Perché parlare della tiroide?

Perché parlare della tiroide?

Le Società Scientifiche internazionali che si occupano delle malattie della tiroide promuovono ogni anno la Settimana Mondiale della Tiroide che ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica alle malattie tiroidee.

La tiroide, una piccola ghiandola endocrina posta davanti alla trachea svolge un ruolo fondamentale nell’arco di tutta la vita da prima della nascita alla terza età in quanto regola lo sviluppo neuropsichico e l’accrescimento somatico nell’età evolutiva, mentre in tutte le età è fondamentale per la funzione cardiovascolare, il metabolismo basale, il metabolismo degli zuccheri e dei lipidi.

 

La prevenzione dei disturbi della tiroide nell’arco della vita

iodioLa causa più frequente della patologia tiroidea è la carenza di iodio e garantire un adeguato apporto di iodio nell’alimentazione rappresenta pertanto il più efficace mezzo di prevenzione delle malattie tiroidee. Un valido strumento è rappresentato dal sale arricchito di iodio, comunemente indicato con il termine di sale iodato, ovunque ampiamente disponibile. Nel 2005 in è stata emanata una legge che prevede una serie di misure finalizzate a promuovere il consumo di sale iodato su tutto il territorio nazionale.

Le malattie della tiroide, sia la malattia nodulare che le alterazioni della funzione sono molto frequenti. I noduli tiroidei sono palpabili nel 5% dei soggetti, ma noduli di piccole dimensioni, rilevabili con l’esame ecografico, sono presenti nel 50-60% della popolazione generale. L’ipotiroidismo, cioè la condizione caratterizzata da una ridotta produzione di ormoni tiroidei, può essere riscontrato in forma lieve in quasi il 10% della popolazione e anch’esso aumenta con l’età. Ad essere colpite sono soprattutto le donne oltre i 75 anni, infatti, una donna su 5 ne può essere affetta.

La causa più frequente di ipotiroidismo, la tiroidite cronica di Hashimoto, è autoimmune e la predisposizione genetica ha un forte ruolo nel determinarla.

 

L’ipertiroidismo, cioè l’eccessiva produzione di ormoni tiroidei, colpisce fino al 2-3% della popolazione generale nella sua forma clinicamente manifesta, ma la prevalenza delle forme più lievi è del 4-6 % soprattutto nelle popolazioni più anziane. Anche l’ipertiroidismo può avere un’origine autoimmune (morbo di Basedow) ed in questo caso colpisce soprattutto le donne in età giovane/adulta. Può anche essere causato da noduli tiroidei iperfunzionanti e in questo caso interessa una popolazione più anziana, sia maschile che femminile. Questa forma di ipertiroidismo è molto più frequente nelle aree iodocarenti.

Mentre la diffusione della patologia nodulare tiroidea può essere ridotta in presenza di un’adeguata profilassi con iodio, per la malattia autoimmune della tiroide la causa è legata ad una predisposizione familiare e quindi non può esserci prevenzione. Sono quindi assolutamente importanti la diagnosi precoce e un trattamento adeguato.

 

Fonte

Contributo originale del dr. Paolo Vitti, Presidente Eletto Società Italiana di Endocrinologia (SIE) in occasione della Settimana Mondiale della Tiroide 2016

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