Un virus “sentinella” dell’immunità nel diabete: dallo studio pisano nuove prospettive per il monitoraggio clinico

Un virus “sentinella” dell’immunità nel diabete: dallo studio pisano nuove prospettive per il monitoraggio clinico

Un virus apparentemente innocuo, presente nel sangue della maggior parte delle persone, potrebbe trasformarsi in uno strumento utile per valutare lo stato di salute dei pazienti con diabete. È quanto emerge da uno studio multicentrico coordinato dall’Università di Pisa e pubblicato su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature.

La ricerca, guidata da Giuseppe Daniele dell’Unità Operativa di Malattie metaboliche e diabetologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup), diretta da Giuseppe Penno – entrambi professori associati di Endocrinologia – è stata condotta in collaborazione con il team di Virologia dell’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma.

Al centro dello studio c’è il Torque Teno Virus (TTV), un virus estremamente diffuso nel viroma umano e privo di effetti patogeni noti. La sua particolarità risiede nel fatto che la sua replicazione è strettamente legata all’efficienza del sistema immunitario dell’ospite, rendendolo un potenziale indicatore biologico dello stato immunitario.

Analizzando una coorte di 485 individui adulti, i ricercatori hanno osservato che la presenza del TTV è significativamente più elevata nelle persone con diabete (73.8% DT1; 79% DT2) rispetto ai soggetti sani (69%). Un dato che suggerisce una possibile relazione tra infezione virale “silente” e alterazioni metaboliche.

Uno degli aspetti più interessanti emersi dallo studio riguarda quello che gli autori definiscono un “paradosso di direzionalità”. Nei pazienti con diabete di tipo 2, infatti, i livelli del virus tendono a ridursi in modo marcato nei casi di obesità severa o di scarso controllo glicemico, definito da valori di emoglobina glicata (HbA1c) pari o superiori all’8%.

Questo fenomeno potrebbe essere spiegato dallo stato di infiammazione cronica tipico del diabete non compensato, che sembrerebbe attivare una risposta immunitaria più aggressiva nei confronti del virus, portando a una riduzione della sua carica nel sangue.

Un ulteriore elemento di rilievo riguarda l’impatto delle terapie farmacologiche. Lo studio ha evidenziato che l’uso di alcuni farmaci antidiabetici, in particolare gli inibitori della DPP-IV, è associato a una maggiore presenza del TTV. Questo dato apre nuovi scenari nella comprensione delle interazioni tra trattamento del diabete e sistema immunitario.

Nel complesso, i risultati ottenuti pongono le basi per considerare il TTV come un biomarcatore dinamico, una sorta di “termometro” capace di riflettere l’equilibrio immunometabolico nei pazienti con diabete. Un approccio che potrebbe contribuire a una gestione sempre più personalizzata della malattia.

Tra gli autori dello studio figura anche Daniele Focosi dell’Officina trasfusionale Area vasta nord ovest dell’Aoup, insieme a ricercatori provenienti da diverse istituzioni italiane e internazionali, tra cui il Policlinico Gemelli di Roma, l’Università dell’Insubria di Varese, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Istituto di Fisiologia clinica e l’Istituto di Neuroscienze del Cnr, oltre agli Ospedali universitari di Atene e di Turku.

References

Pietro Giorgio Spezia, et al – Metabolic determinants of torque teno virus load across the diabetes spectrum: insights from a cross-sectional analysisSci Rep 2026 Apr 10. Online ahead of print.

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