Dopo decenni di esclusione, i campioni azzurri e le istituzioni parlano di passi concreti verso l’inclusione nei gruppi sportivi militari degli atleti con diabete.
Una barriera quasi centenaria sta finalmente mostrando crepe. Dopo anni di esclusione, gli atleti con diabete vedono segnali concreti di apertura verso i gruppi sportivi militari italiani. Ieri, presso il Ministero della Salute, il Ministro Orazio Schillaci ha incontrato una delegazione di atleti, rappresentanti della FeSDI – la Federazione delle Società Diabetologiche Italiane che riunisce AMD e SID – e membri dell’Intergruppo parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili, per discutere della possibilità di superare l’attuale divieto sancito da una legge del 1932.
Sport e diabete: lo stigma che si sgretola
Lo stigma secondo cui le persone con diabete “non possono fare sport” ha radici profonde, ma oggi le esperienze dei campioni italiani dimostrano il contrario. Molti atleti hanno raggiunto risultati di livello mondiale, confermando che merito sportivo e diabete non sono incompatibili.
“Non avevo mai parlato del diabete in pubblico fino al 2021,” racconta Anna Arnaudo, atleta azzurra di atletica leggera. “Durante la stagione migliore della mia carriera avevo guadagnato l’attenzione di più gruppi sportivi militari. Entusiasta, lo avevo detto a mio padre, che mi consigliò di controllare i bandi di concorso per l’arruolamento. Ero del tutto ignara del fatto di non essere idonea.”
Anche Giulio Gaetani, schermidore della Nazionale, sottolinea l’assurdità della situazione: “L’esclusione dai gruppi sportivi militari non permette ad atleti come noi di rendere del tutto professionale la nostra attività sportiva, poiché non abbiamo uno stipendio né un supporto fondamentale nelle scelte di selezione per le gare più importanti.”
Progresso medico e sicurezza: la tecnologia cambia le regole
Negli ultimi anni, la gestione del diabete ha compiuto passi enormi: sensori per il monitoraggio continuo della glicemia (CGM), pompe di insulina intelligenti e terapie avanzate consentono oggi performance di altissimo livello in piena sicurezza.
“Il rischio di esclusione passa un messaggio sbagliato: che la persona con diabete non possa praticare sport. In realtà è vero il contrario: l’attività fisica è fortemente raccomandata,” aggiunge Federico Rizzardi, atleta azzurro di nuoto.
I diabetologi confermano: non esistono evidenze scientifiche che giustifichino questa discriminazione. “L’accesso ai gruppi sportivi militari deve basarsi sul merito sportivo e sulla reale idoneità, non su una diagnosi,” sottolinea il prof. Riccardo Candido, Presidente della Fondazione AMD.
Campioni come Gary Hall Jr., Sir Steve Redgrave e Alexander Zverev dimostrano che il diabete non è incompatibile con l’eccellenza agonistica.
La legge del 1932: un ostacolo da superare
Il Ministro Schillaci ha dichiarato: “Come Ministero della Salute sottoporremo la questione ai Ministeri competenti affinché si possa rivedere una norma che risale al 1932. Da allora la ricerca, la tecnologia e la medicina hanno compiuto grandi progressi che hanno abbattuto ogni ostacolo sanitario e consentono la piena inclusione di questi atleti.”
La prof.ssa Raffaella Buzzetti, Presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID) aggiunge: “Superare barriere normative anacronistiche significa riconoscere il valore del merito, promuovere l’inclusione e allineare le regole allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, nell’interesse degli atleti e del sistema Paese.”
Iniziative parlamentari e nuove prospettive
La questione è già all’attenzione delle istituzioni. La IV Commissione della Camera ha approvato la risoluzione “Sull’accesso nei gruppi sportivi delle Forze armate di soggetti affetti da diabete mellito di tipo 1 che siano idonei all’esercizio delle attività sportive agonistiche”, impegnando il Governo a superare la discriminazione.
“Come Intergruppo parlamentare siamo fortemente impegnati per garantire l’articolo 33 della Costituzione sull’accesso universale alla pratica dello sport,” aggiunge la Sen. Daniela Sbrollini, Presidente dell’Intergruppo. “Nel corso della XIX Legislatura è stato depositato il Disegno di legge-atto del Senato 1276, recante disposizioni per l’arruolamento di atleti con diabete nei gruppi sportivi militari e dei corpi dello Stato.”
Verso un futuro inclusivo
L’incontro di ieri rappresenta un passo decisivo per riconoscere pieni diritti, merito e sicurezza agli atleti con diabete. Finalmente, tecnologia, medicina e politica possono convergere per abbattere una barriera normativa vecchia quasi un secolo e aprire la strada a una piena inclusione sportiva. L’ottimismo degli atleti è concreto, e per la prima volta la prospettiva di accesso ai gruppi sportivi militari appare realistica.
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