Diabete di tipo 1: quali sono i fattori predittivi di insufficienza renale cronica?

Diabete di tipo 1: quali sono i fattori predittivi di insufficienza renale cronica?

Pubblicata su Scientific Reports, 12 giugno 2017, una nuova ricerca dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) che ha coinvolto oltre 2.600 pazienti con diabete di tipo 1 (DT1) seguiti dai Centri di Diabetologia di tutta Italia.

 

I fattori predisponenti di malattia renale

La lunga durata del diabete, i valori di glicemia più elevati, in particolare alti valori di emoglobina glicosilata (HbA1c), elevati livelli di trigliceridi e l’ipertensione arteriosa: sono questi i fattori predisponenti a valori elevati di albumina nelle urine, e quindi alla malattia renale nei pazienti con diabete tipo 1. A ribadirlo, uno studio – pubblicato sulla rivista Scientific Reports, appartenente al prestigioso gruppo editoriale di Nature – condotto dai ricercatori italiani del Gruppo Annali dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD).

 

Il campione valutato

Lo studio ha coinvolto 2.656 pazienti con diabete di tipo 1 seguiti da 137 Centri di Diabetologia distribuiti su tutto il territorio nazionale. L’età media era di 44 anni, il 56% erano uomini, il 44% donne, e la durata media del diabete di 17±12 anni. La maggioranza dei pazienti era normopeso [Indice di Massa Corporea (BMI) medio = 24.4±3.4 Kg/m2 ].

Il controllo della glicemia era piuttosto irregolare con valori di emoglobina glicata (HbA1c) del 7.7% (60.66 mmol/mol); circa il 70% dei pazienti mostrava valori di HbA1c superiori al 7% (53.0mmol/mol). Al contrario, il profilo dei valori pressori e dei lipidi nel sangue era considerato mediamente buono. Il 20% dei pazienti ha ricevuto un trattamento anti-ipertensivo e il 18.2% assumeva ACE-inibitori o un farmaco antagonista del recettore per l’angiotensina II. Secondo il modello dello studio, tutti i pazienti ammessi avevano un’escrezione urinaria delle urine normale e un tasso di filtrazione glomerulare (eGFR, parametro che misura la salute dei reni) ≥60mL/min/1.73m2. Il campione di pazienti è stato osservato per un periodo di 5 anni.

 

Gli obiettivi dell’indagine

Il Prof. Salvatore De Cosmo, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Endocrinologia Casa Sollievo della Sofferenza di S. Giovanni Rotondo, nonché coordinatore dello studio, spiega le ragioni che hanno spinto l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) ad effettuare quest’indagine: “Le persone affette da diabete di tipo 1 – la forma di diabete che in genere insorge nei giovani e che necessita da subito di terapia con insulina – hanno un rischio più elevato di sviluppare un danno ai reni: la nefropatia. Questa grave complicanza del diabete espone chi ne è affetto ad un rischio elevato di progressione del danno renale fino all’insufficienza renale terminale, con necessità di dialisi o di trapianto, ma anche di mortalità e comorbilità premature, soprattutto per cause cardiovascolari. Conoscere quindi i fattori ambientali che possono predisporre a tale complicanza consentirebbe di attuare appieno le strategie preventive e terapeutiche, orientate a far sì che il danno renale non si manifesti o non progredisca verso forme più gravi”.

 

Nelle persone con diabete, sia di tipo 1 che di tipo 2, le complicanze a lungo termine sono una delle principali cause di disabilità, inficiano la qualità di vita e causano morti premature. Nel 2015 circa 5 milioni di persone nel mondo, di età compresa tra i 20 e i 79 anni, sono decedute per complicanze correlate al diabete. Complicanze diabetiche che, nella maggioranza dei casi, sono dipese dall’insufficienza renale cronica grave (5° stadio: dialisi).

 

I risultati dello studio AMD

Lo studio, osservazionale e longitudinale, ha permesso di valutare un numero molto elevato di pazienti con diabete di tipo 1 e di identificare i valori predittivi dell’insufficienza renale cronica. “I risultati – spiega il Prof. De Cosmo – hanno individuato nella lunga durata di malattia (tra i 12 e 17 anni), nei valori di glicemia più elevati (alti valori di emoglobina glicosilata), negli elevati livelli di trigliceridi e nella presenza di trattamento antipertensivo – quale indicatore di ipertensione arteriosa – i fattori predisponenti di insorgenza di albuminuria (un tasso elevato di albumina nelle urine è un marcatore della malattia renale). L’età più avanzata ed un valore di filtrato glomerulare lievemente ridotto predisponevano alla riduzione più marcata di filtrato glomerulare.

 

Si stima – conclude De Cosmo – che il 20-40% di pazienti con diabete di tipo 1 sviluppi, nel corso della vita, la complicanza renale. Più in dettaglio, nel nostro studio, che ha avuto un periodo di osservazione relativamente breve di 5 anni, il 4.3% del campione ha sviluppato una riduzione del filtrato glomerulare ed il 18% un’aumentata escrezione urinaria di albumina”. Come noto, la presenza di piccole quantità di albumina nelle urine (microalbuminuria) può comparire negli stadi molto precoci della nefropatia diabetica e può fungere quindi da campanello d’allarme per questa temibile complicanza.

 

 

Fonte

Pamela Piscitelli, Francesca Viazzi, Paola Fioretto, Carlo Giorda, Antonio Ceriello, Stefano Genovese, Giuseppina Russo, Pietro Guida, Roberto Pontremoli & Salvatore De De Cosmo – Predictors of chronic kidney disease in type 1 diabetes: a longitudinal study from the AMD Annals initiativeScientific Reports | 7: 3313 | DOI:10.1038/s41598-017-03551-w

 

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