Efficacia dei contraccettivi orali e obesità: un rapporto da studiare meglio

Nelle nuove linee guida approvate dalla Society of Family Planning si consiglia l’adozione di metodi anticoncezionali sia ormonali che non ormonali senza particolari restrizione per le donne con problemi di obesità.
Secondo Alison Edelman, della Oregon Health Sciences University di Portland (USA) non esistono informazioni sufficienti a modificare le abituali prescrizioni cliniche che hanno il solo obiettivo di scegliere il metodo contraccettivo che garantisca il più alto livello di efficacia.
Nonostante alcuni studi scientifici abbiano sottolineato la possibilità che l’efficacia dei contraccettivi orali possa essere alterata in donne obese o sovrappeso, il rischio di incorrere in una gravidanza indesiderata resta comunque minimo.
Inoltre, poiché è stato dimostrato che i contraccettivi ormonali provocano cambiamenti di peso corporeo minimi nelle donne non obese, si suppone che nel caso di donne obese non avvenga alcun cambiamento di peso.
Nelle linee guida è tuttavia presente una raccomandazione rivolta alle donne che sono state sottoposte a interventi di chirurgia bariatrica, per le quali la contraccezione orale è controindicata: in seguito all’intervento è infatti possibile che si verifichi un malassorbimento gastrointestinale che potrebbe compromettere l’efficacia della pillola anticoncezionale. La condizione di obesità delle donne potrebbe inoltre rendere alcune procedure, indispensabili per l’utilizzo di metodi contraccettivi come la sterilizzazione e i dispositivi intrauterini, più complicati a livello tecnico per il medico che deve effettuarli.
Gli esperti sottolineano infine la necessità di focalizzare gli studi futuri sul rapporto esistente tra obesità e efficacia della contraccezione, includendo nel campione analizzato donne con diversi indici di massa corporea per rendere i risultati più aderenti alla
popolazione femminile reale.

 

 

 

Fonte: Contraception, 5 ottobre 2009; Advance online publication

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