Associazioni di pazienti e società scientifiche chiedono che la terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica per i pazienti con Malattia Renale Cronica sia garantita in modo uniforme in tutta Italia. Solo Lombardia e Basilicata rimborsano completamente gli alimenti aproteici necessari per ritardare la dialisi.
Una terapia nutrizionale fondamentale per ritardare la dialisi
In occasione della Giornata Mondiale del Rene, il 12 marzo 2026 associazioni di pazienti e società scientifiche lanciano un appello alle istituzioni affinché venga garantito su tutto il territorio nazionale un accesso equo alla terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica, parte essenziale del percorso di cura nelle fasi avanzate della Malattia Renale Cronica.
Secondo gli esperti, circa 20.000 pazienti italiani necessitano di questa terapia alimentare specifica, che prevede il consumo di circa 12 chilogrammi al mese di alimenti aproteici. Tuttavia, nella maggior parte delle Regioni i tetti di spesa per il rimborso consentono di acquistare poco più di 5 chili di prodotti, costringendo molti pazienti a sostenere costi di tasca propria o a rinunciare a parte della terapia.
Solo Lombardia e Basilicata garantiscono il rimborso dell’intero quantitativo necessario.
A sollevare il problema sono diverse realtà impegnate nel campo della nefrologia e della nutrizione clinica: il Forum Nazionale delle Associazioni di Nefropatici, Trapiantati d’Organo e di Volontariato, l’Associazione Malati di Reni, la Fondazione Italiana del Rene (FIR), l’Associazione Scientifica Alimentazione Nutrizione e Dietetica (ASAND) e la Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI).
Queste organizzazioni, riunite in un tavolo di lavoro multidisciplinare, chiedono che l’accesso alla terapia dietetico-nutrizionale (TDN) ipoproteica sia garantito in modo uniforme in tutto il Paese. La task force ha già presentato in Senato, nel novembre scorso, il primo Manifesto per l’equità nell’accesso alla Terapia Dietetica Nutrizionale ipoproteica.
Malattia Renale Cronica: oltre 4 milioni di italiani coinvolti
“La Giornata Mondiale del Rene richiama l’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali sulle necessità delle persone con Malattia Renale Cronica”, afferma il Senatore Ignazio Zullo, promotore in Senato della presentazione ufficiale del Manifesto.
“Garantire un accesso omogeneo alle cure su tutto il territorio nazionale significa includere pienamente anche la terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica, che rappresenta un elemento rilevante nel percorso assistenziale di questi pazienti. Il confronto avviato nei mesi scorsi prosegue con l’obiettivo di individuare, insieme a pazienti, professionisti sanitari e decisori pubblici, soluzioni sostenibili che consentano di ottimizzare le risorse disponibili e rafforzare l’equità del nostro Servizio sanitario”.
In Italia, sottolinea Massimo Morosetti, Presidente della Fondazione Italiana del Rene (FIR), la Malattia Renale Cronica interessa oltre quattro milioni di persone e ha un impatto rilevante non solo dal punto di vista clinico ma anche sociale ed economico.
Questo perché la patologia è frequentemente associata a diabete e malattie cardiovascolari, condizioni molto diffuse nella popolazione.
Dieta ipoproteica: perché è una vera terapia
Negli stadi avanzati della Malattia Renale Cronica, la dieta ipoproteica rappresenta una vera e propria terapia, spesso affiancata al trattamento farmacologico.
“Questo regime alimentare permette di mantenere l’organismo in condizioni ottimali, evitando uno stato tossico, e di ritardare l’ingresso in dialisi”, spiega Morosetti.
Attualmente la seguono circa 20.000 pazienti italiani. Il costo complessivo di questa terapia nutrizionale è stimato in circa 32 milioni di euro all’anno, ma oltre 8 milioni restano ancora a carico diretto dei cittadini, pari al 27% della spesa totale.
Le richieste delle associazioni: rimborso basato sui reali bisogni dei pazienti
Secondo Leonardo Loche, Presidente del Forum Nazionale delle Associazioni di Nefropatici, Trapiantati d’Organo e di Volontariato e dell’Associazione Malati di Reni APS, le richieste avanzate nel Manifesto restano pienamente attuali.
“In occasione della Giornata Mondiale del Rene ribadiamo alcune richieste essenziali”, spiega. In particolare, le associazioni chiedono di:
- valorizzare il canale distributivo della farmacia territoriale, che semplifica l’accesso ai prodotti aproteici rispetto alla distribuzione ospedaliera;
- adottare un modello di rimborsabilità basato sul piano terapeutico e sui quantitativi realmente necessari, e non su tetti economici prefissati.
Questo approccio consentirebbe ai pazienti di seguire una dieta completa, varia ed equilibrata, con la possibilità di scegliere tra una gamma più ampia di prodotti.
Il ruolo centrale del/della dietista nella gestione della terapia nutrizionale
“La terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica si basa su un apporto controllato di proteine ed è personalizzata in base alle condizioni cliniche del paziente”, spiega Ersilia Troiano, Presidente ASAND.
La dieta può essere supportata dall’utilizzo di alimenti aproteici, che permettono di mantenere una dieta varia ed equilibrata dal punto di vista nutrizionale.
In questo contesto, il/la dietista svolge un ruolo fondamentale: accompagna il paziente nella gestione quotidiana del regime alimentare, migliorando l’aderenza alla terapia e contribuendo a ottenere risultati clinici più favorevoli.
“La dieta ipoproteica è quindi una parte integrante del percorso di cura dell’insufficienza renale cronica, all’interno di un approccio multidisciplinare coordinato e sostenibile”, sostiene Troiano.
Le difficoltà quotidiane dei pazienti
Per chi vive con una Malattia Renale Cronica, la dieta ipoproteica rappresenta una vera e propria terapia quotidiana.
“Quando si parla di dieta ipoproteica si parla della nostra quotidianità”, racconta Cristina Paraskevas, componente del direttivo dell’Associazione Malati di Reni.
“È una terapia che scandisce ogni giornata, dalla spesa alla preparazione dei pasti”.
Le attuali differenze regionali nella copertura dei prodotti aproteici comportano difficoltà concrete: nella maggior parte delle Regioni, i tetti di spesa non coprono il fabbisogno reale e molti pazienti devono pagare di tasca propria fino a 50 euro al mese per seguire correttamente la prescrizione.
“Per molte famiglie è una cifra significativa, considerando che si tratta di una patologia cronica. In alternativa, c’è chi rinuncia a parte degli alimenti necessari, con il rischio di compromettere l’aderenza alla terapia” conclude Paraskevas.
Il contributo delle farmacie nella presa in carico dei pazienti
La presenza capillare delle farmacie sul territorio rappresenta un importante punto di riferimento per i pazienti cronici.
“Il ruolo dei farmacisti favorisce accesso alle cure, continuità terapeutica e supporto ai pazienti”, sottolinea Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI).
Integrare pienamente il farmacista nel percorso assistenziale – in collaborazione con medici di medicina generale, nefrologi e dietisti – significa rafforzare un modello di presa in carico centrato sulla persona.
“L’esperienza della Lombardia, dove la terapia dietetico-nutrizionale viene dispensata attraverso le farmacie, dimostra che è possibile coniugare equità, appropriatezza e qualità di vita”, sostiene Mandelli.
Terapia ipoproteica: benefici anche per la sostenibilità del Servizio Sanitario
Anche dal punto di vista economico, la terapia nutrizionale ipoproteica rappresenta una scelta vantaggiosa per il Servizio Sanitario Nazionale.
“Le analisi di farmacoeconomia evidenziano che questa terapia produce effetti positivi sulla salute dei pazienti e rappresenta anche una scelta sostenibile”, spiega Luigi Cimmino Caserta, MD Manager Public & Government Affairs NewPrinces – Aproten.
La spesa annua per l’utilizzo di prodotti ipoproteici è infatti stimata tra 2.500 e 3.000 euro per paziente, mentre il trattamento dialitico comporta un costo di circa 45.000-50.000 euro all’anno.
Per questo motivo l’azienda continuerà a investire nello sviluppo di questa opportunità terapeutica, innovando l’offerta per rispondere alle esigenze dei pazienti.
“In futuro sarà fondamentale garantire soluzioni efficaci anche a chi convive con comorbidità significative, come il diabete”, conclude Cimmino Caserta.
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References
- Fondazione Italiana del Rene (FIR) »
- Le attività di FIR per la Giornata Mondiale del Rene »
- World Kidney Day 2026
La Giornata Mondiale del Rene è una campagna di sensibilizzazione globale volta ad aumentare la consapevolezza dell’importanza dei nostri reni.
https://www.worldkidneyday.org/translations/italian




