T’Ai Chi Ch’Uan: le origini

T’Ai Chi Ch’Uan: le origini

Parlare di T’Ai Chi Ch’Uan (o Tajiquan) in modo appropriato, approfondito senza incorrere in strafalcioni o peccare di superficialità, non è facile.
Cosicché, noi non ve ne parleremo. O, perlomeno, lo faremo con originalità e con infinita umiltà, raccontandovi quello che per noi è il “sapore della cioccolata”. …
…e come direbbe un antico maestro Zen “Shen te Shen” (dal mio al tuo cuore).
Ecco quindi nascere non l’ennesima dissertazione su un tema, ma un raccontarvi la mia esperienza in cui, per tutta una vita, mi sono addentrato nel cercare risposte…

 

Alle origini di un’Arte Marziale

Le prime nozioni di “arti marziali” documentate, raccontano di scontri tra due contendenti letteralmente “a testate”. Veniva chiamata “Chow Chow”.
Non ci è noto cosa significhi con precisione, ma tutto iniziò con uomini contro uomini per primeggiare.
Fu poi l’osservazione della natura, nel combattimento tra animali selvatici (una gru e un serpente…) a far nascere tecniche di combattimento rudimentali tra uomini.
All’epoca dell’incontro tra il buddismo e le religioni tipiche della Cina (principalmente il Taoismo), quelle osservazioni vennero applicate allo studio della fisiologia umana attraverso le speculazioni mediche.
Lentamente, l’originale tentativo di migliorare le condizioni di salute dei monaci attraverso una attività fisica, venne adattato alle arti di difesa degli stessi religiosi che, spostandosi per il paese per divulgare il buddismo erano vittime di briganti, malfattori, soldati di ventura. Ciò avvenne in particolare nei templi buddisti di cui, uno dei più famosi, è ancor oggi quello di Shaolin.
Nacquero così tecniche sempre più sofisticate, scuole e maestri padroni della conoscenza dell’Arte del combattimento”.

shen-longNel corso dei secoli, per tutta la Cina, ma anche superando i suoi confini, queste tecniche vennero adattate all’osservazione di altri animali, ai climi, alla “visione” dei vari maestri, alle caratteristiche dei luoghi divenendo nel tempo discipline a sestanti.
Senza voler approfondire troppo, basti sapere che ad oggi, in tutto l’Estremo Oriente, le discipline marziali ormai hanno raggiunto numeri elevati per tipologie e numero di praticanti…

 

La “Boxe della giovane foresta”

Il T’AI Chi Ch’Uan (il cui nome cinese è “Boxe della giovane foresta”) ha un’origine semplice e complessa al tempo stesso.
Nato come stile e disciplina “segreta”, suddivisa a seconda della locazione geografica (Nord, Sud della Cina) la sua storia si perde nella notte dei tempi e, attraverso varie leggende è pervenuta fino ai noi grazie a vari maestri, il più noto dei quali fu Chang Dsu Yao.
La pratica costante e osservazioni attente permettono di capire come questa “Arte Marziale” sia onnicomprensiva di più aspetti e sia, non solo una disciplina a scopo marziale ma anche un approccio al benessere psicofisico, di portata inimmaginabile.
Infatti, in essa, il combattimento ha sì “evidenze” centrali ma è finalizzato non solo al combattimento ma si addentra in modo elegante anche nella Medicina Tradizionale Cinese e ai suoi aspetti terapeutici e filosofici in cui la digitopressione e l’agopuntura ne sono i cardini.
A questo punto potreste domandarvi ma insomma, il T’Ai Chi Ch’Uan, infine cos’è?
Ed è qui che, come praticante prima, e blando comunicatore poi, cercherò di rispondere con semplicità cercando di introdurvi ad una materia cioè ad una “Via” per giungere ad avere una risposta esauriente, e, soprattutto propria.

N.F.

 

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