La sfida del “diabete urbano”

Nel 1950 un abitante del pianeta su 3, pari a 749 milioni di persone, viveva in città; oggi è 1 su 2, cioè 3,9 miliardi; entro il 2050 saranno 2 su 3, per 6,4 miliardi. Contemporaneamente cresce il numero di persone con diabete, passate dai 285 milioni del 2010 ai 415 milioni di oggi, e di sovrappeso e obesi, giunti oggi a 2,2 miliardi nel mondo, con un raddoppio in oltre 70 Paesi dal 1980. Per questo motivo è importante sensibilizzare tanto i cittadini quanto le amministrazioni locali e le Istituzioni affinché si dedichino a politiche in grado di trasformare le città in ambienti della salute, coinvolgendo anche il pubblico nella ricerca e applicazione di strumenti per rendere l’ambiente urbano più sostenibile. Da qui nasce l’Appello ai Sindaci italiani a collaborare per migliorare la salute nelle città della Penisola.

 

Inurbamento e malattie del benessere: crescita parallela

L’incremento del numero di persone che, negli ultimi anni, si sposta a vivere e lavorare in città ha reso evidente come questo cambiamento influenzi la salute, specialmente per l’insorgenza e l’aumento delle cosiddette “malattie del benessere”: diabete e obesità.

Nel mondo sono 2 su 3 le persone con diabete che vivono in ambiente urbano, secondo i dati dell’IDF – International Diabetes Federation, e diventeranno 3 su 4 nel giro di 25 anni. Ciò è vero anche per l’Italia, come testimonia l’analisi condotta da Health City Institute sul “diabete urbano” (“urban diabetes”) nella penisola: 22 milioni di persone, il 36% della popolazione nazionale, vivono nelle 14 Città metropolitane, che ospitano 1,2 milioni di persone con diabete (più di 1 diabetico su 3 in Italia); nel complesso, il 52% dei 3,3 milioni di persone con diabete abita nelle prime 100 città italiane. A Roma, i diabetici rappresentano il 6% della popolazione cittadina, contro una media nazionale del 5,4%.

 

Il concetto di “urban diabetes”: ripensare alle città

Con “diabete urbano” si vuole definire la malattia diabetica che riguarda le persone che vivono nelle città e nelle metropoli, ambiente che come è ben dimostrato influenza il modo in cui le persone vivono, mangiano, si muovono, tutti fattori che hanno un impatto sul rischio di sviluppare il diabete”, spiega Andrea Lenzi, Presidente di Health City Institute.  “Anche gli aspetti demografici e sociali sono importanti – aggiunge -. Nelle città c’è maggior rischio di fragilità: soprattutto per gli anziani, il cui numero è sempre più elevato, spesso soli, in nuclei monofamiliari. E la fragilità è un fattore di rischio per un adeguato controllo della malattia.”

 

Il termine “urban diabetes” è stato coniato dal programma Cities Changing Diabetes, una partnership tra l’University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center nata con l’obiettivo di creare un movimento di collaborazione internazionale che proponga e trovi soluzioni e best practice per affrontare il crescente numero di persone con diabete e obesità nel mondo, e il conseguente onere economico e sociale, partendo dal tessuto e dal vissuto urbano che tanta parte ha in questo fenomeno. Al programma hanno già aderito Città del Messico, Copenaghen, Houston, Shanghai, Tianjin, Vancouver, Johannesburg e Roma, protagonista per il 2017.

 

Roma non fa eccezione, con grande variabilità tra le zone

Roma purtroppo non si sottrae alla regola che vede il diabete come emergenza nelle città – dice Simona Frontoni, Presidente del Comitato scientifico dell’Italian Barometer Diabetes & Obesity Forum e diabetologa nella capitale. Con il 6,5 per cento di persone con diabete sulla popolazione residente, Roma è ben oltre la media nazionale del 5,4, come ci dicono i dati Istat.

 

All’interno della città di Roma c’è una grande variabilità tra zone centrali e periferiche, più o meno disagiate, con valori che vanno dal 5,9 al 7,3 per cento, anche questa una chiara evidenza dell’impatto che l’ambiente ha sullo sviluppo della malattia.” Il rapporto “Atlas 2017” del programma Cities Changing Diabetes per Roma conferma inoltre per la capitale le stesse fragilità tipiche dell’ambiente cittadino: il numero di anziani che vivono da soli, che rappresentano quasi il 30 per cento degli over-64, e la sedentarietà, dimostrata dal tempo passato in macchina per gli spostamenti: su 1 milione e 339 mila persone che ogni giorno si spostano per motivi di lavoro o studio, ben 1 su 5 impiega oltre 45 minuti per il viaggio e quasi il 60 per cento utilizza l’auto.

 

“Iniziative come il programma Cities Changing Diabetes per Roma e più in generale la conferenza Italian Barometer Diabetes & Obesity Forum che IBDO organizza da ben 10 anni, hanno un grande merito: mettono a confronto clinici, accademici, decisori politici e Istituzioni nazionali, amministrazioni locali, società civile e terzo settore e favoriscono il dialogo, facilitando la ricerca e l’affinamento di soluzioni condivise alle sfide di salute del terzo millennio,” conclude Renato Lauro, Presidente IBDO.

 

Appello ai Sindaci italiani a collaborare per migliorare la salute nelle città della Penisola

Con una “Lettera aperta ai Sindaci italiani per promuovere la salute nelle città come bene comune”, Antonio De Caro, Presidente ANCI e Sindaco di Bari, Enzo Bianco, Presidente Consiglio nazionale ANCI e Sindaco di Catania, e Roberto Pella, Vice presidente vicario ANCI, in rappresentanza del Gruppo di lavoro dell’associazione su “Urban health”, hanno sollecitato i colleghi ad attivarsi nel creare reti di collaborazione pubblico-privato, mettere in atto politiche urbane che abbiano come priorità la salute dei cittadini, impegnarsi nel prevenire le malattie croniche non trasmissibili, come diabete e obesità, per fronteggiare questa emergenza. La lettera aperta è stata condivisa e firmata anche da Walter Ricciardi, Presidente Istituto Superiore di Sanità, Andrea Lenzi, Presidente Health City Institute, Giovanni Malagò, Presidente Coni, e Simona Arletti, Presidente Rete italiana città sane dell’OMS (WHO).

 

Un primo importante atto ufficiale è giunto di recente anche dalle istituzioni: il 6 luglio 2017, il Parlamento ha approvato all’unanimità la risoluzione in materia di salute nelle città che impegna il Governo su 10 direttive diverse.

 

 

Lettera aperta ai Sindaci italiani per promuovere la salute nelle città come bene comune »

 

 

 

Fonti

– Urban Diabetes Understanding The Challenges And Opportunities

– 2nd Health City Forum – Urban Health issues and challenges
1st Roma Cities Changing Diabetes Summit – Creating the world of tomorrow
Roma, Lunedì 3 luglio ore 14.30-20.00
Auditorium Ara Pacis, Lungotevere in Augusta

– 10th Italian Barometer Diabetes & Obesity Forum
Roma, Martedì 4 luglio ore 9.00-15.30
Auditorium Ara Pacis, Lungotevere in Augusta

 

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