Screening della retinopatia diabetica: prima esperienza italiana di telemedicina

Screening della retinopatia diabetica: prima esperienza italiana di telemedicina

Concluso con successo e soddisfazione di medici e pazienti il primo studio clinico di telemedicina effettuato da un team di ricercatori italiano, dell’Ospedale Sacco di Milano, condotto su oltre 1200 pazienti con diabete di tipo 2 per un anno.

 

La procedura tradizionale per lo screening della retinopatia diabetica prevede che le immagini della retina vengano scattate dallo Specialista in oculistica utilizzando strumenti dotati di una fonte di illuminazione: l’oftalmoscopio o la lampada a fessura e lenti specifiche necessarie per la messa a fuoco dell’immagine. Durante l’esame del fondo oculare (fundus oculi), lo specialista ispeziona le strutture oculari collocate posteriormente all’iride ed al cristallino: corpo vitreo, retina centrale (polo posteriore, contenente la macula, sede della visione più definita), retina periferica, porzione intraoculare del nervo ottico (papilla ottica). Per esplorare queste strutture é spesso necessario dilatare la pupilla instillando alcune gocce di collirio midriatico.

 

Si sta tuttavia facendo strada in questi ultimi anni una procedura di telemedicina che consente di scattare le immagini in modo automatico sotto il controllo di un operatore sanitario e di inviarle allo Specialista che potrà interpretarle al momento più opportuno. Come si può facilmente intuire questa procedura consente la trasmissione di dati – e non di persone – con un notevole risparmio di tempi e di costi, ottimizzando l’impegno dello Specialista e della Struttura Sanitaria.

 

Lo studio dell’Ospedale Sacco a Milano

I medici dell’Ospedale Sacco si sono chiesti se questa opportunità, ottimale dal punto di vista economico, lo fosse altrettanto dal punto di vista della qualità del servizio. Hanno così osservato per un anno 1281 persone con diabete di tipo 2 (68% uomini di età tra i 53 e i 78 anni) per valutare la qualità di un approccio di telemedicina rispetto al classico esame del fondo oculare effettuato dallo specialista. Lo studio prevedeva 2 fasi: la prima valutava la procedure tecnica, la seconda l’impatto nella pratica clinica. Ai pazienti veniva chiesto di compilare il questionario previsto per lo screening della retinopatia diabetica. Al termine dello studio, i medici hanno concluso che sia la sensibilità che la specificità – in sintesi la qualità delle due procedure – erano paragonabili. E la quasi totalità (98%) dei pazienti esaminati con la telemedicina erano soddisfatti dell’esperienza. Al termine dello studio è stato stimato un risparmio di €801.25 utilizzando la telemedicina che si dimostra quindi un valida alternativa sotto tutti i punti di vista per il futuro screening della retinopatia diabetica.

 

 

Fonte
Invernizzi A et al – Diabetic retinopathy screening: the first telemedical approach in an Italian hospital. Eur J Ophthalmol. 2016 Jun 10;26(4):369-74

 

 

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