Il Consensus “Diabete e Udito”: intervista al prof. Francesco Giorgino*

*Professore Ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Professor Giorgino, il Consensus “Diabete e Udito” mette in luce un legame pericoloso tra diabete e perdita uditiva. Di che cosa si tratta?

Sebbene ci siano ancora una serie di aspetti da indagare e approfondire, gli studi che abbiamo a disposizione mettono in evidenza che una persona con diabete ha una probabilità doppia di sviluppare un deficit dell’udito. In particolare, la relazione sembra essere più forte per il diabete di tipo 2, la forma più diffusa di diabete che colpisce più spesso dopo i 40-45 anni. Gli studi suggeriscono il termine di “cocleopatia diabetica”, che consiste nella diminuzione delle capacità uditive dovute ad alterazioni nell’orecchio interno e che può essere considerata una sorta di complicanza del diabete.

 

Quali sono i meccanismi con cui si determina questa associazione?

Il diabete sembra avere effetti sulla coclea con cambiamenti nelle pareti dei piccoli vasi e della membrana basale. L’iperglicemia e alcune alterazioni ad essa associate, ad esempio dei lipidi o della pressione arteriosa, possono provocare cambiamenti a livello delle strutture nervose e vascolari del sistema uditivo. Questi danni strutturali possono quindi tradursi in danni funzionali.

L’iperglicemia è poi responsabile della formazione dei radicali liberi dell’ossigeno, sostanze tossiche che creano dei meccanismi di danno cellulare e che sembra possano avere un ruolo importante nel danno neurosensoriale che porta alla perdita di udito nella persona diabetica. Riconducibili al diabete sono infine anche le manifestazioni cutanee che possono comparire a livello del padiglione auricolare.

 

In che modo, professore, il legame fra diabete e perdita uditiva può avere un impatto sulla qualità di vita della persona con diabete?

Diabete e ipoacusia, già presi in considerazione singolarmente, possono avere effetti negativi sulla qualità di vita delle persone. L’impatto del diabete può essere notevole: pensiamo non solo alle complicanze della malattia, che possono coinvolgere gli occhi, i reni, il sistema nervoso, ma anche alla necessità di dover seguire una terapia cronica con frequenti iniezioni di insulina e di effettuare periodici controlli medici. Anche i disturbi dell’udito si associano a situazioni che tendono a peggiorare la qualità di vita, come ad esempio la ridotta partecipazione alla vita sociale, il rischio di deficit cognitivo, la depressione, le cadute. È quindi evidente che quando alle complicanze del diabete si aggiungono anche le problematiche derivanti dall’ipoacusia, la persona subisce un netto peggioramento della propria qualità di vita e va incontro a maggiori rischi per la propria salute.

 

Perché in un paziente diabetico è importante tenere in considerazione questa associazione?

Non ci sono dubbi che una maggiore consapevolezza dell’associazione fra diabete e problemi uditivi si tradurrebbe in importanti implicazioni pratiche. Prestare attenzione alla funzione uditiva in un soggetto diabetico permetterebbe, infatti, sia di individuare eventuali deficit uditivi funzionali non ancora diagnosticati, sia di attuare forme di intervento adatte a restituire la funzione uditiva a queste persone. Può essere però utile anche ragionare nell’altro senso: l’inserimento di controlli di routine della glicemia per le persone con deficit uditivo potrebbe contribuire alla diagnosi precoce del diabete, permettendo di iniziare gli opportuni trattamenti. Questo aspetto andrebbe tuttavia ulteriormente approfondito attraverso studi specifici. La consapevolezza del legame tra diabete e ipoacusia potrà tradursi in un miglioramento della salute di molte persone.

 

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