In Italia, spesa bassa per il diabete ma alta efficienza

La London School of Economics ha confrontato l’incidenza, la gestione e i costi del diabete di cinque nazioni europee: Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Italia; la nostra nazione è risultata ultima per i costi che la Sanità pubblica sostiene per il diabete, che rappresentano solo il 5,61% della spesa sanitaria complessiva. Il modello italiano di approccio alla malattia, unico nel suo genere, può essere fra le ragioni che giustificano la bassa spesa in rapporto all’efficacia, come spiega il presidente della Società Italiana di Diabetologia, Stefano Del Prato: «Il ‘sistema Italia’, che rappresenta anche per altri paesi un modello da seguire, è caratterizzato dalla diffusa presenza sul territorio nazionale di un gran numero di ‘servizi specialistici di diabetologia’ che si sono organizzati nel tempo con strutture di team multiprofessionale. Accanto a questi esistono ‘centri di diabetologia pediatrica’ che si fanno carico dei giovani affetti da diabete di tipo 1. L’elemento di forte positività di questa ‘rete’ diffusa è proprio l’omogeneità di comportamenti e obiettivi, sostenuta da una cultura specialistica, clinica e scientifica, apprezzata a livello internazionale». Il responsabile del Dipartimento di Farmacologia Clinica ed Epidemiologica del Consorzio Mario Negri Sud, Antonio Nicolucci, conferma: «Il livello di controllo delle malattia e i risultati delle cure prestate in Italia alle persone con diabete, sono di assoluto valore».

 

 

 

 

 

Fonte Diabete Oggi n. 18, dicembre 2011 / gennaio 2012

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