pasta integrale

Pasta, pane e dintorni

Le vostre domande più frequenti. Risponde il dr. Danilo Cariolo, Nutrizionista del Servizio di Consulenza.diabete.com

 

Ho il diabete tipo 2 da diversi anni. Sono ghiotta di pasta asciutta. É vero che posso mangiarla? Con quali porzioni?

Si, la pasta può essere mangiata anche con il diabete di tipo 2, senza abbuffarsi. A distanza e senza un’accurata visita non è possibile indicare una porzione e/o una frequenza di consumo.

Sicuramente la porzione deve essere moderata e commisurata alla persona (età, costituzione fisica, attività fisica regolare o meno, condizione di salute e tolleranza al glucosio, parametri del diabete, etc), alla terapia in atto e al consumo energetico giornaliero. Se si riesce a tenere i parametri di controllo entro le indicazioni del medico allora vuol dire che quello che si sta facendo va discretamente bene. Se invece ci si trova davanti a valori più alti di quelli auspicati, allora probabilmente l’attuale assunzione di carboidrati non è ben tarata sulla propria persona.

In caso di dubbi oppure quando non si riesce a stare nei valori previsti consiglio di parlarne con il proprio medico o con un nutrizionista che ci possa seguire di persona.

 

Quale tipo di farine posso usare per fare il pane in casa, dato che sono diabetico?

Sicuramente sarebbe utile usare farine integrali di buona qualità. Alternando o mischiando i vari cereali (frumento, grano Senatore Cappelli, riso, segale, farro, kamut, avena, tapioca, etc).

La invito a fare sempre attenzione alla quantità in quanto parliamo di prodotti con un alto contenuto di carboidrati. È importante tenere sotto controllo il carico totale dei carboidrati e non solo la tipologia della farina o del prodotto anche se il passaggio all’integrale di per sé può essere d’aiuto.

 

Quanti grammi di pasta o quanti carboidrati dovrebbe assumere, a pranzo e cena, un bambino diabetico di sei anni che fa una vita normale?

Non mi è possibile rispondere a questa domanda senza un’accurata visita. La grammatura precisa e personalizzata per una persona dipende da tanti fattori e non è possibile fare una valutazione dei fabbisogni energetici e nutrizionali a distanza.
Consiglio sempre di fare una visita e/o di iniziare a parlarne con il proprio medico/ pediatra.

 

 

Vorrei sapere la quantità di pasta e pane da consumare in giornata per mantenere la glicemia sotto controllo, grazie.

Non esiste una quantità fissa, di riferimento ma occorre una visita per stabilire la quantità individuale.

La determinazione di una razione alimentare dipende dall’individuo, dalla sua predisposizione genetica, dal suo stato fisio-patologico, dalla terapia in atto e dall’attività fisica che pratica o non pratica.

Purtroppo non mi è possibile dare un’informazione di questo tipo. La dieta dipende da mille fattori e presuppone la conoscenza approfondita della condizione individuale e dei tanti fattori coinvolti.

Per questo tipo di informazione dettagliata consiglio sempre una visita di persona con un nutrizionista con cui si possa impostare insieme un programma nutrizionale e seguirlo nel tempo, con eventuali modifiche: non tutti reagiamo allo stesso modo e abbiamo lo stesso metabolismo.

In linea generale se si abbandonano le farine raffinate e si inizia a mangiare solo prodotti integrali si ottiene un bell’ aiuto sul controllo della glicemia.

L’altro consiglio è non esagerare con le porzioni. Se – cucinato nel piatto – consumiamo un pugno, un pugno e mezzo, potrebbe andare bene. Però, ripeto, le quantità e le porzioni individuali è possibile definirle solo conoscendo bene la condizione individuale tramite una visita.

 

Buongiorno, quale tipo di pasta è consigliato per chi soffre di diabete?

A mio padre è appena stato diagnosticato il diabete e ha sempre mangiato molta pasta, il problema è che per lui è molto difficile rinunciare alla pasta.

Ho trovato delle paste per diabetici con IG 23, molto più basso della pasta di grano duro e di quella integrale, ma i costi sono molto alti, inoltre facciamo molta fatica a trovarla… vorrei sapere se ci sono tipi di pasta che andrebbero bene in questo caso, tipo quella di kamut… grazie.

La pasta con indice glicemico basso può essere molto utile. Anche la pasta preparata con farine di legumi può essere consumata. Spesso si trova anche on-line se nei supermercati di zona si fa fatica a reperirla. Si può in ogni caso provare a chiedere al gestore di ordinarla appositamente.

Come più volte sottolineato, è utile abituarsi progressivamente ad abbandonare la pasta raffinata per utilizzare la pasta integrale e abituarsi a moderare la quantità e la frequenza di consumo.

Alternare il cereale di partenza è una cosa benefica in termini salutistici e può aiutare un pò nella gestione del diabete ma non è fondamentale per tenere sotto controllo la patologia. Per esempio si possono variare pasta di kamut, pasta di farro, pasta d’avena, pasta di grano saraceno, ecc. Sempre preferendo l’integrale.

L’aspetto negativo è che sono tutti prodotti il cui costo supera sempre quello della pasta di semola classica e che occorre trovare in un negozio adatto o in un buon supermercato che abbia ampia scelta. L’alternativa è fare ordini on-line.

 

Ho 65 anni e il diabete di tipo 2, chiedo se il pane di carbone vegetale possa sostituire quello normale ed eventualmente in quale misura.

Il pane nero al carbone vegetale può sostituire il pane normale. Non posso sbilanciarmi sulla quantità perché non conosco la sua situazione in maniera approfondita e non ho neanche la possibilità di stimare il suo consumo energetico giornaliero. In linea generale, ma andrebbe tutto personalizzato, potrebbe consumarne 2 porzioni al giorno. Una porzione di pane equivale a 50 g.

 

Sarei un mangione di pasta ma non posso perché sono affetto da diabete T2.
Che tipo di pasta mi consigliate per risolvere il mio problema con i carboidrati?

Essendo la pasta, qualsiasi essa sia, un alimento ricco di carboidrati occorre sempre e comunque tenere sotto controllo la quantità e non solo la qualità. Il modo migliore è impostarne la quantità rispetto alle proprie esigenze insieme ad un nutrizionista professionista e standardizzarne il consumo giornaliero in base al proprio stile di vita ed ad altri fattori che vanno presi in considerazione.

In termini di qualità si consiglia la pasta integrale e si sconsiglia il consumo abituale di pasta fatta con farina raffinata. In commercio esistono tipi di pasta integrale con aggiunta di ulteriore fibra (es. inulina) per abbassare ulteriormente l’indice glicemico come la FiberPasta o pasta proteica (il cui consumo va sempre iniziato sotto controllo di un Nutrizionista professionista di fiducia che possa valutare la situazione individuale generale).

Alternare anche il cereale di partenza può essere utile: invece di mangiare sempre pasta di semola di frumento (integrale o non) si può consumare anche la pasta di farro, d’avena, di grano saraceno, ecc.

 

Tra pane e pasta, va meglio uno o l’altra?

In condizioni di parità di assunzione di carboidrati, consiglio la pasta. Il pane è un prodotto da forno a temperatura più alta della pasta e questo porta a una maggiore alterazione nutrizionale dell’alimento con riduzione delle vitamine e formazione di sostanze meno genuine e alcune potenzialmente tossiche. Si può benissimo mangiare il pane ma non occorre cronicizzare un consumo poco adatto alla persona con diabete.

 

Ma pane e pasta non fanno ingrassare?

Se si eccede, sì. Qualsiasi assunzione elevata, oltre le proprie necessità, di carboidrati, proteine e grassi (quindi di alimenti che contengono tali nutrienti) può portare a un aumento del peso. Alcuni studi mostrano che l’uso di cereali e loro derivati integrali può facilitare il controllo del peso.

Quando si mangia la pasta, sarebbe opportuno non mangiare il pane, altrimenti ridurre entrambe le porzioni in modo tale che la quantità di carboidrati assunta sia quella che corrisponde alle reali necessità della persona.

 

Meglio la pasta fatta in casa oppure quella comprata al super?

Non sono a conoscenza di studi clinici che confrontino gli effetti dei due tipi di pasta.
Certamente per la patologia diabetica, la cosa più importante è la quantità di carboidrati totali assunti.

 

Le patate possono sostituire la pasta?

Si, le patate si possono gustare in alternativa alla pasta e al pane. Da considerare che hanno un indice glicemico più elevato di pane e pasta perciò occorre prestare attenzione alla porzione consumata e alla frequenza di consumo ma saltuariamente si possono gustare in loro sostituzione. Meglio se bollite e fredde, perché così si abbassa il loro indice glicemico.

 

Come bisogna regolarsi per il sugo della pasta? Qualche consiglio?

I condimenti da preferire sono quelli semplici preparati con verdure, salsa di pomodoro e senza utilizzo di fonti proteiche e uso eccessivo di grassi e/o soffritto.

È consentito anche l’uso di condimenti più elaborati con consumo moderato in quanto raramente il condimento ha un effetto particolarmente negativo sulla glicemia, però occorre sempre tenere presente il totale del cibo e dei nutrienti introdotto in quanto oltre al diabete di tipo 2, spesso occorre considerare altre condizioni potenzialmente presenti, tipo sovrappeso/obesità, ipertensione arteriosa, sindrome metabolica, ipercolesterolemia, etc

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