Il breath test per la diagnosi di intolleranza al Lattosio - Diabete.com

Il breath test per la diagnosi di intolleranza al Lattosio

Con la consulenza del dr. Danilo Cariolo, Biologo Nutrizionista, Milano**

 

Il breath test o test del respiro, misura l’anidride carbonica emessa con il respiro. Questo test viene usato per la diagnosi di intolleranza al lattosio, al fruttosio e al sorbitolo. L’intolleranza al lattosio è la condizione che si verifica quando l’organismo non riesce a digerire completamente il lattosio, lo zucchero presente nel latte e nei suoi derivati.

In generale, in ambito gastroenterologico, il breath test consente di individuare alterazioni che causano sintomi come flatulenza, meteorismo, diarrea, distensione e crampi addominali.

 

Il breath test al lattosio è un esame del respiro indicato per la diagnosi di intolleranza allo zucchero contenuto nel latte o nei suoi derivati. Se il paziente non possiede l’enzima lattasi, il cui compito è scindere il lattosio in zuccheri più semplici, il lattosio “ristagnerà” nel suo organismo e, invece di essere assorbito, scatenerà la produzione di gas. Si ricerca in particolare il picco di idrogeno nell’aria espirata, la cui presenza è spia di fermentazione intestinale dello zucchero non assorbito, da parte della flora batterica del colon.

 

La preparazione all’esame

Nei 10 giorni precedenti l’esecuzione del test, il paziente non deve assumere antibiotici, lassativi né fermenti lattici o probiotici o yogurt. È possibile continuare con i farmaci “salvavita”.
Il giorno precedente l’esame il paziente non deve assumere fibre (pane, pasta, frutta e verdura), né bevande gassate e seguire scrupolosamente le seguenti istruzioni alimentari:

COLAZIONE: 1 bicchiere di tè
PRANZO: un piatto di riso bollito condito con poco olio entro le ore 14.30, successivamente astenersi da pasti intermedi.
CENA: una bistecca ai ferri o pesce lesso

In caso di dieta vegetariana, mangiare anche alla sera riso bollito condito con poco olio. Dalle ore 21.00 osservare un digiuno completo e bere solo acqua non gassata.

ll giorno dell’esame rimanere a digiuno, non fumare né fare sforzi fisici di alcun tipo (molto importante).
Lavare accuratamente i denti con spazzolino e dentifricio e successivamente eseguire pulizia del cavo orale con collutorio.

E’ inoltre sconsigliato sottoporsi all’esame qualora si manifestasse diarrea.

 

L’esecuzione del test

L’esecuzione del test del respiro è semplice, non invasiva, indolore e priva di rischi.
Il paziente deve rimanere in ambulatorio durante tutta la durata dell’esame.

Il breath test è un test affidabile ma che richiede molto tempo (4 ore) per essere eseguito.

Il breath test al lattosio va fatto la mattina, a digiuno da almeno 8 ore. Il paziente dovrà assumere una soluzione (da 20 a 40 g) di lattosio e acqua e poi soffiare in una cannula ogni 30 minuti, ripetendo l’operazione per nove volte. La raccolta viene fatta sia prima che dopo l’ingestione di questo zucchero.

 

 

References

AILI – Associazione Italiana Latto-Intolleranti

– Deng Y, Misselwitz B, Dai N, Fox M – Lactose Intolerance in Adults: Biological Mechanism and Dietary Management. Nutrients 2015 Sep 18;7(9):8020-35

– Di Rienzo T et al – Lactose intolerance: from diagnosis to correct management. Eur Rev Med Pharmacol Sci 2013;17 Suppl 2:18-25. Review

– Law D, Conklin J, Pimentel M – Lactose intolerance and the role of the lactose breath test. Am J Gastroenterol 2010 Aug;105(8):1726-8

 

 

** Il Dr. Danilo Cariolo ha conseguito la Laurea in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Parma. Ha frequentato per due anni il Dottorato in Biologia Cellulare e Molecolare dell’Università dell’Insubria. Iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi. Il Dott. Cariolo ha arricchito la propria formazione frequentando corsi di aggiornamento professionale rientranti nella formazione continua in medicina (ECM) nell’ambito della nutrizione e alimentazione umana.
Ha condotto attività di ricerca, prima presso il dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare dell’Università degli Studi di Parma e, in seguito, presso la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor (Ospedale San Raffaele Milano). È stato docente presso Accademia Avvenire srl.
Ha collaborato e collabora come consulente nutrizionista in numerosi progetti di rilevanza nazionale e per alcuni portali web quali, ad esempio, diabete.com.
Ha realizzato progetti e corsi per scuole e centri medici mirati all’educazione alimentare.
Partecipa sistematicamente a Congressi Nazionali ed eventi inerenti la disciplina di sua competenza.

 

 

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