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A Roma presentato il Manifesto: “La salute nelle città: bene comune”

Lo stile di vita cittadino tra le cause alla base dell’epidemia di obesità e diabete nel mondo – In Italia, il 37% della popolazione risiede nelle 14 città metropolitane.

Da questa consapevolezza, da tempo gli esperti lavorano per elaborare un documento – il Manifesto “La salute nelle città: bene comune” – che sia di riferimento per riflettere e favorire politiche sociali, culturali e urbanistiche virtuose nelle città italiane. “Ogni cittadino ha diritto ad una vita sana ed integrata nel proprio contesto urbano. Bisogna rendere la salute dei cittadini il fulcro di tutte le politiche urbane”. Recita così il primo punto del manifesto presentato oggi a Roma dall’HealthCity Think Tank, un gruppo di esperti che ha l’obiettivo di monitorare il contesto cittadino in tutti i suoi aspetti, per studiare i determinanti della salute nelle città e trasformarli in proposte concrete di policy che consentano in futuro una migliore qualità di vita.

 

Città: una crescita demografica incredibile negli ultimi 100 anni

Roma, 11 luglio 2016 – Cento anni fa solo il 20% della popolazione mondiale viveva in città. Per la metà del secolo arriveremo al 70% di residenti nelle aree urbane. L’aumento è straordinario, al ritmo di 60 milioni di persone che ogni anno si spostano da ambienti rurali verso le città, soprattutto nei Paesi a medio reddito. Non solo, le proiezioni mostrano che nei prossimi 30 anni la crescita globale avverrà virtualmente soltanto nelle aree urbane. Ma se oggi circa il 10% della popolazione urbana vive in megalopoli, con oltre 10 milioni di abitanti, ormai presenti in ogni angolo del pianeta, saranno soprattutto le città più piccole a sostenere la quota maggiore di incremento.

Nell’Unione Europea, fatta eccezione per la Francia, le aree urbane tendono a registrare incrementi demografici più elevati a causa del saldo migratorio. In Italia, quasi 4 cittadini su 10 risiedono nelle 14 città metropolitane.

 

Lo spostamento verso le aree urbane modifica lo stile di vita rispetto al passato

Cambiano le abitudini, i lavori sono sempre più sedentari, l’attività fisica diminuisce. Fattori sociali, questi, che rappresentano un potente volano per le cosiddette malattie della società del benessere, prime fra tutte: obesità e diabete di tipo 2 ma anche ipertensione e malattie cardiovascolari. “Ciò è sostanziato dai fatti, che vedono crescere in maniera esponenziale nel mondo il numero di persone obese o con diabete di tipo 2, vicino alla soglia del mezzo miliardo, con – già oggi – 250 milioni di persone con diabete di tipo 2, due terzi del totale, vivere nelle città, secondo International Diabetes Federation (IDF)” afferma Andrea Lenzi, Professore ordinario di Endocrinologia, Presidente del Consiglio universitario nazionale (Cun) e coordinatore di HealthCity Think Tank, gruppo di esperti indicati, tra gli altri, da Ministero della salute, Istituto Superiore di Sanità (ISS), Anci-Associazione nazionale comuni italiani, Università di Roma “Tor Vergata”, Istat, Censis, che si pone l’obiettivo di monitorare e analizzare il contesto economico-sanitario, sociologico, clinico-epidemiologico e politico-sanitario, per studiare i determinanti della salute nelle città.

 

La creazione del Manifesto: “La salute nelle città: bene comune”

Il gruppo di esperti del HealthCity Think Tank ha elaborato il Manifesto “La Salute nelle città: bene comune”, che si propone di offrire alle istituzioni e alle amministrazioni locali spunti di riflessione per guidarle nello studio dei fattori determinanti nei propri contesti urbani e fare leva su di essi per mettere a punto strategie per migliorare gli stili di vita e la salute del cittadino.

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Il manifesto è stato presentato nel pomeriggio, in occasione del Primo Health City Forum organizzato al Tempio di Traiano, a Roma da Italian Barometer Diabetes Observatory (Ibdo) Foundation, Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, Health City Think Tank, Istituto per la Competitività (I-Com), con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, che ha anche conferito all’Ibdo Forum la medaglia del Presidente della Repubblica per il suo alto valore culturale e scientifico, e il patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute e Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci).

 

Il nuovo concetto di “healthy city”

“Dal 1948 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) invita i governi ad adoperarsi in modo responsabile, attraverso programmi di educazione alla salute, a promuovere uno stile di vita sano e a garantire ai cittadini un alto livello di benessere. Oggi pare emergere chiaramente un nuovo attore protagonista: la Città, quale promotrice di salute. Infatti, la stessa OMS ha coniato il termine “healthy city”, che descrive una città conscia dell’importanza della salute come bene comune e non più solo individuale” spiega Giuseppe Novelli, Rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Il bene collettivo è dunque un obiettivo da perseguire sia da parte dei cittadini, sia dei sindaci che degli amministratori locali che devono proporsi come garanti di una sanità equa, impegnandosi affinchè la salute della collettività sia considerata un investimento per il futuro e non solo un costo.”

“Lo sviluppo urbano, cui il mondo ha assistito e continua ad assistere ha modificato profondamente lo stile di vita della popolazione e trasforma il contesto ambientale e sociale in cui viviamo, creando problemi di equità, generando tensioni sociali e introducendo minacce per la salute della popolazione. La configurazione attuale delle città e, più in generale l’urbanizzazione, presentano per la salute pubblica e individuale tanti rischi, ma anche molte opportunità. Se infatti le città sono pianificate, ben organizzate e amministrate coscientemente, si può dare vita ad una sinergia tra Istituzioni, cittadini e professionisti in grado di migliorare le condizioni di vita e la salute della popolazione”, dichiara Enzo Bianco, Sindaco di Catania e Presidente del Consiglio nazionale dell’Anci.

 

Far crescere la cultura della prevenzione

Un invito, quello del sindaco di Catania, a nome degli amministratori locali, raccolto dal Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, Presidente del Comitato promotore del “Manifesto Salute nelle città: bene comune”, che sottolinea sempre come sussista la necessità di fare ancora molto per diffondere una cultura della prevenzione nelle persone, a fronte di un’evidente crescita delle malattie croniche non trasmissibili, come obesità, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, che trae origini da fattori di rischio legati a stili di vita non salutari. L’ipotesi di attuare nelle Città e nelle aree urbane strategie integrate di promozione della salute con iniziative culturali, sociali e sanitarie, attraverso un’azione coordinata su più fronti, è da apprezzare e condividere.

 

In perfetta linea con questa azione, il programma Cities Changing Diabetes, una partnership tra lo University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center, che coinvolge Istituzioni nazionali, amministrazioni locali, mondo accademico e terzo settore. Illustrato a Roma, nasce con l’obiettivo di creare un movimento di collaborazione internazionale che proponga e trovi soluzioni e best practice per affrontare il crescente numero di persone con diabete e obesità nel mondo, e il conseguente onere economico e sociale, partendo dal tessuto e dal vissuto urbano che tanta parte sembra avere in questo fenomeno. Al programma hanno già aderito Città del Messico, Copenaghen, Houston, Shanghai, Tianjin, Vancouver e Johannesburg. Durante l’incontro si è prospettato un prossimo coinvolgimento anche della capitale italiana.

 

 

Fonti

– Cartella stampa evento First Health City Forum, Roma 11 luglio 2016

– Manifesto “La salute nelle città: bene comune”, presentato in occasione del 1st Health City Forum, Roma 11 luglio 2016

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