Gli effetti psicotropi degli agonisti GLP-1: come agiscono sul cervello e sulle dipendenze

Gli effetti psicotropi degli agonisti GLP-1: come agiscono sul cervello e sulle dipendenze

Gli agonisti del recettore GLP-1 (GLP-1R agonisti), come semaglutide e liraglutide, sono ormai noti per il ruolo nel trattamento del diabete di tipo 2 e dell’obesità. Ma un nuovo filone di ricerca sta rivelando un aspetto sorprendente: questi farmaci sembrano avere effetti psicotropi, cioè capaci di influenzare circuiti cerebrali legati a emozioni, comportamento e dipendenze.

La recente review, cioè un’analisi critica della letteratura esistente (preclinica, clinica e “real-world”), sull’uso degli agonisti del recettore GLP-1 (GLP-1RAs), pubblicata da Paolo Fiorinaa, b, c, Bernardo Dell’Osso d,e,f, Loredana Bucciarelli a, g, e Vincenzo Cimino a,b analizza in profondità questo tema emergente e ancora poco esplorato.

a International Center for T1D, Pediatric Clinical Research Center Romeo ed Enrica Invernizzi, DIBIC, University of Milan, Italy
b Division of Endocrinology, ASST Fatebenefratelli-Sacco, Milan, Italy
c Nephrology Division, Boston Children’s Hospital, Harvard Medical School, Boston, MA, USA
d Department of Biomedical and Clinical Sciences, University of Milan, Italy
e Department of Mental Health and Addictions, ASST Fatebenefratelli-Sacco, Milan, Italy
f Department of Psychiatry and Beahvioural Sciences, Stanford University, CA, USA
g Pio Albergo Trivulzio, Milan, Italy

Perché i GLP-1R agonisti sono considerati psicotropi?

La parola “psicotropo” identifica una sostanza che può modificare:

  • umore
  • comportamento
  • processi cognitivi

Secondo le nuove evidenze, gli agonisti del recettore GLP-1 agiscono non solo a livello metabolico, ma anche su aree del cervello coinvolte nel circuito della ricompensa. Questo permette loro di modulare:

  • la percezione del piacere
  • i segnali dopaminergici
  • il desiderio (craving) di cibo e potenzialmente di altre sostanze.

In altre parole, ridurre l’appetito non sarebbe solo un effetto “gastro-metabolico”, ma anche un effetto neurobiologico.

GLP-1 e circuito della ricompensa: cosa accade nel cervello

Gli autori descrivono come l’attivazione dei recettori GLP-1 nel sistema nervoso centrale possa influenzare vari meccanismi, tra cui:

  • Modulazione dopaminergica
    Il GLP-1 agisce su strutture cerebrali che regolano:
    • gratificazione
    • impulsi
    • motivazione a cercare cibo o sostanze.

La riduzione del desiderio (craving) nasce proprio da questa modulazione dopaminergica.

  • Controllo dell’appetito a livello centrale
    Il farmaco “dialoga” con aree che controllano fame e sazietà, riducendo non solo la quantità di cibo ingerita ma anche l’urgenza emotiva di mangiare.
  • Effetti su emozioni e umore
    Alcune evidenze preliminari mostrano un miglioramento in:
    • ansia
    • depressione
    • binge eating
    • disregolazione emotiva.

GLP-1 e dipendenze: cosa dicono gli studi

Una parte cruciale del lavoro riguarda il collegamento tra GLP-1 e dipendenza da sostanze.

  • Alcol
    Molti pazienti in trattamento con agonisti del recettore GLP-1 riferiscono:
    • minore desiderio di bere
    • riduzione nella quantità di alcol consumata
    • minore frequenza degli episodi.
  • Fumo
    Alcuni dati suggeriscono una diminuzione del craving da nicotina e una maggiore facilità nell’interrompere il fumo.
  • Altre dipendenze
    Studi preclinici indicano potenziali benefici anche in relazione a:
    • cocaina, oppioidi, comportamenti compulsivi.

È un campo di ricerca appena iniziato, ma promettente.

Perché questi risultati sono importanti?

Gli effetti psicotropi dei GLP-1R agonisti aprono nuove prospettive terapeutiche. Spesso, chi soffre di obesità o diabete presenta anche:

  • disturbi dell’umore
  • binge eating
  • dipendenze
  • disregolazione emotiva.

Se confermati, i GLP-1R agonisti potrebbero diventare strumenti integrati per:

  • ridurre il peso
  • migliorare il metabolismo
  •  modulare l’umore
  • controllare le dipendenze.

Una rivoluzione potenziale che unisce endocrinologia, psichiatria e neuroscienze.

Cosa manca ancora nella ricerca: luci e ombre

Nonostante l’interesse crescente, gli autori sottolineano alcuni limiti:

  • gli studi clinici sull’uomo sono ancora pochi
  • molti dati derivano da animali o da osservazioni preliminari
  • mancano trial randomizzati controllati dedicati alle dipendenze
  • non conosciamo gli effetti a lungo termine
  • non è chiaro se gli effetti psicotropi siano uguali per tutti i pazienti.

Serve quindi cautela: siamo di fronte a un’ipotesi molto promettente, ma non ancora consolidata.

FAQ: Risposte rapide per chi cerca informazioni chiare

I GLP-1R agonisti possono curare la dipendenza da alcol?
Non ancora: i dati sono preliminari, anche se molti pazienti mostrano una riduzione spontanea del consumo.

Possono migliorare ansia o depressione?
Solo in alcuni studi preliminari. Non sono farmaci psichiatrici, ma potrebbero avere effetti indiretti sui disturbi dell’umore. Ulteriori studi, più ampi e approfonditi sono necessari per poterlo confermare con chiarezza.

Agiscono direttamente sulla dopamina?
Sì, modulano segnali dopaminergici nelle aree del cervello che regolano la ricompensa.

Sono sicuri per uso a lungo termine?
Per il trattamento di diabete e/o obesità, per le quali hanno già l’indicazione, certamente sì (sempre e solo su prescrizione medica!); per gli effetti psicotropi servono studi dedicati, con casistiche più ampie.

Conclusione: un campo nuovo con grandi potenzialità

I GLP-1R agonisti stanno rivoluzionando la cura dell’obesità e del diabete. Ora sembra possibile che possano trasformare anche il trattamento delle dipendenze e di alcuni disturbi psichiatrici.
La ricerca è solo all’inizio, ma gli elementi raccolti da Fiorina e colleghi mostrano una direzione chiara: il GLP-1 non è solo un ormone metabolico, ma un regolatore complesso del comportamento umano.

Reference

 

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