prediabete

Prediabete: che cosa si intende?

A cura del dr. Luca Montesi, Responsabile dell’Ambulatorio di Diabetologia presso la SSD Malattie del Metabolismo e Dietetica Clinica dell’Ospedale S.Orsola Malpighi di Bologna.

 

In molti casi, la diagnosi di diabete mellito di tipo 2 è preceduta da una fase cosiddetta di “pre-diabete” (anche se il termine non è correttissimo) del tutto asintomatica, caratterizzata da livelli di glucosio nel sangue lievemente superiori alla norma, ma non così elevati da determinare un diabete conclamato e da livelli superiori di insulina nel sangue provocata da precoce insulino-resistenza. In tutto il mondo moltissime persone presentano anche per anni una condizione pre-diabetica senza esserne consapevoli. Durante questi anni, l’iperglicemia esercita effetti deleteri a livello dei tessuti bersaglio, così che alla diagnosi clinica sono spesso già presenti le complicanze della malattia. E’ verosimile, quindi, che una diagnosi tempestiva del diabete consenta di ridurre il rischio di complicanze.

 

Come si fa a sapere se si è in prediabete?

Il termine pre-diabete viene riservato a due condizioni di iniziale alterazione del metabolismo glucidico (metabolismo degli zuccheri) e precisamente:

  1. ALTERATA GLICEMIA A DIGIUNO: si configura per valori di glicemia tra 100-125 mg/dl e si evidenzia con il semplice prelievo di sangue a digiuno;
  2. RIDOTTA TOLLERANZA AL GLUCOSIO: si valuta tramite curva da carico di glucosio e si evidenzia in caso di glicemia a 120 minuti compresa tra 140-199 mg/dL.

A completezza di informazione, si parla di pre-diabete anche nel caso di riscontro di emoglobina glicata (Hb glicata) compresa tra 42-48 mmol/mol

Come si può intuire, le prime due condizioni segnalano rispettivamente un’alterazione della glicemia a digiuno e della risposta glicemica dopo stimolo (in questo caso, per l’esame si utilizza il glucosio) e pertanto possono comparire isolatamente o essere co-presenti.

La valutazione di queste iniziali alterazioni del metabolismo glucidico prevede pertanto il dosaggio periodico della glicemia plasmatica a digiuno e/o della Hb glicata e nei soggetti risultati positivi per ‘pre-diabete’ si completa con l’esecuzione della curva da carico di glucosio allo scopo di escludere la presenza di diabete fino ad allora misconosciuto, in particolare in presenza di altri fattori di rischio di diabete (obesità, familiarità per diabete, etc)

 

Il pre-diabete porta sempre al diabete di tipo 2?

Il riscontro di una o di entrambe le condizioni sopraesposte, rappresenta un più elevato rischio di sviluppo futuro di diabete di tipo 2 ma iI termine pre-diabete non andrebbe utilizzato per indicarle, dal momento che sembra implicitamente lasciare intendere che il passaggio al diabete tipo 2 sia obbligato; in realtà, si tratta di due condizioni che proprio a differenza del diabete conclamato, possono in taluni casi essere reversibili.

 

Perché è molto importante scoprire se si è a rischio per il diabete tipo 2?

È stato ampiamente dimostrato che se si iniziano a controllare i valori di iperglicemia sin dalla fase iniziale di pre-diabete, si può ritardare o addirittura prevenire l’insorgenza del diabete mellito di tipo 2. Inoltre, nella fase di pre-diabete si possono già prevenire la possibili complicanze del diabete, che sono il vero problema di questa malattia. I danni a lungo termine, soprattutto al cuore e al sistema circolatorio, si avviano già in questa fase, in modo subdolo e silenzioso.

Di sicuro, vale la pena di farlo per mantenere la propria salute il più a lungo possibile, non credete?

 

Che cosa occorre fare in caso di scoperta di “pre-diabete”?

Occorre in tal caso agire sulla causa che determina il rialzo dei valori glicemici (e che è la stessa che porta al diabete di tipo 2) e che è rappresentata nella maggior parte dei casi dall’eccesso di peso. La terapia del pre-diabete consiste nel modificare lo stile di vita tramite un’alimentazione corretta e bilanciata, sempre associata a un’ attività fisica regolare, volte al calo ponderale. Utile in tal senso consultare un dietologo o un nutrizionista qualificati. È utile controllare regolarmente il peso corporeo e i valori della pressione arteriosa. Sono consigli che valgono per tutti, per garantirsi una buona qualità di vita. Il vostro medico vi fornirà tutte le raccomandazioni adeguate e personalizzate alle vostre specifiche necessità. Perché siano efficaci, è importante seguirle in modo scrupoloso. È in gioco la salute futura di ciascuno.

 

 

 

Fonte

AMD / SID (Associazione Medici Diabetologi / Società Italiana di Diabetologia)
Standard italiani per la cura del diabete mellito, giugno 2016

 

 

Potrebbero interessarti