Cicli di elettrostimolazioni per la neuropatia dolorosa - Diabete.com

Cicli di elettrostimolazioni per la neuropatia dolorosa

Con la Consulenza del dr. Matteo Monami**, direttore dell’Unità Piede Diabetico, Ospedale Careggi, Firenze

 

La neuropatia dolorosa è una forma – per fortuna rara – che a volte ha difficoltà a rispondere ai farmaci classici che vengono utilizzati per controllare i sintomi neuropatici. Il dr. Matteo Monami, geriatra e direttore dell’Unità Piede Diabetico dell’AOU Careggi di Firenze, ci spiega come funzionano i cicli ripetuti di elettrostimolazioni che possono essere d’aiuto nel trattamento della neuropatia dolorosa e anche in altri tipi di dolori. È in avvio uno studio clinico per valutarne l’utilità anche nelle ulcere che fanno fatica a guarire.

 

La metodica

Le elettrostimolazioni – metodica già molto conosciuta per altri utilizzi – serve per dare piccole “scosse elettriche” a livello delle terminazioni nervoseDiabete.com - Neuropatia dolorosa e cicli di elettrostimolazioni dei nervi periferici che conducono la sensibilità nervosa e conducono anche – attraverso le cosiddette “fibre C” la sensazione dolorifica; l’obiettivo è quello di cercare di demodulare la loro attività. Mi spiego meglio. Queste piccole scosse elettriche riducono – o meglio – modulano l’attività neuronale, quindi la sensazione dolorifica che avverte il paziente – a causa della neuropatia diabetica dolorosa – viene smorzata da cicli ripetuti di elettrostimolazioni.”

 

La frequenza ciclica delle elettrostimolazioni

“Il paziente viene abitualmente nel nostro Centro per un ciclo di 10-12 applicazioni che possono anche essere ripetute a distanza di 1 mese – 1 mese e mezzo e che servono – in cronico – a ridurre la sensazione dolorifica dovuta alla neuropatia diabetica dolorosa.”

 

In studio l’applicazione anche nelle lesioni ulcerative del piede diabetico

“Non c’è soltanto la neuropatia dolorosa che possiamo trattare con questa metodica ma anche altri tipi di dolore, per esempio dolori neuroischemici quindi dovuti anche a una cattiva irrorazione sanguigna agli arti inferiori. In questo Centro stiamo anche cercando di studiare – con una vera e propria sperimentazione clinica – la possibilità che questa metodica possa dare un kick off, un calcio d’inizio, cioè una spinta a quelle ulcere recalcitranti che hanno maggiore difficoltà a guarire, magari perché – nonostante sia stata fatta l’angioplastica, siano stati dati gli antibiotici in caso di infezione, etc – la cattiva perfusione di sangue a livello locale ne impedisce la completa guarigione oppure la ritarda. Forse, al momento dico ancora forse, questa elettrostimolazione – che coinvolge anche il microcircolo potrebbe dare un aiuto nella guarigione di lesioni che perdurano da settimane se non addirittura da mesi senza mostrare alcun segno di miglioramento e/o guarigione.”

“Dai primi dati ottenuti – relativi ai primi 60 pazienti – questa metodica di elettrostimolazione neuroperiferica sembra realmente avere un’efficacia. Stiamo avviando uno studio clinico (trial clinico) con due bracci di trattamento randomizzato, uno composto da pazienti che fanno questa metodica, l’altro con pazienti che non la seguono con allocazione casuale a un braccio o all’altro per mantenere il rigore scientifico dello studio; alla fine di questa sperimentazione potremo dire se – oltre a combattere il dolore – e questo effetto è ampiamente documentato e attestato – questa metodica può essere d’aiuto anche nella guarigione delle lesioni ulcerative del piede diabetico.”

 

GUARDA IL VIDEO →Cicli di elettrostimolazioni per la neuropatia dolorosa” nella pagina YT di diabete.com girato prima dell’emergenza Covid-19

 

** Il dr. Matteo Monami è responsabile dell’Unità Piede Diabetico dell’ Ospedale Careggi a Firenze. Questa Unità afferisce al Dipartimento Medico-Geriatrico e gestisce i percorsi di diagnosi e cura del piede diabetico e delle sue complicanze in ottica multidisciplinare e di rete che comprende le strutture di secondo livello AOUC, lo specialista territoriale e il MMG del paziente, con le seguenti funzioni:
– migliorare il percorso diagnostico terapeutico assistenziale del paziente con piede diabetico in tutte le sue fasi, dalla presa in carico alla riabilitazione e al follow up;
– promuovere l’integrazione di tutti professionisti chiamati a operare nei PDTA del piede diabetico;
– erogare prestazioni di elevata complessità per i pazienti dell’Area Vasta.

 

 

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