Diabete tipo due: quali i rischi per chi abbandona la dieta mediterranea?

Diabete tipo due: quali i rischi per chi abbandona la dieta mediterranea?

Gli ultimi dati Eurispes hanno registrato un cambiamento nelle abitudini alimentari degli Italiani: la scelta di abbandonare il consumo di carne sembra coinvolgere quasi 5 milioni di italiani (8% della popolazione), di cui circa il 10% sceglie di eliminare tutti i prodotti di origine animale. Quale impatto per le persone con diabete di tipo 2 che scelgono una dieta vegetariana o addirittura vegana? Se ne discute al 15° Congresso Nazionale dell’Associazione Medici Endocrinologi (AME) che si svolge a Roma, dal 10 al 13 novembre.

 

Cresce il numero di chi passa alla dieta vegetariana

Anche in Italia si sta assistendo ad un costante aumento delle persone che adottano diete prive di carne, quella vegetariana, o prive di qualsiasi derivato di origine animale, quella vegana. E’ un fenomeno non solo nazionale, ma globale, che registra quasi 5 milioni di persone che oggi in Italia adottano questi stili alimentari, numero destinato a salire nei prossimi anni e che spesso lo fanno di propria iniziativa, senza consultare un Nutrizionista o comunque un Esperto che possa consigliarli. Questo cambiamento di alimentazione può coinvolgere anche pazienti con diabete di tipo 2 e richiede una valutazione del loro impatto sulla salute da parte degli specialisti.

giovanni de pergola«Un’alimentazione corretta fa parte del percorso terapeutico delle persone affette da diabete di tipo 2», spiega il prof. Giovanni De Pergola, responsabile dell’Ambulatorio di Nutrizione Clinica, UOC di Oncologia Universitaria, Policlinico di Bari. «Diversi modelli alimentari hanno dimostrato di migliorare i parametri metabolici nel paziente con diabete: la dieta mediterranea, le diete vegetariane e vegane, le diete a basso tenore di grassi (lipidi) e le diete povere in carboidrati. In particolare, la dieta mediterranea, soprattutto se associata a una riduzione della quantità dei carboidrati, non soltanto riduce i livelli di emoglobina glicata, ma aumenta la percentuale dei casi di remissione da diabete e ritarda la necessità di ricorrere ai farmaci.

 

Gli aspetti positivi di questo cambio di dieta…

D’altro canto, le dieta vegana e la dieta vegetariana si sono mostrate più efficaci rispetto alle diete convenzionali proposte dalle società scientifiche di diabetologia su peso corporeo, controllo della glicemia, lipidi plasmatici, sensibilità all’insulina, dovuta ad aumento di acido linoleico, e stress ossidativo, anche indipendentemente dalle modificazioni di peso.

 

…. e gli eventuali rischi

Nel confronto tra diete vegetariane e vegane va però considerato che i vegani possono manifestare un deficit clinicamente importante di vitamina B12 e iodio

silvio-settembrini«Ad oggi non sono disponibili studi che abbiano messo a confronto la dieta mediterranea con la dieta vegetariana o la dieta vegana, prosegue Silvio Settembrini, Board AME, Malattie Metaboliche e Diabetologia Asl Napoli 1 Centro, pertanto, non è possibile esprimere una preferenza chiara e su base scientifica per i pazienti con diabete tipo 2. Un’alimentazione vegana potrebbe ridurre il rischio di sovrappeso, obesità, cardiopatie ma d’altra parte accentuare il rischio di anemia, di carenza di calcio con osteoporosi e sviluppo di carenze vitaminiche e minerali. Un punto di vista condivisibile è che si possa raccomandare una dieta a prevalente quota vegetariana, con circa il 15% di proteine animali, importante soprattutto per i soggetti anziani che potrebbero risentire di un minor apporto proteico.

 

Lo stile di vita di ciascuna persona

Al di fuori delle valutazioni scientifiche e nutrizionali, un altro fattore molto importante da considerare è lo stile di vita del paziente. La dieta mediterranea, ad esempio, viene spesso suggerita oltre che per il maggior numero di dati scientifici a favore, anche perché è molto più vicina ai nostri gusti ed alle abitudini alimentari tradizionali. Il diabete di tipo 2 è una malattia che condiziona tutta la vita del paziente in quanto necessita di una modifica delle sue abitudini, ma è parimenti noto quanto sia difficile modificare le scelte alimentari, soprattutto se corrispondono ad un modo di sentire e a scelte etiche.
Quindi, in attesa di disporre di studi che confrontino l’impatto sul diabete di tipo 2 dei diversi regimi alimentari (dieta mediterranea, dieta vegetariana e dieta vegana) è importante considerare le scelte alimentari delle persone con diabete, modificandole per garantire un’efficacia terapeutica ma cercando di non stravolgere eccessivamente le abitudini alimentari e la vita stessa del paziente».

 

 

Fonte

15° Congresso Nazionale AME – Joint Meeting with AACE Italian Chapter
Update in Endocrinologia Clinica, Roma, 10-13 novembre 2016 – www.congressoame.com

Programma: vedi allegato .pdf

 

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