Prediabete

Che cosa si intende per “prediabete”?

In molti casi, la diagnosi di diabete mellito di tipo 2 è preceduta da  una fase di “pre-diabete” caratterizzata da livelli di glucosio nel sangue superiori alla norma, ma non così elevati da determinare un diabete conclamato e da elevati livelli di insulina circolante (insulino-resistenza ed iperinsulinemia). In tutto il mondo moltissime persone presentano una condizione cosiddetta pre-diabetica senza esserne consapevoli.

 

Come si fa a sapere se si è in prediabete?

Ci sono tre differenti condizioni che possono far fare diagnosi di diabete mellito:

  1. la valutazione della glicemia a digiuno, con un semplice esame del sangue,
  2. la determinazione di una glicemia plasmatica occasionale (anche non a digiuno) ed
  3. il test di tolleranza al glucosio orale.

I livelli di glucosio misurati dopo questi test sono in grado di valutare se il vostro metabolismo è normale, se avete una condizione di rischio per il diabete (”prediabete”: alterata glicemia a digiuno e/o ridotta tolleranza glicidica) o se avete il diabete (vedi Figura).

 

prediabete

 

Se la glicemia a digiuno è di norma superiore a 110, ma inferiore a 126 mg/dl (alterata glicemia a digiuno), è utile fare il test di tolleranza al glucosio orale, che permette di accertare la presenza di ridotta tolleranza glicidica (si dice che siete intolleranti al glucosio con glicemie dopo 2 ore dal test fino a 199 mg/dl) o di diabete (i vostri valori sono uguali o superiori ai 200 mg/dl dopo 2 ore di prova da carico di glucosio). Va ricordato che tale test da carico andrebbe fatto periodicamente anche in soggetti con altri fattori di rischio noti per il diabete (per es. ultracinquantenni, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, obesità viscerale, familiarità etc.).
Perché è molto importante scoprire se si è a rischio per il diabete (pre-diabete)?

Èstato ampiamente dimostrato che se si iniziano a controllare i valori di iperglicemia sin dalla fase di pre-diabete, si può ritardare o addirittura prevenire l’insorgenza del diabete mellito di tipo 2. Inoltre, nella fase di pre-diabete si possono già prevenire la possibili complicanze del diabete, che sono il vero problema di questa malattia. I danni a lungo termine, soprattutto al cuore e al sistema circolatorio, si avviano già in questa fase in modo subdolo e silenzioso.

Di sicuro, vale la pena di farlo per mantenere la propria salute il più a lungo possibile, non credete?

Chiedete al vostro medico di fare un test della glicemia, in particolare se avete 45 o più anni e/o avete un Indice di Massa Corporea (IMC o BMI, in inglese) ≥ 25 kg/m2.
Verificate i vostri livelli di glucosio nel sangue. Se avete una condizione di “pre-diabete”, tenete conto che potete ricavare moltissimi benefici controllando regolarmente il vostro peso corporeo, i valori pressori, curando la vostra alimentazione, con una dieta equilibrata e sana, associata ad un’attività fisica regolare. Sono consigli che valgono per tutti, per garantirsi  una buona qualità di vita. Il vostro medico vi fornirà tutte le raccomandazioni adeguate e personalizzate alle vostre specifiche necessità. Perché siano efficaci, è importante seguirle in modo scrupoloso. È in gioco la vostra salute futura.

 

Potrebbero interessarti

  • 3 maggio 2017MicroalbuminuriaLa presenza di piccole quantità di albumina nelle urine (microalbuminuria) può comparire negli stadi molto precoci della nefropatia diabetica e può fungere da campanello d’allarme per questa temibile complicanza. Posted in Capire gli esami
  • 22 aprile 2017Che cosa succede quando il colesterolo in circolo è troppo altoIl rischio è che si inneschi il processo dell’aterosclerosi, che progredisce in modo silente fino alla completa ostruzione dei vasi o alla formazione di trombi che ostruiscono il flusso del sangue e che aumentano notevolmente il rischio di malattie cardiovascolari, danni renali e ictus cerebrale. Posted in Grassi
  • 10 luglio 2017Peptide C: che cos’è e che cosa misuraIl C-peptide viene considerato un indicatore di secrezione di insulina endogena da parte delle cellule beta del pancreas. I livelli di C-peptide si correlano sia al tipo di diabete che alla durata della malattia. Posted in Capire gli esami