L’olio di palma

Intervista al dr. Danilo Cariolo, Biologo Nutrizionista, Milano

Nuovi studi hanno di recente attirato l’attenzione dei mass media sull’olio di palma e sui potenziali effetti nocivi che può avere sulla salute umana, in particolare sul rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Facciamo il punto sull’argomento chiarendo cos’è questo olio, a cosa serve, dove si trova e quali sono gli effetti sull’organismo umano con il dr. Danilo Cariolo.

 L'olio di palma: cos'è, dove si trova e potenziali rischi per il diabete di tipo 2

 

Che cos’è l’olio di palma?
L’olio di palma è un olio vegetale ricavato dai frutti di alcuni tipi di palme da olio in seguito ad alcuni processi di estrazione e raffinazione. E’ uno dei pochi oli vegetali ad alto contenuto di grassi saturi e si presenta semi-solido a temperatura ambiente. I semi della pianta scartati nel processo di produzione dell’olio di palma sono utilizzati per produrre l’olio di semi di palma, detto anche olio di palmisto.

 

A cosa servono questi oli derivati dalle palme?
Possono avere diversi usi. Principalmente sono usati come oli alimentari per preparare margarine e come ingredienti di molti cibi lavorati, soprattutto nell’industria alimentare e dolciaria. Oppure sono usati come componenti di alcuni saponi, polveri detergenti e nei prodotti cosmetici.
Il motivo del largo utilizzo di questi oli sta nelle loro caratteristiche chimico-fisiche che sono particolarmente adatte all’uso industriale consentendo di ridurre i costi di produzione rispetto all’uso di altri ingredienti. Un esempio su tutti: le creme spalmabili sono spesso ricche di olio di palma perché la sua caratteristica di essere semi-solido a temperatura ambiente è “strategica” per quella tipologia di prodotti; ottenere la stessa consistenza a temperatura ambiente con altri ingredienti sarebbe più difficile e costoso.

 

Facciamo degli esempi per chiarire in quali alimenti possiamo trovare l’olio di palma?
Generalizzare con delle categorie di prodotti non è semplice perché rispetto a un decennio fa molte aziende alimentari producono alimenti analoghi scegliendo di usare ingredienti alternativi anche a costo di dover vendere a prezzo maggiore. Come dicevo prima le creme spalmabili sono solitamente ricche di olio di palma, così come le margarine vegetali, le farciture a base di cacao, le glasse, le merendine, i biscotti, la panna vegetale.
In realtà il modo migliore per individuare l’olio di palma è leggere le etichette alimentari dove la sua presenza è dichiarata apertamente oppure si trova sotto la dicitura “oli vegetali”, “margarine vegetali”, “grassi vegetali”.

 

Quali sono le caratteristiche nutrizionali degli oli derivati dalle palme?
Come tutti gli alimenti con il termine “oli” la quasi totalità dei nutrienti presenti è costituito da grassi, sarebbe più corretto dire acidi grassi. Nell’olio di palma la maggior parte di questi grassi sono acidi grassi saturi, come l’acido palmitico, uno dei grassi più presenti negli alimenti.
Nella forma non raffinata di questi oli si possono trovare anche antiossidanti e vitamine liposolubili ma che vengono quasi completamente persi nella forma raffinata utilizzata ai fini industriali.

 

Esistono dei rischi per la salute umana dall’uso eccessivo di olio di palma?
Gli studi iniziano ad essere molti e le evidenze scientifiche più consistenti ma non riusciamo a dare certezze perché non siamo ancora in grado di chiarire tutti i meccanismi fisiologici e biochimici.
Le conclusioni attuali sembrano portare nella direzione di una generale tossicità per le cellule umane in caso di consumo eccessivo di certi tipi di grassi. In particolare l’eccesso di grassi saturi è correlato con un peggioramento del metabolismo lipidico, del rischio cardiovascolare e, di recente, sembrerebbe anche del rischio di sviluppare ildiabete di tipo 2. L’acido palmitico infatti sembrerebbe avere un ruolo nella disfunzione e distruzione delle cellule beta del pancreas, le cellule che producono l’insulina. La tossicità di questo grasso si manifesta accentuando la produzione di una proteina che scatena stress ossidativo e infiammazione nella cellula. Il risultato finale di una condizione di questo tipo è che la cellula si “suicida”, in termini scientifici si dice che va incontro ad apoptosi, andando a compromettere nel tempo la capacità di produzione di insulina e di conseguenza di controllo dellaglicemia. Iniziano ad essere studiati anche meccanismi che potrebbero essere preventivi rispetto a questo fenomeno con buoni risultati sull’aumento della longevità cellulare.
Questi studi chiariscono i meccanismi che correlano l’obesità, soprattutto l’obesità viscerale, la forma più pericolosa, con il diabete di tipo 2. Il legame potrebbe essere nei grassi saturi e l’acido palmitico abbondanti nei soggetti obesi e la generale condizione di stress ossidativo ed infiammazione globale in cui si viene a trovare l’organismo.

 

In un contesto del genere quali consigli si possono dare sul consumo di olio di palma?
Non è davvero facile parlare della complessità fisiologica e patologica umana in termini di un singolo nutriente. L’alimentazione e la sua correlazione con la nostra salute sono tali da imporre un discorso ampio e generale. Sicuramente ridurre le fonti di grassi saturi, non solo gli alimenti industriali contenenti olio di palma ma anche burro, carne trasformata, carne rossa particolarmente grassa, formaggi, fritture, giova all’organismo ed aiuta a controllare meglio gli stati infiammatori cronici. Mangiare più pesce pescato, frutta secca, olio d’oliva, prodotti integrali, frutta e verdura aiuta ad assumere una maggiore quantità di grassi insaturi, quelli buoni, vitamine, minerali e sostanze antiossidanti e antinfiammatorie.

 

 

 

Bibliografia (in inglese) per chi volesse approfondire

– Min Kim et al – SIRT3 Overexpression Attenuates PalmitateInduced Pancreatic β-Cell Dysfunction. PLoS ONE 10(4): e0124744

– Odia OJ, Ofori S, Maduka O – Palm oil and the heart: A review. World J Cardiol 2015 Mar 26;7(3):144-9. Review.

– Ciregia F et al – Glucagon-like peptide 1 protects INS-1E mitochondria against palmitate-mediated beta-cell dysfunction: a proteomic study. Mol Biosyst 2015 May 19;11(6):1696-707

– May CY, Nesaretnam K – Research advancements in palm oil nutrition. Eur J Lipid Sci Technol 2014 Oct;116(10):1301-1315

– Teng KT et al – Modulation of obesity-induced inflammation by dietary fats: mechanisms and clinical evidence. Nutr J 2014 Jan 29;13:12 Review.

– Bengmark S – Nutrition of the critically ill – emphasis on liver and pancreas. Hepatobiliary Surg Nutr 2012 Dec;1(1):25-52 Review

– Green CD1, Olson LK – Modulation of palmitate-induced endoplasmic reticulum stress and apoptosis in pancreatic β-cells by stearoyl-CoA desaturase and Elovl6. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2011 Apr;300(4):E640-9

– Natalicchio A et al – The p66(Shc) redox adaptor protein is induced by saturated fatty acids and mediates lipotoxicity-induced apoptosis in pancreatic beta cells. Diabetologia 2015 Jun;58(6):1260-71

Potrebbero interessarti