Conosciamo Claudio Pelizzeni, bancario per caso, viaggiatore per passione che a un certo punto della sua vita ha mollato tutto per seguire il suo sogno: riuscire a fare il giro del mondo senza prendere neanche un aereo. Con un compagno di viaggio: il diabete di tipo 1.

IMG_2283Un viaggio come terapia (www.triptherapy.net), dunque, per mostrare i possibili miglioramenti dovuti a una vita sana e in movimento. Durante il suo viaggio, Claudio affronterà problemi comuni come la gestione delle scorte di insulina e la loro conservazione; il monitoraggio della glicemia; la scarsa igiene in paesi sottosviluppati. Cercherà di affrontare con successo diete completamente differenti e attività sportive come il trekking in alta montagna sull’Himalaya e le immersioni subacquee in Indonesia, Thailandia e Australia.

Un viaggio appassionante e terapeutico dentro e fuori se stesso. Ma lasciamo che sia Claudio a raccontarcelo in prima persona.

/da

L’Amazzonia


La foresta amazzonica è sempre stato un luogo che sognavo di poter visitare almeno una volta nella vita. Durante la pianificazione del mio viaggio intorno al mondo senza aerei avevo piazzato la cosiddetta "bandierina", proprio lì, nel centro del Brasile. Dal punto di vista del diabete, tuttavia, sembrava poter creare non pochi problemi.

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Sud America: una scoperta meravigliosa che non ti aspetti

La prima considerazione è che si tratta di un territorio meraviglioso. La natura in primis è preponderante in tutte le sue forme. Finora ho attraversato Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia. Lo stato simbolo per la sua natura è, a mio avviso, l'Ecuador.

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Centro America: “pura vida”

Dal Guatemala in giù, addio al junk food, benvenuto al “pranzo del giorno”. Scendendo verso sud i fritti ed il cibo spazzatura sono progressivamente diminuiti e la frutta tropicale ha iniziato a farla da padrona.

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Mexico, un mondo diametralmente opposto ai vicini USA

Qui a farla da padrone è il mais, in tutte le sue declinazioni. Una volta compreso l’apporto calorico e nutrizionale delle famose tortillas il gioco è fatto. Non solo, sempre presenti sono uova, fagioli, pomodori e avocado.

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Canada e Stati Uniti, dove il diabete tipo 2 impera

L'avventura trans pacifica per ventisei giorni chiuso su un cargo mercantile mi ha permesso di studiare il diabete quotidianamente, con un impatto dell'attività fisica inesistente e quindi un focus unico sul cibo e sulle quantità di insulina.

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Finalmente l’agognata Australia! Io e il mio diabete

Finalmente Australia! Dopo 275 giorni il traguardo tanto agognato, sognato e desiderato, ovvero riuscire ad arrivare agli antipodi dell’Italia senza aerei.

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Il sud-est asiatico prima dell’agognata Australia

L'India sembrava avermi inghiottito senza darmi alcuna possibilità di attraversarne le frontiere senza aerei. Ero anche rientrato in Nepal con l'idea di tornare sui miei passi in Tibet, ma in questo caso è stata l'ambasciata cinese a mettersi di traverso negandomi il visto singolo.

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Il fascino dell'India

Tre mesi in India. Tanto è durata la mia avventura in questo meraviglioso paese. Spiritualità orientale e tanta energia positiva, culture e religioni diverse, così come cibi e abitudini.

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Nepal e India

I giorni in Nepal sono stati all'insegna della vita rurale, semplice e di campagna. Prestavo servizio di volontariato in uno sperduto villaggio di poche anime alle porte del parco nazionale di Shivapuri, a circa due ore dalla capitale Kathmandu.

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Tibet e Nepal

Per ora il diabete ne ha tratto enormi benefici, ho ridotto le unità di insulina e i valori glicemici, ora monitorati nuovamente dal sistema di monitoraggio continuo speditomi dall’Italia.

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Pechino e la Cina

Con il mio giro del mondo senza aerei ho raggiunto la Cina e qui mi sono fermato circa tre settimane, attraversando le regioni di Pechino, dello Shaanxi, del Sichùan e infine mi appresto proprio in questi giorni ad entrare in Tibet.

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La Transiberiana, la Siberia e la Mongolia

Il mio viaggio intorno al mondo sta procedendo e mi trovo alle porte della Cina su un treno che da Ulan Batoor mi sta portando a Pechino.

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Il viaggio di Claudio: finalmente il sogno si realizza

Conosciamo Claudio Pelizzeni, bancario per caso, viaggiatore per passione che a un certo punto della sua vita ha mollato tutto per seguire il suo sogno: riuscire a fare il giro del mondo senza prendere neanche un aereo. Con un compagno di viaggio: il diabete di tipo 1.

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L'inizio del viaggio

La prima tappa prevedeva arrivare a Varsavia con un bus che da Milano, attraverso la Svizzera, la Germania e la Repubblica Ceca mi ha portato a destinazione: in Polonia dopo circa 28 ore.

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La conservazione dell'insulina

L’insulina può restare a temperatura ambiente fino a 28 giorni, ma andrebbe conservata tra i 4 e gli 8 gradi. Mi sono pertanto munito di mattonelle per il ghiaccio e di borse termo protettive.

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Presentazioni

Avevo nove anni quando mi hanno diagnosticato il diabete di tipo 1. Non è stato uno shock traumatico, ma vedevo i miei genitori preoccupati e fondamentalmente non capivo il motivo.

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Argentina

Dopo aver toccato la fine del mondo a Ushuaia è tempo di volgere a Nord ed esplorare la parte rimanente del Sudamerica. Manca proprio la zona più grande ovvero quella occupata da Argentina e Brasile oltre ad Uruguay e Paraguay.

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Patagonia: la sfida più dura sino ad ora, per il diabete

Il mio compagno di viaggio, il diabete, seppur in maniera altalenante, si è adattato. Ai climi, al cibo, alle condizioni igieniche. Nell'ultimo periodo, tuttavia, in Patagonia mi ha dato qualche pensiero in più.

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