Diabetici: deficit cognitivi e ipercortisolemia mattutina

È noto che nei roditori e nell’uomo livelli elevati di glucocorticoidi si associano a un aumento del rischio di deficit cognitivi e che le persone con diabete di tipo 2 rischiano maggiormente il deterioramento cognitivo. Per studiare e confermare questo rapporto i ricercatori dell’Università di Edimburgo hanno svolto uno studio su oltre mille fra uomini e donne con diabete di tipo 2 e di età compresa fra i 60 e i 75 anni.
Dopo aver esaminato le capacità cognitive relative alla memoria, al ragionamento, alla velocità di elaborazione delle informazioni, delle funzioni esecutive e della flessibilità mentale, oltre a un ulteriore fattore chiamato ‘g’, gli studiosi hanno valutato il rapporto fra i livelli di cortisolo plasmatici registrati il mattino a digiuno, le capacità cognitive e il cambio cognitivo stimato. Suddivisi i campioni per fasce d’età, le analisi hanno evidenziato che i livelli più alti di cortisolo non erano in relazione con il ‘g’ corrente o le performance in domini cognitivi individuali bensì con un aumento del declino stimato cognitivo, nei test della memoria di lavoro e nella velocità di processamento. Le valutazioni sono state fatte non tenendo conto dell’umore, della educazione, delle variabili metaboliche e malattie cardiovascolari.
I ricercatori hanno quindi concluso che nei diabetici anziani i livelli elevati di cortisolo sono in relazione con i deficit cognitivi relativi all’età e che per migliorare il declino cognitivo di questi pazienti potrebbe essere utile applicare strategie per ridurre l’azione del cortisolo.

 

 

 

 

Fonte: 30 marzo 2010, Diabetes Care

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