Troppo testosterone fa male al cuore? Secondo il parere dell’EMA i benefici sono maggiori dei rischi

L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha da poco emanato un comunicato in cui ritiene che non esistano correlazioni tra testosterone e infarto, anche nei soggetti diabetici. Lo dichiara in una recente intervista il dr. Maggi della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) che ha di recente messo a punto uno studio in cui si dimostra l’assenza di un legame di significato clinico tra l’assunzione dell’ormone testosterone, e l’insorgenza di eventi cardiovascolari. 


“Il testosterone è un ormone importante e, come molti altri ormoni va somministrato in coloro che ne sono carenti. A chi manca l’insulina (diabete) si somministra l’insulina. A chi mancano gli ormoni tiroidei (ipotiroidismo) si prescrivono ormoni tiroidei. Perché non dare testosterone a chi ne è carente?” ha affermato il dr. Maggi.

Il parere dell’EMA
Il Comitato di Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza dell’EMA (PRAC) ha completato a livello dell’UE la revisione dei medicinali contenenti testosterone a seguito di problematiche relative a gravi effetti avversi sul cuore e sui vasi sanguigni, compreso l’attacco di cuore.

La revisione del PRAC non ha trovato evidenze coerenti del fatto che l’uso di testosterone negli uomini che non producono abbastanza testosterone (una condizione nota come ipogonadismo) aumenti il rischio di problemi cardiaci.

Il comitato ha ritenuto che i benefici del testosterone continuano a superare i rischi, ma ha raccomandato che i medicinali contenenti testosterone debbano essere usati solo quando la mancanza di testosterone è stata confermata da segni e sintomi, nonché da prove di laboratorio.

Leggi l’intervista al dr. Maggi della SIAMS »
Raccomandazioni PRAC su medicinali contenenti testosterone (10/10/2014) »

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