Il trattamento dell’ipoglicemia

Oggi, l’attenzione dei diabetologi si sta progressivamente indirizzando non solo al trattamento del diabete ma al prendersi cura in toto della persona diabetica. Sempre più emerge quanto sia necessario un maggiore impegno sugli aspetti educativi e sulla scelta di modalità terapeutiche e impiego di farmaci più idonei alle esigenze della singola persona diabetica, considerando non solo la sua malattia, ma la sua fragilità nel complesso; farmaci, ad esempio che siano più flessibili nella somministrazione e con minori effetti indesiderati quali l’ipoglicemia, come si è dimostrata la nuova insulina degludec, da poco disponibile anche in Italia.  
L’ipoglicemia rappresenta il principale fattore limitante nella terapia del diabete tipo 1 e tipo 2.

Le persone a rischio di ipoglicemia, in trattamento cioè con farmaci ipoglicemizzanti orali o con insulina, vanno educati a riconoscere e a trattare in modo adeguato la comparsa di episodi di ipoglicemia.

Episodi di ipoglicemia lieve-moderata

  • Il trattamento dell’ipoglicemia lieve-moderata (il diabetico è in grado di gestire l’episodio in modo autonomo) prevede l’ingestione di cibi contenenti glucosio o carboidrati. Qualunque forma di carboidrati che contengano glucosio incrementa la glicemia e in caso di necessità può andare bene anche se sono preferibili gli zuccheri semplici, che permettono un assorbimento più rapido e una più facile quantificazione dei livelli di glicemia.
  • Secondo le più recenti Linee Guida (Standard Italiani per la cura del diabete mellito, 2014) l’ipoglicemia dovrebbe essere trattata assumendo per bocca 15 g di carboidrati (preferibilmente glucosio in tavolette o saccarosio in grani o sciolto in acqua o 125 ml di una bibita zuccherata o di un succo di frutta o un cucchiaio da tavola di miele), rimisurando la glicemia dopo 15 minuti e ripetendo il trattamento con altri 15 g di carboidrati sino a che la glicemia non risulti superiore a 100 mg/dl.
  • L’effetto del trattamento sull’ipoglicemia può essere solo temporaneo. Per questo bisogna continuare a misurare la glicemia ogni 15 minuti, fino al riscontro di almeno due valori normali in assenza di ulteriore trattamento tra le due misurazioni.

 

Ipoglicemie gravi

  • Il trattamento delle ipoglicemie gravi (in questo caso il diabetico non è in grado di assumere nulla per bocca) richiede l’assistenza di terzi per un trattamento per via generale/sistemica: se ci si trova in una situazione di emergenza fuori da un ospedale e lontano da un pronto soccorso o quando non sia possibile fare un’iniezione endovenosa si possono utilizzare siringhe preriempite di glucagone (1 mg) negli adulti e nei bambini di età superiore a 12 anni; la dose è 0,5 mg per i bambini di età inferiore a 12 anni.
  • Le persone a stretto contatto con i diabetici (partner, familiari, colleghi e amici) o quelli a cui sono affidati (genitori, nonni, baby sitter) devono essere a conoscenza del problema ed essere istruiti alla somministrazione del farmaco per via intramuscolare o sottocutanea.
  • È comunque consigliabile in tutti i casi effettuare una chiamata al Servizio di Emergenza.
  • Nel caso sia possibile eseguire rapidamente un’iniezione per via endovenosa e sia presente una persona capace di farla è indicata l’infusione in 1-3 minuti di 15-20 g di glucosio in soluzioni ipertoniche al 20 o al 33% (per es. 80 ml di soluzione glucosata al 20%, oppure 50 ml al 33%). Nei bambini è consigliata una dose di 200-500 mg/kg.
  • Il trattamento successivo dovrà essere definito insieme al proprio medico specialista in base alle cause individuali della crisi ipoglicemica.

 

 

 

Bibliografia

Standard Italiani per la cura del diabete mellito, 2014 [pdf]
– Yun JS, Ko SH – Avoiding or coping with severe hypoglycemia in patients with type 2 diabetes. Korean J Intern Med. 2015 Jan;30(1):6-16
– Kalra S et al – Hypoglycemia: The neglected complication. Indian J Endocrinol Metab. 2013 Sep;17(5):819-34
– Brod M et al – The impact of non-severe hypoglycemic episodes on work productivity and diabetes management. Value Health 2011; 14(5): 665-71
– Donnelly LA et al – Frequency and predictors of hypoglycaemia in Type 1 and insulin-treated. Diabet Med 2005 Jun;22(6):749-55

– Rosenstock J et al – Reduced hypoglycemia risk with insulin glargine: a meta-analysis comparing insulin glargine with human NPH insulin in type 2 diabetes. Diabetes Care. 2005 Apr;28(4):950-5
– Chico A et al – The continuous glucose monitoring system is useful for detecting unrecognized hypoglycemia in patients with type 1 and type 2 diabetes but Is not better than frequent capillary glucose measurements for improving metabolic control. Diabetes Care 2003;26:1153–7
– Allen KV et al – Nocturnal hypoglycemia: clinical manifestations and therapeutic strategies toward preisodeion. Endocr Pract 2003; 9(6):530-43
– Sovik O, Thordarson H – Dead in bed syndrome in young diabetic patients. Diabetes Care 1999;22(suppl 2): B40-B42

 

Potrebbero interessarti

  • 7 dicembre 2016Disponibile anche in Italia, la nuova insulina rapida Lispro U200, “2×1”Un’iniezione più ‘soft’ e una penna con il doppio delle unità di insulina disponibili per ridurre il numero di device da gestire, semplificando così la vita dei pazienti adulti con diabete mellito. Posted in Insulina
  • 24 ottobre 2016Il diabete nei bambini “opprime” mamma e papàLa principale ansia per i genitori di un bambino con diabete? La riduzione del livello di zuccheri nel sangue e le crisi di ipoglicemia. È questo il vero incubo per 7 genitori su 10, secondo l’indagine internazionale DAWN Youth promossa da International Diabetes Federation (IDF) e International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes (ISPAD). Posted in Diabete di tipo 1
  • 30 novembre 2016L’AmazzoniaLa foresta amazzonica è sempre stato un luogo che sognavo di poter visitare almeno una volta nella vita. Durante la pianificazione del mio viaggio intorno al mondo senza aerei avevo piazzato la cosiddetta "bandierina", proprio lì, nel centro del Brasile. Dal punto di vista del diabete, tuttavia, sembrava poter creare non pochi problemi. Posted in Trip Therapy Blog Claudio Pelizzeni