Diabete tipo 2 e attività in acqua: benefica per cuore, vasi e non solo

Diabete tipo 2 e attività in acqua: benefica per cuore, vasi e non solo

È quanto è emerso da una metanalisi condotta dall’Università di Alberta, in Canada, pubblicata nel luglio 2017 su Acta Diabetologica. Correre o camminare in acqua, fare spinning, nuotare, son attività efficaci per migliorare il controllo della glicemia tanto quanto altri tipi di allenamento che magari piacciono di meno.

 

L’obiettivo dello studio

Il presupposto da cui sono partiti gli studiosi canadesi era capire come mai pur sapendo che l’attività fisica regolare come palestra, camminate spedite, corsa etc siano benefiche, solo il 30% delle persone con diabete di tipo 2 le pratica con costanza. Gli autori volevano approfondire le ragioni ed evidenziare i vantaggi di attività alternative come appunto quelle acquatiche.

Sono stati quindi raccolti e valutati i risultati di nove studi precedenti che analizzavano gli effetti degli esercizi in acqua in particolare su due indicatori del controllo glicemico: emoglobina glicata (HbA1c) e glicemia a digiuno.

Il campione globale ha coinvolto 222 pazienti adulti con diabete di tipo 2. In particolare, tre analisi hanno messo a confronto l’attività fisica in acqua con quella praticata a terra.

 

I risultati

Dopo otto-dodici settimane, i risultati hanno evidenziato che coloro che praticavano con regolarità attività acquatiche avevano livelli più bassi di emoglobina glicata, un indicatore del livello di zucchero nel sangue, simili a quelli di chi effettuava altri tipi di attività fisica. Non solo: in alcuni dei partecipanti si osservavano anche miglioramenti di pressione sanguigna, colesterolo e trigliceridi.
Altri studi precedenti hanno dimostrato come l’attività fisica strutturata in acqua produca effetti benefici su cuore e vasi e sul profilo metabolico, sia sicura e migliori la tonicità muscolare, il buon umore e la qualità della vita nei soggetti con diabete di tipo 2.
L’obiettivo degli studiosi è ora quello di avviare studi più a lungo termine sugli effetti nel tempo delle attività in acqua sul diabete di tipo 2.

 

Avanti e indietro nell’acqua, gradualmente

Per stimolare al massimo la circolazione, è bene immergersi in modo graduale: fino alle caviglie per la prima fase di riscaldamento, poi aumentare il passo con l’acqua sino ai polpacci, proseguire con l’immersione fino ai glutei e alla vita e concludere con una fase di rilassamento tornando con l’acqua fino a polpacci e poi alle caviglie.

L’acqua alle caviglie stimola in modo delicato, con un massaggio benefico, la muscolatura del polpaccio, l’acqua alle ginocchia consente di lavorare sulle cosce e l’acqua alla vita tonifica i glutei. Ripetuto più volte è un ottimo esercizio per la bellezza e la salute della gambe.

Chi soffre di problemi articolari o circolatori alle gambe, ha mal di schiena o vuole bruciare un po’ di calorie può immergersi sempre in modo graduale con l’esercizio precedente ma arrivando fino alle spalle e camminare in acqua alta per un tempo progressivamente più lungo. Per non annoiarsi si può provare a fare piccole corse, lavorare con le braccia e con le gambe per aumentare l’attrito con l’acqua.

 

Fare attività fisica immersi nell’acqua è ottimale anche per chi è in sovrappeso e/o che magari non sa nuotare: in questo modo ci si può allenare, sfruttare tutti i benefici dell’acqua senza alcun pericolo. L’immersione totale del corpo (tranne la testa) non sovraccarica le articolazioni: per questo, gli esercizi di ginnastica dolce in piscina vengono utilizzanti anche a scopo di riabilitazione.

Che si cammini, si corra, si facciano esercizi con l’acqua alle caviglie o più in alto, fino alle spalle, per produrre un effetto benefico consistente, si deve continuare per almeno 30-40 minuti. Solo in questo lasso di tempo, si riesce ad attivare il metabolismo e si comincia a bruciare anche la massa grassa. L’acqua aiuta, certo, ma gli effetti non si ottengono solo con l’impegno!

Un’ultima cosa: quando ci si immerge, più o meno in profondità, occorre ricordarsi sempre di proteggersi con un adeguato filtro solare in base al proprio fototipo: i riflessi dell’acqua aumentano l’effetto dei raggi UV. Tutte le attività andrebbero fatte nelle ore più fresche, al mattino o nel tardo pomeriggio e non nelle ore centrali, quando i raggi solari sono più penetranti.

 

 

Fonti

– Jordan L. Rees, Steven T. Johnson Norm, G. Boul – Aquatic exercise for adults with type 2 diabetes: a meta-analysis. Acta Diabetol 2017 Jul 10

– Rigby BR et al – Cardiorespiratory responses during aquatic treadmill exercise and land treadmill exercise in older adults with type 2 diabetes. J Sports Med Phys Fitness 2017 Jul 5

– Barakat R et al – Influence of Land or Water Exercise in Pregnancy on Outcomes: A Cross-sectional Study. Med Sci Sports Exerc 2017 Jul;49(7):1397-1403

– Liubaoerjijin Y et al – Effect of aerobic exercise intensity on glycemic control in type 2 diabetes: a meta-analysis of head-to-head randomized trials. Acta Diabetol 2016 Oct;53(5):769-81

– Delevatti RS et al – Glucose control can be similarly improved after aquatic or dry-land aerobic training in patients with type 2 diabetes: A randomized clinical trialJ Sci Med Sport 2016 Aug;19(8):688-93

– Cugusi L – Effects of an aquatic-based exercise program to improve cardiometabolic profile, quality of life, and physical activity levels in men with type 2 diabetes mellitus. PM R 2015 Feb;7(2):141-8

 

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