Troppo testosterone fa male al cuore? Secondo il parere dell’EMA i benefici sono maggiori dei rischi

L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha da poco emanato un comunicato in cui ritiene che non esistano correlazioni tra testosterone e infarto, anche nei soggetti diabetici. Lo dichiara in una recente intervista il dr. Maggi della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) che ha di recente messo a punto uno studio in cui si dimostra l’assenza di un legame di significato clinico tra l’assunzione dell’ormone testosterone, e l’insorgenza di eventi cardiovascolari. 


“Il testosterone è un ormone importante e, come molti altri ormoni va somministrato in coloro che ne sono carenti. A chi manca l’insulina (diabete) si somministra l’insulina. A chi mancano gli ormoni tiroidei (ipotiroidismo) si prescrivono ormoni tiroidei. Perché non dare testosterone a chi ne è carente?” ha affermato il dr. Maggi.

Il parere dell’EMA
Il Comitato di Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza dell’EMA (PRAC) ha completato a livello dell’UE la revisione dei medicinali contenenti testosterone a seguito di problematiche relative a gravi effetti avversi sul cuore e sui vasi sanguigni, compreso l’attacco di cuore.

La revisione del PRAC non ha trovato evidenze coerenti del fatto che l’uso di testosterone negli uomini che non producono abbastanza testosterone (una condizione nota come ipogonadismo) aumenti il rischio di problemi cardiaci.

Il comitato ha ritenuto che i benefici del testosterone continuano a superare i rischi, ma ha raccomandato che i medicinali contenenti testosterone debbano essere usati solo quando la mancanza di testosterone è stata confermata da segni e sintomi, nonché da prove di laboratorio.

Leggi l’intervista al dr. Maggi della SIAMS »
Raccomandazioni PRAC su medicinali contenenti testosterone (10/10/2014) »

Potrebbero interessarti

  • 29 aprile 201811th Italian Diabetes & Obesity Barometer ReportPresentato a Roma il 17 aprile 2018, il Rapporto Annuale della Fondazione IBDO fotografa la situazione italiana, con un focus particolare sulle singole regioni, di diabete tipo 2 e obesità (diabesità), due patologie in crescita che molto spesso si associano nella stessa persona, aumentando notevolmente i rischi di ulteriori comorbidità, riduzione della qualità e dell’aspettativa di […] Posted in Italia
  • 19 maggio 2018Terapia diabete tipo 2: le novità degli Standard di Cura, Revisione 2018Il nuovo algoritmo per il trattamento del diabete tipo 2, proposto negli Standard di cura 2018, vede ancora ben salda in pole position la metformina, farmaco di prima scelta nel trattamento del diabete di tipo 2 in tutti gli stadi e finché possibile. Qualora la monoterapia con metformina non fosse sufficiente a ottenere o mantenere un buon controllo metabolico, è necessario associare […] Posted in Terapia
  • 30 aprile 2018L’impatto del diabete in Italia3,27 milioni di persone dichiarano di avere il diabete, ovvero 1 persona su 18 (5,4%) e 1 persona su 6 se consideriamo gli anziani di 65 anni e oltre; 1 milione sono le persone che non sanno di avere il diabete; 4 milioni sono le persone ad alto rischio di sviluppare il diabete; su 10 persone con diabete, il 40% ha più di 75 anni; 400.000 le persone con diabete che hanno avuto un […] Posted in Italia