi a 2,2 miliardi di casi nel mondo con un raddoppio in oltre 70 Paesi dal 1980. L’Italia non fa eccezione.

 

Con una “Lettera aperta ai Sindaci italiani per promuovere la salute nelle città come bene comune”, siglata da Health City Institute, Associazione nazionale comuni italiani (Anci), Federsanità Anci, Rete italiana città sane dell’Organizzazione mondiale della sanità, Coni, Istituto superiore di sanità, gli oltre 8.000 sindaci italiani sono stati sollecitati ad attivarsi nel creare reti di collaborazione pubblico-privato, per mettere in atto politiche urbane che abbiano come priorità la salute dei cittadini, impegnarsi nel prevenire le malattie croniche non trasmissibili, come diabete e obesità, per fronteggiare questa emergenza.

 

L’impegno del Parlamento Italiano

Giunge ora un primo importante atto ufficiale da parte delle Istituzioni: il 6 luglio 2017, la XII Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità, con parere favorevole del Governo, la risoluzione, a prima firma dell’On. Daniela Sbrollini, in materia di salute nelle città. Il documento, articolato per punti, indirizza il Governo ad adottare diverse misure per lo sviluppo di politiche per la salute nelle aree urbane del nostro Paese.

 

Nel dettaglio il testo approvato impegna il Governo su 10 direttive diverse:

  1. assumere iniziative per la promozione della salute dei cittadini, studiando e monitorando i determinanti della salute specifici del proprio contesto urbano, facendo leva sui punti di forza delle città e riducendo drasticamente i rischi per la salute, nonché prevedendo modalità di coinvolgimento attivo dei cittadini e forme di partenariato pubblico – privato per la realizzazione di politiche che mettano al centro la salute come diritto;

 

  1. assumere iniziative per assicurare un alto livello di alfabetizzazione e di accessibilità all’informazione sanitaria (Health Literacy) a tutti i cittadini, aumentando il loro grado di autoconsapevolezza attraverso percorsi formativi a livello regionale o locale indirizzati agli operatori sanitari e alle associazioni dei pazienti e attraverso modalità di comunicazione con il sistema sanitario, agevolate dalle potenzialità offerte dalle tecnologie digitali;

 

  1. assumere iniziative per inserire l’educazione sanitaria in tutti i programmi scolastici, con particolare riferimento ai rischi per la salute nel contesto urbano;

 

  1. incoraggiare stili di vita sani nei luoghi di lavoro, rafforzando il sistema di incentivi rivolto alle imprese socialmente responsabili che investono in sicurezza e prevenzione e introducendo strumenti atti al controllo del rispetto delle norme sulla sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro, soprattutto relativamente alle caratteristiche degli ambienti;

 

  1. promuovere una cultura e un’educazione alimentare appropriate attraverso programmi dietetici mirati (menu scolastici e aziendali adeguati) ed eventi divulgativi sul territorio, prevenendo l’innalzarsi dei tassi di obesità e generando un risparmio di risorse sanitarie e sociali;

 

  1. assumere iniziative per ampliare e migliorare l’accesso alle pratiche sportive e motorie per tutti i cittadini, secondo il principio dello «sport di cittadinanza», favorendo lo sviluppo psicofisico dei giovani, migliorando l’inclusione nelle città delle persone anziane e favorendone un invecchiamento attivo come previsto già nel 2012, anno europeo dell’invecchiamento attivo;

 

  1. assumere iniziative per sviluppare politiche di trasporto urbano, anche locale, orientate alla sostenibilità ambientale e al sostegno di una vita salutare;

 

  1. adottare iniziative per promuovere l’adesione dei cittadini ai programmi di prevenzione primaria, con particolare riferimento alle malattie croniche, trasmissibili e non trasmissibili, rappresentando queste ultime il principale rischio per la salute e lo sviluppo umano oggi;

 

  1. considerare la salute delle fasce più deboli e a rischio quale priorità per l’inclusione sociale nel contesto urbano, adottando politiche tese a migliorare le condizioni sociali, economiche ed ambientali dei quartieri disagiati, sia con interventi «mean-tested», sia con interventi volti a migliorare il contesto urbano di riferimento, facendo sì che ogni città si allinei agli standardpiù elevati di accessibilità e fruibilità dei servizi urbani per persone disabili, adeguando le infrastrutture sanitarie, la viabilità, l’accesso a servizi pubblici di qualsiasi tipo, promuovendo la loro partecipazione anche nelle attività sportive e ricreative adottando politiche di prevenzione e inserimento socio-sanitario per le popolazioni di migranti;

 

  1. studiare e monitorare a livello urbano i determinanti della salute dei cittadini attraverso una forte alleanza con comuni, università, aziende sanitarie, centri di ricerca, industria e professionisti volta a: creare cabine di regia per lo studio e il monitoraggio dell’impatto dei determinanti della salute nel contesto urbano; promuovere partnership multi-stakeholderper dare vita a politiche urbane migliorative; dare vita a una conferenza permanente delle aziende ospedaliere delle aree metropolitane e delle strutture sanitarie territoriali che mettano in atto piani d’azione (piani obiettivo) di erogazione di servizi sanitari attraverso forme di accesso innovative mirate alla cronicità e alla protezione sul territorio dei soggetti portatori di patologie croniche ingravescenti.

 

Fonte

Testo integrale della Risoluzione conclusiva presentato Giovedì 6 luglio 2017 dall’On. Sbrollini Daniela in Commissione XII (Affari sociali): “Iniziative per la promozione della salute e dei corretti stili di vita nelle città”
aic.camera.it/aic/scheda.html

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