Diabete: in Calabria + 20% incidenza rispetto alle altre regioni

“L’uomo che soffre di questa patologia – precisa Antonino Costantino, Presidente sezione di Reggio Calabria e VicePresidente regionale SIMG Società Italiana di Medicina Generale – spesso tende a minimizzare il problema. La donna, invece, ha una sensibilità diversa e parla più facilmente dei problemi di salute. È lei che spesso, partecipando alle visite del famigliare, mette il medico sulla strada giusta per pronunciare una diagnosi tempestiva e permette di intraprendere la cura. Ma nessun farmaco svolge un’azione ottimale se non è associato ad un cambiamento dello stile di vita, che deve essere corretto attraverso una alimentazione che si ispiri ai cardini della dieta mediterranea e una attività fisica moderata, ma costante”. “Nessun uomo – conclude Maria Antonella Ferraro, Diabetologa, Responsabile scientifico Associazione Italiana Diabetici, dirigente del Servizio di Diabetologia del Polo Sanitario Territoriale Gallico, ASL n. 11 di Reggio Calabria – affronta la malattia con efficacia se dietro non c’è una donna che lo motiva e lo sprona a seguire la terapia e a modificare il proprio stile di vita. Una donna senza un uomo può riuscirci, ma un uomo necessita della sensibilità di una donna. E questo è anche il ruolo della nostra associazione, che si affianca ai servizi di diabetologia delle Asl che, a loro volta, hanno l’obiettivo di indicare la cura. L’associazione che rappresento, la FAND, punta proprio sulla donna e sul suo ruolo di ‘colei che si prende cura della famiglia’ per una migliore aderenza alla terapia. Insisto su questo punto ricordando che la cantante Ella Fitzgerald è la testimonianza della sconfitta della diabetologia perché non c’è stato un caregiver che l’abbia motivata a curarsi”.

 

 
Fonte17 giugno 2009 – medici-oggi.it

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