Diabete: come e quando usare il diario alimentare

Diabete: come e quando usare il diario alimentare

Con la consulenza del Dr. Danilo Cariolo*

Il diario alimentare è uno strumento molto utile per monitorare e capire le abitudini e i comportamenti alimentari di una persona – sia per il professionista della salute sia per il paziente stesso che spesso non si rende conto delle proprie cattive abitudini a tavola. Viene usato in diversi ambiti collegati alla nutrizione, per esempio in caso di diabete e/od obesità.

Il diario alimentare è utile per:

  • calcolare o verificare il proprio rapporto Insulina:Carboidrati (rapporto I:CHO);
  • conoscere la propria reazione glicemica a ogni alimento;
  • capire come le diverse variabili influenzano la glicemia (stress, sport, ciclo etc) nei diversi momenti della giornata e della vita stessa.

Com’è fatto un diario alimentare per la persona con diabete?

Il diario alimentare è un vero e proprio diario in cui il paziente annota ogni giorno a ogni pasto tutto ciò che mangia o beve e in quali condizioni (in cucina, in sala, con la tavola apparecchiata in modo frugale o meno, in solitudine o in compagnia, orario etc), senza dimenticare l’attività fisica svolta (che dovrebbe essere per tutti di moderata intensità ma regolare) e la sua durata.

  • Per la persona con diabete, in particolare per chi ha una diagnosi recente di diabete e deve ancora elaborare la malattia e per chi fa la conta dei carboidrati (diabete tipo 1 e diabete tipo 2 in terapia insulinica) per migliorare la somministrazione delle giuste unità di insulina, usare uno strumento come il diario alimentare, è un’ottima abitudine che aiuta ad impostare la conta dei carboidrati, ed è utile per la gestione quotidiana della malattia e della terapia più adeguata. Tutto ciò a patto di compilarne con precisione ogni sua parte. Il diario alimentare aiuta ad avere un quadro generale della situazione di ciascuna persona affetta da diabete.
  • Il diario alimentare per la persona con diabete, va fatto per un arco di tempo di almeno una settimana (7 giorni), ovviamente meglio un periodo più lungo, in modo da includere anche i weekend, durante cui le abitudini alimentari possono essere diverse per orari, durata, qualità/quantità del cibo, luogo dove si consuma il pasto, compagnia etc.
  • Bisogna sempre registrare:
    • la data;
    • l’orario dei pasti, includendo anche gli spuntini, quantità degli alimenti che si consumano per ogni pasto (in grammi, pesati a crudo);
    • i carboidrati contenuti (il punteggio totale o dei singoli alimenti calcolati con un’app o con libriccino fornito dalla propria Diabetologia di riferimento);
    • la glicemia prima del pasto (glicemia pre-prandiale) e la glicemia post-prandiale, a due ore dopo il pasto (chi ha il microinfusore è facilitato altrimenti occorre fare diverse misurazioni capillari durante la compilazione del diario);
    • quante unità (U) di insulina si fanno ad ogni pasto;
    • gli eventuali episodi di ipoglicemia e/o iperglicemia e come sono stati corretti (per esempio, alle 3 di notte ho avuto un’ipo (glicemia a 48) e ho mangiato un biscotto e bevuto un succo di frutta). Anche eventuali ipercorrezioni vanno riportate in modo da avere un quadro realistico.

Durante la visita, dall’analisi del diario alimentare – quando compilato in modo preciso – si decideranno le possibili strategie terapeutiche, insieme al proprio team diabetologico o al nutrizionista. Per questo è importante essere sinceri; il diario non serve per dare un giudizio ma per fornire delle raccomandazioni quante più mirate e precise possibili alle reali esigenze del singolo caso.

  • Nel proprio diario alimentare, occorre prevedere anche uno spazio per le note ove inserire tutti i fattori che a vostro avviso hanno influito sulla glicemia, quindi:
    • attività fisica (tipologia, orario, durata, intensità);
    • eventi stressanti (litigio con il partner, problemi al lavoro, esame, incidente, etc) perché è ben noto come anche l’adrenalina che si libera con lo stress aumenti la glicemia;
    • malattie e assunzione di farmaci (tipologia, durata, etc);
    • periodo del ciclo mestruale (durante i giorni che lo precedono, le glicemie sono in genere più alte; durante le mestruazioni, le glicemie tendono a essere più basse). Anche per monitorare il ciclo, si può scaricare un’applicazione e poi riportare i dati nel diario oppure basta notare in che periodo ci si trova durante la sua compilazione.

Il diario alimentare è utile anche nella persona con diabete tipo 2?

  • Certamente SI. Il diario alimentare è utile anche nella persona con diabete tipo 2 non in terapia con insulina che quindi non effettua la conta dei carboidrati. Questo perché un diario fatto bene, compilato con precisione (e sincerità!!!) e portato o fatto vedere per via telematica al proprio diabetologo o nutrizionista, consente al professionista di darvi consigli adeguati alla vostra situazione reale, correggere eventuali errori difficili da individuare da soli (per esempio sostituzioni o associazioni sbagliate) e – cosa molto importante – se alcuni alimenti che si consumano magari abitualmente tendono ad alzare troppo la glicemia. Consiglio sempre ai miei pazienti di portare alle visite il proprio diario alimentare.

Cosa cambia per la persona con obesità associata o meno al diabete?

  • Per la persona che soffre anche di obesità (o solo di obesità che rappresenta un fattore di alto rischio di diabete tipo 2), il diario alimentare contiene anche una o più colonne in cui annotare pensieri ed emozioni correlati al pasto oppure al consumo di uno o più alimenti particolari, che possono andare dalla sensazione di avere esagerato al senso di colpa oppure, molto spesso, alla necessità di conforto che il soggetto cerca in quel cibo, un tentativo di riempire un vuoto affettivo con il cibo. In questo caso il diario alimentare diventa uno strumento utilissimo anche per diventare più consapevoli verso la propria dipendenza dal cibo.
    Uno spazio va dedicato anche alla sensazione di fame – sazietà, cioè si chiede al paziente di registrare se ha fame prima del pasto e se e quando, dopo aver mangiato, percepisce una sensazione di sazietà, eccessiva o meno oppure fa fatica a percepirla.

Dove posso trovare un esempio di diario alimentare?

In rete si possono trovare moltissimi esempi. Di seguito, puoi scaricare quello che viene consegnato al Centro per le Malattie Endocrine e Metaboliche diretto dal Prof. Andrea Giaccari, Team Diabete presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, UOC Endocrinologia e Diabetologia.

SCARICA L’ESEMPIO DI DIARIO ALIMENTARE »

mySugr – Diario per il diabete

L’app mySugr è specializzata nella gestione del diabete con l’obiettivo di alleviare il carico quotidiano che grava sulle persone che ne sono affette. Le sue app e i servizi combinano coaching, gestione della terapia, strisce reattive illimitate, tracciamento automatico dei dati e perfetta integrazione con un numero sempre crescente di dispositivi medici (linea . Tra le varie funzioni ha anche quella del diario alimentare.
È un app con accesso gratuito, disponibile sia per IOS che per Android. Anche in versione PRO.
È possibile scaricare l’app mySugr sul proprio smartphone dall’App Store (dispositivi iOS 10.3 o superiore) e da Google Play Store  (dispositivi Android 5.0 o superiore).

Per tutte le informazioni:
https://www.accu-chek.it/mysugr-pro-facilita-la-gestione-del-diabete-durante-lemergenza-covid-19

** Il Dr. Danilo Cariolo ha conseguito la Laurea in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Parma. Ha frequentato per due anni il Dottorato in Biologia Cellulare e Molecolare dell’Università dell’Insubria. Iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi. Il Dr. Cariolo ha arricchito la propria formazione frequentando corsi di aggiornamento professionale rientranti nella formazione continua in medicina (ECM) nell’ambito della nutrizione e alimentazione umana.
Ha condotto attività di ricerca, prima presso il dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare dell’Università degli Studi di Parma e, in seguito, presso la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor (Ospedale San Raffaele Milano). È stato docente presso Accademia Avvenire srl.
Ha collaborato e collabora come consulente nutrizionista in numerosi progetti di rilevanza nazionale e per alcuni portali web quali, ad esempio, diabete.com.
Ha realizzato progetti e corsi per scuole e centri medici mirati all’educazione alimentare.
Partecipa sistematicamente a Congressi Nazionali ed eventi inerenti la disciplina di sua competenza.

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