Il Tribunale annulla la nomina della SID, Società Italiana di Diabetologia nella quota destinata per legge a fondazioni e associazioni di pazienti.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, con una sentenza pubblicata il 17 aprile 2026, ha dato ragione alla Fondazione Italiana Diabete ETS accogliendo il ricorso presentato contro il Decreto del Ministero della Salute del 26 settembre 2024 che istituiva l’Osservatorio nazionale sul diabete di tipo 1 e sulla celiachia.
Nel dettaglio, i giudici amministrativi hanno disposto l’annullamento del decreto limitatamente alla parte in cui veniva inserita la Presidente della Società Italiana di Diabetologia e delle Malattie del Metabolismo (SID) tra i membri dell’Osservatorio all’interno della quota riservata dalla legge alle associazioni rappresentative delle persone con diabete di tipo 1 e celiachia, dei loro familiari, e alle fondazioni di rilevanza nazionale attive in questo ambito, anche ai sensi del titolo VII del Codice del Terzo settore (decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117).
Alla base della decisione, il TAR Lazio ha richiamato l’interpretazione letterale della norma: la SID, in quanto società scientifica composta da professionisti sanitari e orientata alla ricerca, non può essere assimilata né a un’associazione di pazienti né a una fondazione rientrante tra quelle previste dalla legge.
Il Collegio ha inoltre chiarito che, in presenza di una formulazione normativa chiara, non è possibile estendere l’ambito dei soggetti coinvolti attraverso interpretazioni funzionali. Anche perché la componente medica risulta già rappresentata all’interno dell’Osservatorio, come stabilito dalla stessa normativa istitutiva, che le assegna uno spazio dedicato.
“Questa sentenza ristabilisce un principio di grande importanza – afferma Nicola Zeni, Presidente della Fondazione Italiana Diabete -. In sanità, e in particolare nel diabete, il ruolo delle persone che convivono con la malattia e delle loro famiglie, insieme al Terzo settore che le rappresenta, deve essere riconosciuto senza ambiguità. Il legislatore aveva già indicato con chiarezza quali soggetti dovessero rappresentare queste istanze all’interno dell’Osservatorio”.
“Accogliamo quindi con soddisfazione la decisione del TAR, che riafferma la centralità delle associazioni e delle fondazioni dei pazienti, impegnate nella ricerca e nell’assistenza” continua Zeni.
Ribadiamo un principio essenziale: niente su di noi, senza di noi. Le persone con patologia devono essere coinvolte in ogni processo decisionale che le riguarda.
“L’Osservatorio, inoltre, non è ancora operativo, poiché dovrà attendere almeno un anno dall’entrata in vigore del decreto attuativo per poter analizzare i primi dati disponibili. Ci auguriamo che questo passaggio contribuisca ad accelerare il percorso di attuazione della Legge 130” conclude Nicola Zeni.




