Riccardo Bonadonna: chi è il nuovo presidente SID per il biennio 2026-2028

Alla guida della Società Italiana di Diabetologia, il prof. Riccardo C. Bonadonna punta su innovazione terapeutica, ricerca indipendente, equità nell'accesso alle cure e prevenzione.

In breve

  • La nomina: Riccardo C. Bonadonna è il nuovo presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID) per il prossimo biennio 2026-2028
  • Le priorità: accesso equo alle terapie innovative, sostegno alla ricerca indipendente e maggiori investimenti nella diabetologia.
  • La prevenzione: diabete tipo 2 e obesità richiedono politiche che coinvolgano anche ambiente, organizzazione sociale e stili di vita.
  • Il diabete tipo 1: nei prossimi cinque anni potrebbero arrivare terapie capaci di modificarne profondamente la storia naturale.
  • Il passaggio di consegne: la prof.ssa Raffaella Buzzetti, presidente SID nell'ultimo biennio, assume la guida della Fondazione Diabete Ricerca SID.
Riccardo Bonadonna: chi è il nuovo presidente SID per il biennio 2026-2028
Il prof. Riccardo C. Bonadonna, nominato Presidente SID per il biennio 2026-2028.

Alla guida della Società Italiana di Diabetologia, il prof. Riccardo C. Bonadonna punta su innovazione terapeutica, ricerca indipendente, equità nell’accesso alle cure e prevenzione. «Il progresso scientifico deve tradursi in benefici concreti per tutte le persone con diabete».

La Società Italiana di Diabetologia (SID) apre un nuovo capitolo della propria storia. Il professor Riccardo C. Bonadonna è il nuovo presidente della Società per il prossimo biennio, raccogliendo il testimone dalla professoressa Raffaella Buzzetti, che assume la presidenza della Fondazione Diabete Ricerca SID.

La nomina arriva in un momento particolarmente importante per la diabetologia, attraversata da una profonda trasformazione scientifica e terapeutica. Nuovi farmaci sempre più efficaci, tecnologie avanzate per la gestione della malattia, medicina di precisione e prospettive aperte dalle terapie cellulari stanno ampliando le possibilità di intervento e aprendo scenari che fino a pochi anni fa sembravano lontani.
Ma insieme alle opportunità emergono anche nuove responsabilità: garantire che i progressi della ricerca siano realmente accessibili a tutte le persone con diabete, superando le disuguaglianze territoriali e sociali e assicurando la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
È proprio questo uno dei messaggi centrali del nuovo mandato: fare in modo che l’innovazione scientifica non rimanga una promessa, ma si traduca in benefici concreti per i pazienti.

Una diabetologia in piena trasformazione

«La diabetologia sta attraversando un vero e proprio big bang della ricerca», afferma il professor Bonadonna. «Disponiamo di terapie innovative estremamente efficaci e altre, potenzialmente rivoluzionarie, arriveranno nei prossimi anni».

Una stagione di grandi opportunità, dunque, ma anche di nuove responsabilità nei confronti dei pazienti e della collettività. La crescente diffusione del diabete e delle sue complicanze rappresenta infatti una sfida importante per la sostenibilità del sistema sanitario e del welfare.
La sfida, secondo il nuovo presidente SID, è riuscire a trasformare il progresso scientifico in un miglioramento effettivo della qualità di vita delle persone con diabete, senza lasciare indietro nessuno.

Equità nelle cure, ricerca indipendente e investimenti: le priorità del mandato

Tra i pilastri programmatici della nuova presidenza ci sono l’accesso equo alle cure, il sostegno alla ricerca indipendente e maggiori investimenti nella diabetologia.
La SID intende rafforzare il proprio ruolo di interlocutore scientifico delle istituzioni, contribuendo a promuovere politiche sanitarie capaci di valorizzare l’innovazione e superare le disuguaglianze territoriali e sociali.
Un punto particolarmente importante riguarda il riconoscimento della diabetologia come settore strategico per la salute pubblica.

«Investire nella diabetologia non significa aumentare la spesa, ma creare valore», sottolinea Bonadonna.

Diagnosi tempestive, accesso alle migliori terapie e una presa in carico appropriata possono infatti contribuire a prevenire complicanze invalidanti, ridurre i ricoveri e i costi assistenziali e migliorare la qualità di vita.
Per questo la SID vuole proseguire il dialogo con i decisori pubblici, affinché la diabetologia venga riconosciuta come un ambito nel quale investire per la salute dei cittadini e per il futuro del Paese.

La prevenzione deve uscire dagli ambulatori

Un’altra priorità del nuovo mandato riguarda la prevenzione del diabete e dell’obesità, che secondo Bonadonna non può essere affidata esclusivamente alle scelte individuali o confinata all’interno degli ambulatori.
Il diabete di tipo 2 e l’obesità sono condizioni complesse, il cui rischio è influenzato anche dal contesto sociale, economico e ambientale in cui le persone vivono.
La riduzione delle disuguaglianze socio-economiche, l’urbanistica, l’organizzazione del lavoro, la disponibilità di spazi per praticare attività fisica e la possibilità di adottare uno stile di vita salutare sono tutti elementi che possono incidere sulla salute.

Da qui la necessità di promuovere politiche pubbliche capaci di creare ambienti favorevoli alla salute e rendere più semplici, per tutti, le scelte quotidiane che aiutano a prevenire le malattie.

Una visione della prevenzione, quindi, che coinvolge non soltanto il sistema sanitario, ma anche le istituzioni e l’organizzazione della società.

Diabete di tipo 1: nei prossimi cinque anni possibili terapie in grado di cambiare la storia della malattia

Uno sguardo particolare è rivolto anche al diabete di tipo 1, un ambito nel quale la ricerca sta aprendo prospettive terapeutiche fino a pochi anni fa difficili da immaginare.
«Nei prossimi cinque anni assisteremo all’arrivo di terapie capaci di cambiare profondamente la storia naturale del diabete di tipo 1», anticipa Bonadonna.
Innovazioni potenzialmente molto importanti, che potrebbero però comportare costi elevati e richiedere scelte organizzative ed economiche lungimiranti.

Anche in questo caso, il tema dell’equità torna centrale: il prezzo dell’innovazione non deve trasformarsi in una barriera al diritto alla cura.
Sarà quindi necessario preparare fin da ora il sistema sanitario, sul piano scientifico, organizzativo ed economico, per fare in modo che le nuove opportunità terapeutiche possano essere offerte alle persone che ne possono trarre maggiore beneficio, sulla base di criteri trasparenti ed equi.

Chi è Riccardo C. Bonadonna, nuovo presidente SID 2026-2028

Riccardo C. Bonadonna è professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso le Università di Verona e Parma e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.
È specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Geriatria e Gerontologia e Medicina Nucleare. Ha maturato una significativa esperienza internazionale negli Stati Uniti, presso la Yale University di New Haven e la University of Texas Health Science Center di San Antonio.
È autore di oltre 200 articoli scientifici pubblicati su riviste peer-reviewed internazionali. Tra i principali temi della sua attività di ricerca figurano la fisiopatologia, la genetica e la sotto-tipizzazione del diabete di tipo 2, le terapie avanzate del diabete mellito e la quantificazione non invasiva della massa beta-cellulare pancreatica.

Con la sua presidenza, la SID si prepara dunque ad affrontare un biennio nel quale la ricerca promette di ampliare ulteriormente le possibilità di cura. La vera sfida sarà accompagnare questa evoluzione con investimenti, politiche di prevenzione e un sistema di assistenza capace di garantire a tutte le persone con diabete l’accesso alle opportunità offerte dalla scienza.

Fonti

31° Congresso Nazionale SID, Rimini 28-31 ottobre 2026

Domande frequenti

Chi è Riccardo C. Bonadonna?

È professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso le Università di Verona e Parma e direttore dell'Unità Operativa Complessa di Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche internazionali. Durante il 31° Congresso SID (Rimini 28-31 ottobre 2026) è stato nominato Presidente SID per il biennio 2026-2028.

Per quanto tempo Riccardo Bonadonna sarà presidente della SID?

Il professor Bonadonna guiderà la Società Italiana di Diabetologia per il biennio 2026-2028.

Quali sono le priorità della nuova presidenza SID?

I principali obiettivi sono garantire un accesso equo alle terapie innovative, sostenere la ricerca indipendente, promuovere maggiori investimenti nella diabetologia e rafforzare le politiche di prevenzione. «Il progresso scientifico deve tradursi in benefici concreti per tutte le persone con diabete».

Quali novità terapeutiche sono attese per il diabete di tipo 1?

Secondo Bonadonna, nei prossimi cinque anni (2027-2031) potrebbero arrivare terapie capaci di modificare profondamente la storia naturale del diabete di tipo 1. Sarà fondamentale preparare il sistema sanitario per garantirne un accesso equo.

Chi ha guidato la SID prima di Riccardo Bonadonna?

La presidente uscente è stata la professoressa Raffaella Buzzetti, che assume ora l'incarico di presidente della Fondazione Diabete Ricerca della SID.

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Riccardo Bonadonna: chi è il nuovo presidente SID per il biennio 2026-2028

Redazione Diabete.com — Redazione medico-scientifica di Diabete.com · pubblicato 4 Nov 2026
Contenuto divulgativo non sottoposto a revisione scientifica formale.

Punti chiave

  • La nomina: Riccardo C. Bonadonna è il nuovo presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID) per il prossimo biennio 2026-2028
  • Le priorità: accesso equo alle terapie innovative, sostegno alla ricerca indipendente e maggiori investimenti nella diabetologia.
  • La prevenzione: diabete tipo 2 e obesità richiedono politiche che coinvolgano anche ambiente, organizzazione sociale e stili di vita.
  • Il diabete tipo 1: nei prossimi cinque anni potrebbero arrivare terapie capaci di modificarne profondamente la storia naturale.
  • Il passaggio di consegne: la prof.ssa Raffaella Buzzetti, presidente SID nell'ultimo biennio, assume la guida della Fondazione Diabete Ricerca SID.

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