Il trattamento del diabete

La cosa più importante da fare quando si scopre di avere il diabete è informarsi in modo adeguato su questa malattia e stabilire con il proprio specialista quale terapia sia più indicata.

La maggior parte delle persone a cui sia stato diagnosticato il diabete di tipo 2 risponde in modo positivo, in un primo momento, alle variazioni della dieta associata a un programma di attività fisica, moderata e regolare. È possibile che già queste modifiche dello stile di vita abbiano un effetto rilevante sulle loro condizioni fisiche, specialmente nel caso di persone sovrappeso che riescono a dimagrire in modo efficace. Nei casi in cui, il cambiamento del proprio stile di vita non sia sufficiente per tenere sotto controllo il diabete, sarà necessario ricorrere a farmaci ipoglicemizzanti, la metformina in primis, essendo considerata il farmaco di prima scelta per le persone che soffrono di diabete di tipo 2. Se dopo un certo periodo anch’essi non fossero più sufficienti, l’insulina diverrà l’unica alternativa possibile.

 

Il trattamento con l’insulina

L’insulina fu scoperta nel 1921 da Frederick Banting e Charles Best, nel Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Toronto. Prima di tale scoperta, non esistevano trattamenti per il diabete e chi era affetto da quello che oggi viene chiamato diabete di tipo 1 era inevitabilmente destinato a morire nel giro di pochi anni. E’ stato grazie ai chimici che la produzione di insulina divenne successivamente un processo industriale su vasta scala. Nei diabetici di tipo 1 la carenza di insulina è così grave da non poter vivere senza questo ormone, in genere sin dal momento della diagnosi. Chi soffre di diabete di tipo 2, al contrario, almeno all’inizio, riesce a tenere sotto controllo il diabete modificando la dieta (a cui va associato un programma di attività fisica regolare) e combinando – nei casi in cui sia necessario – un trattamento con farmaci ipoglicemizzanti (metformina e altri). Dopo diversi anni dalla diagnosi, anch’essi spesso devono ricorrere all’insulina per integrare quella prodotta dal proprio pancreas, che diminuisce progressivamente con il passare del tempo. Allo stato attuale è ancora necessario iniettare l’insulina perché se assunta per bocca, viene inattivata. Attualmente le ricerche scientifiche in tutto il mondo fervono per trovare vie di somministrazione alternative dell’insulina e per rendere più facilmente attuabile il trapianto di pancreas.

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