Microbiopassport® : che cos’è e quando può servire

Il Microbiopassport® è un semplice test che ci consente di conoscere la composizione della nostra flora intestinale (oggi chiamata più propriamente ”microbiota”), un patrimonio unico per ciascuno di noi. Conoscere la composizione del nostro microbiota” significa avere una risorsa per preservarne e migliorarne l’equilibrio. Un microbiota sano ci protegge da diverse patologie, calibrando e regolando le nostre funzioni metaboliche e immunitarie, sin dalla nascita. Ne parliamo direttamente con il dr. Andrea Castagnetti, PhD, ideatore insieme ad altri colleghi della Start-up di Wellmicro Srl.

 

1) Che cos’è il microbiota intestinale?

Il microbiota intestinale è l’insieme di quei miliardi e miliardi di microrganismi che abitano il tratto gastrointestinale umano, costituendo uno degli ecosistemi più complessi per ricchezza e diversità esistenti al mondo. Nella parte finale dell’intestino, il colon, il microbiota raggiunge il picco di concentrazione e biodiversità, e qui possiamo trovare, secondo le ultime stime, centinaia di specie batteriche diverse.

 

2) È vero che il microbiota rappresenta un patrimonio genetico unico e personale?

Esatto. La composizione del microbiota che ritroviamo nel colon (e quindi nelle feci), intesa come specie batteriche presenti e abbondanza di batteri appartenenti alle singole specie, costituisce una sorta di “impronta digitale” di ogni persona. Tuttavia, la caratteristica più importante del microbiota non è tanto la sua unicità ma la sua adattabilità: la composizione del microbiota intestinale non è una caratteristica fissa durante la nostra vita adulta, ma è in grado di variare rispondendo alle esigenze fisiologiche dell’individuo che cambiano con l’avanzare dell’età, con il variare di condizioni fisiologiche, e soprattutto con il modificarsi della dieta e di altre variabili ambientali.

 

3) Perché è utile conoscere la composizione del proprio microbiota?

Il microbiota intestinale svolge funzioni essenziali per la nostra salute, come la degradazione di fibre alimentari altrimenti indigeribili, la regolazione dell’omeostasi energetica o la modulazione della funzionalità del sistema immunitario. Queste funzioni vengono svolte nel modo corretto finché la composizione del microbiota intestinale mantiene determinate caratteristiche (per es. rapporti tra l’abbondanza di diversi gruppi batterici, presenza in quantità adeguate di gruppi batterici importanti per la salute, assenza o scarsità di gruppi batterici in grado di produrre composti dannosi per la salute). Nel momento in cui la composizione del microbiota si discosta in modo rilevante dalla composizione che viene mediamente considerata “sana” il microbiota potrebbe non contribuire più in maniera sufficiente al mantenimento della nostra salute, sia a livello locale, provocando sintomatologia intestinale, che sistemico, contribuendo all’instaurarsi o al consolidarsi di disordini o patologie di tipo infiammatorio o metabolico. Per questa ragione, può essere utile conoscere la composizione del proprio microbiota: perché con opportune modifiche della dieta e dello stile di vita è possibile aiutare il microbiota a ritornare ad una configurazione il più simile possibile al profilo sano, agendo specificatamente sui particolari squilibri riscontrati grazie all’analisi. Conoscendo il profilo del microbiota intestinale è possibile sapere se sta contribuendo ad un problema in atto (per esempio, alla difficoltà a perdere peso, ad una condizione di stipsi e/o gonfiore, o a una difficoltà a mantenere un buon livello di benessere intestinale) o se la radice del problema non risiede in una disbiosi.

 

4) Quando può essere utile fare l’analisi del microbiota?

In generale, fare l’analisi del microbiota può essere utile tutte le volte che si vuole valutare come migliorare il proprio stato di salute o benessere, o mantenerlo. Ad esempio, può essere un utile aiuto per chi vuole personalizzare la dieta, per fare in modo che il microbiota intestinale contribuisca al calo di peso, invece di ostacolarlo. Oppure, per chi ritorna da un viaggio o ha effettuato cure antibiotiche e fatica a riacquistare la regolarità intestinale. Inoltre, piccole disbiosi del microbiota intestinale possono essere alla base di disturbi intestinali di lieve o media entità, come diarree o coliti episodiche, situazioni di stipsi, gonfiore o flatulenza; conoscere in quali gruppi batterici risiede lo squilibrio consente di operare modifiche mirate alla dieta di tutti i giorni, contribuendo al recupero del benessere, e anche di scegliere l’integratore probiotico (fermenti lattici) più adatto alla particolare situazione.

 

5) In quali periodi della vita può essere particolarmente utile fare l’analisi del microbiota?

Il mantenimento di una configurazione “sana” del microbiota intestinale è importante durante tutta la vita dell’essere umano per mantenere il più possibile lo stato di salute e benessere. Tuttavia, ci sono momenti cruciali in cui il microbiota può giocare un ruolo che non è possibile ignorare. Durante l’infanzia, eventuali squilibri del microbiota possono contribuire a situazioni di obesità infantile o peggiorare la predisposizione ad allergie.
Questo è importante anche e soprattutto nel periodo perinatale, quando la corretta colonizzazione del tratto gastrointestinale del futuro neonato consente un corretto sviluppo del sistema immunitario: per questo motivo anche il mantenimento di un microbiota intestinale sano in una donna in gravidanza è importante, essendo il microbiota della madre una delle più importanti fonti di batteri per l’intestino del bambino. Proseguendo durante la vita, il mantenimento di un microbiota sano durante la menopausa e l’invecchiamento può contribuire a limitare o mitigare gli effetti dei cambiamenti ormonali e del processo infiammatorio cronico che è tipico dell’avanzare dell’età. Monitorare quindi la composizione del microbiota in questi momenti cruciali potrebbe essere utile per operare le opportune modifiche allo stile di vita.

 

6) L’analisi del microbiota può dare informazioni utili anche per la prevenzione di patologie intestinali?

Le patologie infiammatorie croniche dell’intestino (come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa), così come il cancro del colon-retto o la diverticolite, sono caratterizzate da un’eziopatologia complessa, in cui anche la genetica umana sembra giocare un ruolo chiave. Tuttavia è stato ipotizzato che squilibri del microbiota intestinale potrebbero agire come componente scatenante o aggravante per questo tipo di patologie. Per questo motivo, è possibile affermare che conoscere il proprio microbiota intestinale, e poter così agire sulla dieta in modo personalizzato per mantenere la sua composizione il più simile possibile ad un profilo sano, potrebbe costituire un’importante strategia per contribuire a prevenire molte patologie o, in caso di patologia presente, aiutare a mantenere il più a lungo possibile le fasi di remissione.

 

7) Sicuramente è un valido strumento anche per chi è a rischio di obesità, diabete di tipo 2, sindrome metabolica? Perché?

Il microbiota intestinale gioca un ruolo chiave nel mantenimento della salute metabolica, nonché nella prevenzione dell’infiammazione diffusa che caratterizza molte di queste condizioni. Specifici squilibri del microbiota intestinale sono stati associati non solo alla presenza di condizioni di obesità o diabete di tipo 2 conclamato, ma anche a situazioni di sovrappeso o a condizioni di pre-diabete.
Inoltre, recenti studi hanno suggerito il coinvolgimento del microbiota intestinale anche nel diabete di tipo 1 che, infatti, sappiamo essere causato da uno scorretto funzionamento del sistema immunitario.

Al contrario, è noto che il mantenimento di un profilo sano sia in grado di favorire il corretto funzionamento del metabolismo degli zuccheri e l’equilibrata estrazione dell’energia dal cibo ingerito. Per questa ragione, può essere importante integrare i consigli nutrizionali di base, che le persone a rischio di diabete o obesità ricevono dal proprio medico, con consigli personalizzati che aiutino anche il microbiota a mantenere una configurazione non “obesigenica” ed equilibrata.

 

8) Non ultimi i disturbi del tratto uro-genitale: anche in questi casi l’analisi del microbiota può essere un valido strumento per eventuali modifiche alla dieta, vero?

Assolutamente si. Infezioni del tratto uro-genitale possono essere causate o aggravate da disbiosi intestinali e dalla presenza nell’intestino di batteri potenzialmente patogeni. Conoscere e modificare la composizione del microbiota intestinale in modo da mantenere elevato l’effetto “barriera” che il microbiota esercita nei confronti della colonizzazione da patogeni ambientali, può essere un utile strumento di prevenzione e/o di terapia per aiutare la risoluzione di queste situazioni.

 

9) Veniamo al vostro test, il Microbiopassport® ? Di che cosa si tratta?

L’analisi del microbiota intestinale viene eseguita da Wellmicro Srl utilizzando una tra le più moderne tecniche di analisi, il sequenziamento del DNA batterico totale estratto da un campione fecale, e in particolare di un singolo gene che ci consente di determinare quali gruppi batterici siano presenti nel campione e con quale abbondanza. Questa tecnica, e in generale l’analisi di un ecosistema complesso come quello intestinale, però, fornisce risultati estremamente complessi da decodificare per i pazienti, i medici e, in generale, tutti coloro che non sono microbiologi specificatamente formati. L’innovazione contenuta nel referto Microbiopassport® è proprio questa: il rendere accessibile a chiunque questa informazione. Nel nostro referto la composizione del microbiota intestinale del paziente viene confrontata con degli “intervalli” costruiti su un dataset di riferimento di adulti sani permettendo di capire esattamente quali gruppi batterici sono all’interno dell’”intervallo sano” e quali invece si discostano da esso, utilizzando una grafica semplice ed efficace. Sulla base degli squilibri riscontrati ilMicrobiopassport® fornisce informazioni sulla funzionalità dell’ecosistema, evidenziando per il paziente se le più importanti molecole di origine batterica utili per il mantenimento della salute sono prodotte in quantità adeguate e se, al contrario, vengono prodotte quantità eccessive di composti dannosi. Ma, soprattutto, ilMicrobiopassport® consente di comprendere in modo semplice e graficamente immediato se, come e quanto il microbiota intestinale contribuisce al mantenimento della salute o, al contrario, può contribuire al consolidarsi o instaurarsi di patologie di natura infiammatoria, metabolica, legate alla permeabilità intestinale o all’invecchiamento; questo avviene tramite appropriati “indici di coinvolgimento del microbiota” ideati e brevettati da Wellmicro che trasformano in un semplice numero da 0 a 10 la complessa potenzialità del microbiota di favorire o ostacolare lo stato di salute.

10) Da chi è offerto questo servizio? C’è in tutta Italia?

Il Microbiopassport® è un servizio ideato, brevettato e offerto al pubblico da Wellmicro Srl, uno spinoff dell’Università di Bologna, nato da un gruppo di ricerca con esperienza decennale nel campo dell’ecologia microbica intestinale, con pubblicazioni su molte riviste scientifiche internazionali.
Il servizio è offerto in tutta Italia.

 

11) Come funziona il servizio?

La procedura è molto semplice.

  1. Si può andare sul nostro sito (wellmicro.com) e richiedere l’invio del kit compilando l’apposito campo di richiesta informazioni che si può trovare nella sezione CONTATTI (http://www.wellmicro.com/contatti/).
  2. Lo staff di Wellmicro risponderà fornendo tutte le informazioni di carattere generale sulla logistica, la tempistica del servizio e sulle modalità di pagamento.
  3. Una volta che il cliente ha provveduto al pagamento e alla compilazione e invio dell’ordine a Wellmicro, il kit per la raccolta del campione viene spedito entro le successive 24 ore, spesso nella stessa giornata, se l’ordine arriva in mattinata.
  4. La raccolta del campione fecale è semplice e non invasiva e nel kit sono presenti tutte le istruzioni necessarie per conservare e spedire correttamente il campione.
  5. Wellmicro si occupa poi di organizzare il ritiro del campione tramite corriere in accordo con il cliente che deve indicare tempo e luogo per il ritiro, oppure il cliente stesso può portare il kit con il campione presso uno dei centri di raccolta del corriere indicato, evitando così di dare disponibilità di alcune ore per il ritiro presso il domicilio indicato.
  6. Una volta ricevuto il campione, Wellmicro procede con l’analisi, che si compone di una parte di lavoro in laboratorio e di una parte di analisi bioinformatica.
  7. Dopo queste fasi di processamento del campione viene elaborato il referto, che come dicevamo è semplice e graficamente efficace, corredato da un commento professionale che riassume le caratteristiche del microbiota in esame e di suggerimenti personalizzati di tipo nutrizionale (alimenti e integratori) e/o probiotico (composizione batterica del probiotico consigliato) per ottimizzare la composizione del microbiota intestinale in esame.

 

 

12) Quanto ci vuole per avere il responso? In che cosa consiste? Chi lo emette?

In generale, Wellmicro garantisce la refertazione in 30 giorni dalla data del ricevimento del campione, con piccole eccezioni per quanto riguarda il periodo natalizio ed estivo in cui la refertazione potrebbe richiedere qualche giorno in più. IlMicrobiopassport® è un referto di 5 o 6 pagine, che include:

  1. la valutazione della disbiosi e della biodiversità dell’ecosistema,
  2. il grafico della composizione del microbiota confrontato col dataset di riferimento di adulti sani,
  3. la valutazione della funzionalità dell’ecosistema (produzione di acidi grassi a corta catena, attività proteolitica e mucolitica, produzione di endotossine e acido solfidrico),
  4. la rilevazione della presenza di alcuni gruppi batterici potenzialmente patogeni,
  5. la quantificazione del contributo del microbiota al mantenimento della salute tramite gli appositi indici brevettati.

Il Microbiopassport® è corredato di alcune righe di spiegazione per ogni voce che rendono semplice la comprensione dell’importanza di ogni punto, nonché da un commento professionale e dai suggerimenti nutrizionali personalizzati. IlMicrobiopassport® è un referto firmato da un biologo iscritto all’albo professionale.

 

13) Pensando in prospettiva futura, si sta andando verso il trapianto del microbiota? Abbiamo letto che in altri Paesi viene già eseguito, anche se ancora in via sperimentale. Che cosa ne pensa?

Il trapianto fecale è un’opportunità estremamente interessante e la letteratura scientifica indica che potrebbe essere la terapia risolutiva per alcune particolari situazioni croniche, come la diarrea da Clostridium difficile o la presenza di patogeni di difficile eradicazione. Se in futuro questa terapia divenisse prassi comune, sicuramente l’analisi del microbiota intestinale, sia del ricevente che del donatore, potrebbe rivelarsi un importante strumento per valutare l’effettiva necessità del primo e l’adeguatezza del secondo.

Il futuro forse è già arrivato dal momento che una conferenza di consenso europea ha approvato l’utilizzo dell’analisi del microbiota nello specifico per il trattamento di infezioni da Clostridium difficile. Gli studi che hanno portato a tale raccomandazione hanno messo ancora una volta in evidenza l’importanza di conoscere la composizione del microbiota del donatore, del trattamento e della preparazione del campione e del monitoraggio dei pazienti. Queste sono tutte pratiche che presuppongono un’adeguata analisi molecolare come quella che sta alla base della nostra attività. Il futuro è già qui.

 

PER APPROFONDIRE

– Diabetes Research Institute – Scoperto un legame tra diabete di tipo 1 e profilo batterico intestinale. dri.hsr.it/news/legame-diabete-profilo-batterico

– Serena Gordon – Study Ties Inflammation, Gut Bacteria to Type 1 Diabetes.

– de Clercq NC et al – Gut Microbiota in Obesity and UndernutritionAdv Nutr 2016 Nov 15;7(6):1080-1089

– Malikowski T et al – Fecal microbiota transplantation for gastrointestinal disordersCurr Opin Gastroenterol. 2017 Jan;33(1):8-13

– Ong GK et al – Clostridium difficile colitis: A clinical review. Am J Surg 2017 Jan 3

– Woodworth MH et al – Challenges in Fecal Donor Selection and Screening for Fecal Microbiota Transplantation: A Review. Gut Microbes 2017 Jan 27

– Rieder R et al – Microbes and Mental Health: A Review. Brain Behav Immun 2017 Jan 25

– Rodriguez-Castaño GP et al – Advances in Gut Microbiome Research, Opening New Strategies to Cope with a Western Lifestyle. Front Genet 2017 Jan 10;7:224

– Vaiserman AM et al – Gut microbiota: A player in aging and a target for anti-aging intervention. Ageing Res Rev 2017 Jan 18;35:36-45

– Bron PA et al – Can probiotics modulate human disease by impacting intestinal barrier function? Br J Nutr 2017 Jan 19:1-15

– Węgielska I, Suliburska J – The role of intestinal microbiota in the pathogenesis of metabolic diseases. Acta Sci Pol Technol Aliment 2016 Apr-Jun;15(2):201-211

– Paun A, Yau C, Danska JS – The Influence of the Microbiome on Type 1 DiabetesJ Immunol 2017 Jan 15;198(2):590-595

– Palacios T et al – The effect of a novel probiotic on metabolic biomarkers in adults with prediabetes and recently diagnosed type 2 diabetes mellitus: study protocol for a randomized controlled trial. Trials 2017 Jan 9;18(1):7

– Lin L, Zhang J – Role of intestinal microbiota and metabolites on gut homeostasis and human diseases. BMC Immunol 2017 Jan 6;18(1):2

– Sirisinha S – The potential impact of gut microbiota on your health:Current status and future challenges. Asian Pac J Allergy Immunol 2016 Dec;34(4):249-264

– Pelzer E et al – Maternal health and the placental microbiome. Placenta 2016 Dec 2

– Herrema H et al – Emerging role of intestinal microbiota and microbial metabolites in metabolic control. Diabetologia 2016 Dec 24

– Fändriks L – Roles of the gut in the metabolic syndrome: an overviewJ Intern Med 2016 Dec 19

– Bibbò S et al – Is there a role for gut microbiota in type 1 diabetes pathogenesis? Ann Med 2017 Feb;49(1):11-22

– Harmsen HJ, de Goffau MC – The Human Gut MicrobiotaAdv Exp Med Biol 2016;902:95-108

– Knip M, Siljander H – The role of the intestinal microbiota in type 1 diabetes mellitus. Nat Rev Endocrinol 2016 Mar;12(3):154-67

– Mejía-León ME, Barca AM – Diet, Microbiota and Immune System in Type 1 Diabetes Development and Evolution. Nutrients 2015 Nov 6;7(11):9171-84

– Khashan AS et al – Gestational Age and Birth Weight and the Risk of Childhood Type 1 Diabetes: A Population-Based Cohort and Sibling Design StudyDiabetes Care 2015 Dec;38(12):2308-15

– Mrozinska S et al – Qualitative Parameters of the Colonic Flora in Patients with HNF1A-MODY Are Different from Those Observed in Type 2 Diabetes MellitusJ Diabetes Res 2016;2016:3876764

– Yamaguchi Y et al – Association of Intestinal Microbiota with Metabolic Markers and Dietary Habits in Patients with Type 2 Diabetes. Digestion 2016;94(2):66-72

– Proctor C et al – Diet, gut microbiota and cognitionMetab Brain Dis 2017 Feb;32(1):1-17

– Muñoz-Garach A et al – Gut microbiota and type 2 diabetes mellitusEndocrinol Nutr 2016 Dec;63(10):560-568

– Malin SK, Kashyap SR – Effects of various gastrointestinal procedures on β-cell function in obesity and type 2 diabetes. Surg Obes Relat Dis 2016 Jul;12(6):1213-9

– Bächler T et al – How do patients’ clinical phenotype and the physiological mechanisms of the operations impact the choice of bariatric procedure? Clin Exp Gastroenterol 2016 Jul 22;9:181-9

– Sonnenburg JL, Bäckhed F – Diet-microbiota interactions as moderators of human metabolism. Nature 2016 Jul 7;535(7610):56-64

– Rajagopala SV et al – The Human Microbiome and CancerCancer Prev Res (Phila) 2017 Jan 17

– Jin Y, Wu S, Zeng Z, Fu Z – Effects of environmental pollutants on gut microbiotaEnviron Pollut 2017 Jan 10;222:1-9

– Valle Gottlieb MG et al – Impact Of Human Aging And Modern Lifestyle On Microbiota. Crit Rev Food Sci Nutr 2017 Jan 13:0

– Stiemsma LT, Turvey SE – Asthma and the microbiome: “defining the critical window in early life”. Allergy Asthma Clin Immunol 2017 Jan 6;13:3

– Neuman MG et al – Alcohol, microbiome, life style influence alcohol and non-alcoholic organ damage. Exp Mol Pathol 2017 Feb;102(1):162-180

 

Potrebbero interessarti