Obesità, la Regione Toscana approva il primo PDTA regionale

In breve

  • La Toscana è la prima Regione italiana ad approvare un Percorso Preventivo Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (P-PDTA) regionale dedicato alla prevenzione, alla presa in carico e alla cura dell’obesità.
  • Il riferimento normativo è la Legge Pella n. 149 del 3 ottobre 2025, che riconosce l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante.
  • Il modello è multidisciplinare: l’équipe fondamentale comprende diabetologo o endocrinologo con funzioni di case manager, infermiere, dietista e psicologo.
  • La presa in carico è personalizzata: la valutazione considera BMI, rischio clinico, comorbidità, limitazioni funzionali e bisogni socioassistenziali.
  • Il trattamento è graduale e multidimensionale: può comprendere interventi sugli stili di vita, terapia nutrizionale, supporto comportamentale, farmaci e, quando appropriato, chirurgia metabolica e dell’obesità.
  • Sono previsti percorsi dedicati per l’obesità in età evolutiva e in gravidanza, con il coinvolgimento coordinato delle professionalità necessarie.
  • La sfida per AMD è estendere il modello ad altre Regioni, per garantire percorsi di cura appropriati, integrati e accessibili sul territorio.
Obesità, la Regione Toscana approva il primo PDTA regionale

Il nuovo percorso di prevenzione, diagnosi e cura dell’obesità punta su un’assistenza multidisciplinare e personalizzata. Per l’Associazione Medici Diabetologi (AMD), il diabetologo o l’endocrinologo con funzioni di case manager è una figura centrale nel coordinamento dell’équipe e nella presa in carico della persona.

La Toscana è la prima Regione italiana ad approvare un Percorso Preventivo Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (P-PDTA) regionale dedicato alla prevenzione, alla presa in carico e alla cura dell’obesità. Un passaggio importante per l’organizzazione dell’assistenza, che dà attuazione ai principi introdotti dalla Legge Pella, n. 149 del 3 ottobre 2025, con cui l’obesità viene riconosciuta come malattia cronica, progressiva e recidivante, per la cui gestione è necessario un modello strutturato e multidisciplinare.

L’iniziativa rappresenta un passo avanti verso il superamento della frammentazione dell’assistenza e la costruzione di percorsi di cura integrati, calibrati sulle caratteristiche e sui bisogni di ogni persona. A sottolinearne il valore è l’Associazione Medici Diabetologi (AMD), che da tempo promuove un approccio multiprofessionale alla gestione dell’obesità.

Un’équipe multiprofessionale con un coordinamento preciso

«Il valore di questo P-PDTA è aver tradotto sul piano organizzativo un principio che come diabetologi sosteniamo da anni: l’obesità è una malattia cronica e complessa, che richiede una presa in carico multiprofessionale, strutturata e continuativa», sottolinea Graziano Di Cianni, Direttore dell’Area della Cronicità dell’Azienda USL Toscana nord ovest e Past President AMD, che ha coordinato il Tavolo di lavoro regionale per la definizione del percorso.

Il nuovo modello individua con chiarezza il nucleo fondamentale dell’assistenza: diabetologo o endocrinologo con funzioni di case manager, infermiere, dietista e psicologo.

Non si tratta semplicemente di affiancare professionisti con competenze differenti, ma di costruire un’équipe integrata, nella quale la valutazione della persona, gli obiettivi terapeutici e il monitoraggio nel tempo siano condivisi.
La presa in carico dell’obesità richiede un lavoro di squadra, con professionisti che collaborano e accompagnano la persona lungo il percorso di cura.
Il coordinamento assume un ruolo strategico anche nei rapporti tra i diversi livelli dell’assistenza, affinché ogni persona possa accedere alle competenze più appropriate in base alla propria situazione clinica e ai propri bisogni.

Il percorso di cura è personalizzato in base alla complessità

Il nuovo P-PDTA della Regione Toscana prevede una presa in carico modulata sulla complessità della malattia e sulle esigenze individuali. La valutazione iniziale non si limita all’Indice di Massa Corporea (BMI), ma considera anche il rischio clinico, la presenza di comorbidità, le limitazioni funzionali e i bisogni socioassistenziali.
Sulla base di questa valutazione vengono definiti differenti livelli assistenziali e l’intensità degli interventi necessari. L’obiettivo è indirizzare ogni persona verso il contesto assistenziale più appropriato, mettendo a disposizione le competenze professionali adeguate.

Il documento riconosce inoltre, nei casi appropriati, il ruolo della chirurgia metabolica, un’opzione terapeutica efficace e consolidata nel trattamento dell’obesità grave.

Non esiste un unico percorso valido per tutte le persone con obesità: l’intensità dell’assistenza e le scelte terapeutiche devono rispondere alla complessità clinica e ai bisogni individuali.

Dalla nutrizione ai farmaci: le diverse opzioni terapeutiche

La stessa impostazione multidimensionale guida le scelte terapeutiche. Il P-PDTA prevede una valutazione clinica, nutrizionale, psicologica e funzionale, sulla cui base costruire un trattamento personalizzato e graduale.
Il percorso può comprendere interventi sugli stili di vita, terapia nutrizionale, supporto comportamentale e trattamento farmacologico. Nei casi appropriati, può includere anche la chirurgia metabolica e dell’obesità.
Le diverse opzioni rientrano quindi in una strategia complessiva, definita sulla base della situazione della persona e delle sue necessità assistenziali.
L’obiettivo è superare una visione semplificata dell’obesità, che non tenga conto della sua complessità, per adottare un approccio capace di integrare le diverse dimensioni della malattia e gli interventi necessari nel tempo.

Attenzione specifica all’obesità in età evolutiva e in gravidanza

Il nuovo percorso dedica particolare attenzione anche a condizioni che richiedono modalità di assistenza specifiche, come l’obesità in età evolutiva e quella in gravidanza.
Per l’età evolutiva, il documento richiama l’attivazione di centri pediatrici dedicati, in grado di rispondere alle esigenze di bambini e adolescenti attraverso competenze appropriate.
Per la gravidanza, sono previsti percorsi integrati che coinvolgono ostetricia, diabetologia, endocrinologia e dietetica, con il supporto psicologico quando necessario.
In entrambi i casi, la presa in carico richiede il coordinamento tra le diverse professionalità coinvolte, con modelli assistenziali dedicati alle differenti fasi della vita.

Case di Comunità e coordinamento tra i livelli assistenziali

Il P-PDTA della Regione Toscana si inserisce anche nell’organizzazione territoriale dell’assistenza prevista dal DM 77, con l’accesso alle cure attraverso le Case di Comunità.
«Il Tavolo di lavoro ha consentito di mettere a sistema competenze ed esperienze diverse e di costruire una risposta assistenziale coerente con la reale complessità dell’obesità», prosegue Di Cianni.
In questo assetto, il coordinamento tra i professionisti e tra i diversi livelli dell’assistenza da parte del diabetologo o dell’endocrinologo assume un valore strategico. La funzione di case manager è infatti parte integrante del modello individuato dal percorso regionale e contribuisce a organizzare la presa in carico multiprofessionale.

L’integrazione tra professionisti e servizi territoriali è uno degli elementi centrali per garantire una gestione strutturata e continuativa dell’obesità.

AMD: ora la sfida è estendere il modello a tutto il Paese

Il percorso approvato dalla Toscana rappresenta un esempio di come i principi introdotti dalla legge sull’obesità possano tradursi in un’organizzazione concreta dell’assistenza.
«L’esperienza della Regione Toscana dimostra come i principi introdotti dalla legge sull’obesità possano essere tradotti in un’organizzazione dell’assistenza capace di rispondere alla complessità di questa patologia», conclude Salvatore De Cosmo, Presidente AMD.

«È particolarmente significativo che il primo percorso regionale italiano assuma come elemento fondante proprio l’approccio multiprofessionale che AMD promuove da tempo. Ora la sfida è far sì che questa visione trovi applicazione sempre più ampia in tutto il Paese, garantendo alle persone con obesità percorsi appropriati, integrati e accessibili sul territorio».

Il P-PDTA toscano segna dunque un passaggio rilevante nell’organizzazione della cura dell’obesità: dalla necessità di riconoscerne la complessità alla definizione di un percorso assistenziale coordinato, con responsabilità professionali individuate e interventi personalizzati. La sfida indicata da AMD è ora fare in modo che questo modello possa trovare un’applicazione sempre più ampia sul Territorio Nazionale.

Domande frequenti

Che cos’è il nuovo P-PDTA per l’obesità della Regione Toscana?

È un Percorso Preventivo Diagnostico-Terapeutico Assistenziale regionale dedicato alla prevenzione, alla presa in carico e alla cura dell’obesità. Definisce un modello di assistenza strutturato e multidisciplinare, con livelli assistenziali e interventi modulati sulla complessità clinica e sui bisogni della persona.

Perché l’approvazione del P-PDTA è importante?

La Toscana è la prima Regione italiana ad approvare un percorso regionale specificamente dedicato all’obesità. Il documento dà attuazione ai principi della Legge Pella n. 149 del 3 ottobre 2025 e punta a superare la frammentazione dell’assistenza, promuovendo una presa in carico coordinata e continuativa.

Quali professionisti si occupano della persona con obesità?

Il nucleo fondamentale dell’équipe comprende un diabetologo o un endocrinologo con funzioni di case manager, un infermiere, un dietista e uno psicologo. I professionisti condividono la valutazione, gli obiettivi terapeutici e il monitoraggio della persona nel tempo, coinvolgendo ulteriori competenze professionali, quando necessario.

Quali trattamenti prevede il percorso per l’obesità?

Il trattamento viene personalizzato sulla base della valutazione clinica, nutrizionale, psicologica e funzionale. Può includere interventi sugli stili di vita, terapia nutrizionale, supporto comportamentale e trattamento farmacologico. Nei casi appropriati, è prevista anche la chirurgia metabolica e dell’obesità, riconosciuta come opzione efficace e consolidata nel trattamento dell’obesità severa.

Il nuovo percorso prevede un’assistenza specifica per bambini, adolescenti e donne in gravidanza?

Sì. Per l’obesità in età evolutiva, il documento richiama l’attivazione di centri pediatrici dedicati. Per la gravidanza, prevede percorsi integrati tra ostetricia, diabetologia, endocrinologia e dietetica, con supporto psicologico ove necessario. L’obiettivo è rispondere alle esigenze specifiche delle diverse fasi della vita attraverso il coordinamento delle professionalità coinvolte.

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Obesità, la Regione Toscana approva il primo PDTA regionale

Redazione Diabete.com — Redazione medico-scientifica di Diabete.com · pubblicato 19 Ott 2026
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Punti chiave

  • La Toscana è la prima Regione italiana ad approvare un Percorso Preventivo Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (P-PDTA) regionale dedicato alla prevenzione, alla presa in carico e alla cura dell’obesità.
  • Il riferimento normativo è la Legge Pella n. 149 del 3 ottobre 2025, che riconosce l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante.
  • Il modello è multidisciplinare: l’équipe fondamentale comprende diabetologo o endocrinologo con funzioni di case manager, infermiere, dietista e psicologo.
  • La presa in carico è personalizzata: la valutazione considera BMI, rischio clinico, comorbidità, limitazioni funzionali e bisogni socioassistenziali.
  • Il trattamento è graduale e multidimensionale: può comprendere interventi sugli stili di vita, terapia nutrizionale, supporto comportamentale, farmaci e, quando appropriato, chirurgia metabolica e dell’obesità.
  • Sono previsti percorsi dedicati per l’obesità in età evolutiva e in gravidanza, con il coinvolgimento coordinato delle professionalità necessarie.
  • La sfida per AMD è estendere il modello ad altre Regioni, per garantire percorsi di cura appropriati, integrati e accessibili sul territorio.

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