Diagnosi di diabete: le fasi di accettazione della malattia

Imparare ad accettare la diagnosi di una malattia cronica come il diabete significa dover riorganizzare la propria vita (e quella di chi ci sta vicino) tenendo conto di un limite personale: questo processo può essere doloroso e richiede del tempo per elaborare la notizia e reagire alla malattia in modo attivo e consapevole.

Il proprio atteggiamento verso il diabete è fondamentale e può fare la differenza. Più ci si informa, si inquadra bene la situazione, si è coinvolti attivamente per reagire e più si riuscirà a tenerlo sotto controllo, pur tra alti e bassi, momenti di sconforto e momenti in cui ci sentiremo soddisfatti delle nostre piccole conquiste quotidiane: è una sfida che vale la pena di accettare come investimento per la nostra salute futura: tenere sotto controllo il nostro diabete significa proteggersi dalle complicazioni, anche quando l’assenza di sintomi ci fa pensare il contrario, non molliamo mai la presa, è importante e bisogna esserne convinti al cento per mille.

Impegnarsi insieme al nostro medico ad elaborare un piano di trattamento che preveda diverse tappe di intervento garantisce, da un lato,  a noi diabetici e ai nostri familiari, la possibilità di adattarsi progressivamente a un nuovo stile di vita e, dall’altro al nostro medico, consente di personalizzare le nostre richieste e necessità. In questo modo costruiremo insieme un piano di intervento su misura per noi.

Le fasi di accettazione del diabete dopo la diagnosi
Ricevere una diagnosi di diabete può essere sconvolgente. Bisogna darsi del tempo per elaborare la notizia e collocarla nella giusta dimensione. Gli stati d’animo e i modi di reagire possono essere diversi in base all’età, al carattere, al nostro profilo psicologico, allo stile e al nostro progetto di vita personale e sociale e a molti altri fattori ma spesso il percorso attraversa alcune tappe comuni anche se non così nette nel loro avvicendarsi.

  1. Lo shock iniziale: al momento della diagnosi possiamo avere la sensazione di cadere in uno stato di confusione e paura, facciamo fatica a capire che  cosa ci sia realmente accaduto e cosa potrà succedere in futuro. In questo momento sarà importante avere un rapporto di fiducia ed empatia con il nostro medico e avere il supporto dei familiari più cari e vicini, ci consentirà di sentirci presi in cura, ascoltati, accuditi e servirà a calmare e dissolvere almeno in parte i timori e le paure che ci assalgono.
  2. La fase di rifiuto: dopo il panico iniziale, spesso ci si sente increduli di ciò che “è potuto accadere proprio a noi”, saremo invasi da sentimenti di minaccia e voglia di fuggire.
  3. La fase di rivolta: possiamo diventare aggressivi, ce l’avremo con tutti, ci sentiamo arrabbiati con il mondo intero. In questa fase è importante cominciare a canalizzare questa rabbia verso UN SOLO NEMICO, verso un obiettivo, magari piccolo ma modificabile. Il ruolo del medico e dei familiari anche in questo caso potrà essere di grande supporto per farci prendere coscienza che in ogni caso qualcosa si può fare: concentriamo tutte le nostre forze su questo pensiero.
  4. La fase di negoziazione: è il primo segnale di apertura e collaborazione da parte nostra ed è importante a questo punto cercare di integrare la malattia in un nostro nuovo possibile progetto di vita. È la dimostrazione che esiste un futuro e che potremmo, con un po’ di buona volontà, collocare le richieste del nostro medico nella nostra vita quotidiana, cercare di renderle abituali per noi.
  5. La fase di depressione è un possibile momento di ricaduta, di tristezza, un tentativo di isolarci. L’unico aggancio possibile in questa fase è la condivisione con gli altri: capire che molte altre persone hanno attraversato ciò che stiamo passando noi e ce l’hanno fatta e combattono ogni giorno per vincere la sfida; ancora una volta il ruolo dei familiari e del medico è fondamentale per farci capire che comunque ci sentiamo possiamo sempre contare sul loro appoggio e che condividono con noi il nostro percorso in attesa che ci sentiamo pronti a reagire e ad agire, ad affrontare la nuova sfida.
  6. L’accettazione attiva segnala la nostra vittoria, è il momento dell’equilibrio, dell’azione e della consapevolezza. Prendiamone atto e complimentiamoci con noi stessi. Siamo pronti ad assumerci e a condividere la responsabilità del trattamento e a investire sulla nostra salute futura. Ci crediamo e vogliamo essere parte attiva del nostro nuovo progetto di vita con tutto ciò che comporta, siamo consapevoli che possiamo tenere sotto controllo il nostro diabete conoscendolo e correndo più veloce di lui. Possiamo essere soddisfatti di noi stessi e della nostra vittoria sulle nostre paure.

Le fasi di accettazione del diabete dopo la diagnosi

Fonte

Raccomandazioni sull’uso dell’autocontrollo domiciliare della glicemia.
A cura dell’ Associazione Medici Diabetologi (AMD) – Società Italiana di Diabetologia (SID)

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