Diabete, FAND: «I pazienti devono essere parte attiva delle gare pubbliche per le tecnologie sanitarie»

Diabete, FAND: «I pazienti devono essere parte attiva delle gare pubbliche per le tecnologie sanitarie»

Manuela Bertaggia: «Dal prezzo al valore, la qualità della vita deve entrare nei criteri di scelta». A Cagliari il confronto sul procurement sanitario ovvero l’insieme dei processi strategici e operativi con cui le strutture sanitarie pubbliche e private acquistano beni, servizi e tecnologie. Il suo obiettivo è garantire la continuità operativa, l’efficienza economica e l’innovazione, assicurando la massima qualità delle cure.

Le persone con diabete e le loro associazioni devono essere coinvolte in modo strutturato nei processi di procurement pubblico delle tecnologie sanitarie. È questo il messaggio lanciato da Manuela Bertaggia, Presidente di FAND – Associazione Italiana Diabetici, intervenuta l’11 giugno a Cagliari durante il seminario L’ottimizzazione del procurement nell’acquisto di tecnologie innovative per il diabete, appuntamento dedicato al valore delle tecnologie sanitarie e all’evoluzione delle procedure di gara nel settore diabetologico.

Nel corso del suo intervento, Bertaggia ha evidenziato come le decisioni assunte nell’ambito delle gare pubbliche abbiano un impatto diretto sulla vita quotidiana delle persone con diabete, influenzando aspetti fondamentali quali l’aderenza terapeutica, la sicurezza delle cure, la prevenzione delle complicanze e l’accesso equo all’innovazione tecnologica.

«Oggi non stiamo parlando semplicemente di acquisti o procedure amministrative – ha dichiarato la Presidente di FAND – ma della capacità del Servizio Sanitario Nazionale di rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini. Le tecnologie per il diabete hanno rivoluzionato la gestione della malattia, ma persistono ancora profonde disomogeneità territoriali nell’accesso ai dispositivi e ai servizi».

Superare la logica del prezzo

Secondo FAND, è necessario andare oltre una visione delle gare pubbliche basata esclusivamente sul criterio economico, promuovendo invece un modello di procurement orientato al valore complessivo della tecnologia.
Un approccio che consideri non soltanto l’efficacia clinica e la sostenibilità economica, ma anche elementi come la qualità della vita, la facilità d’uso dei dispositivi, i servizi accessori e l’esperienza concreta delle persone che utilizzano quotidianamente tali strumenti.
«La persona con diabete è il vero utilizzatore finale della tecnologia – ha sottolineato Bertaggia – e nessuno meglio del paziente può contribuire a valutare il valore reale di un dispositivo medico nella quotidianità».

Il ruolo delle associazioni nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici

Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato il quadro normativo introdotto dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici, che già prevede la possibilità di coinvolgere e consultare le associazioni dei pazienti nelle fasi di programmazione, definizione dei fabbisogni e monitoraggio dell’esecuzione dei contratti.
In questo contesto, FAND, insieme ad AMD e SID, propone l’introduzione della figura del “referente qualificato”, espressione della comunità dei pazienti, che possa affiancare il Direttore dell’Esecuzione del Contratto (DEC).
L’obiettivo sarebbe quello di monitorare la qualità delle forniture, i servizi accessori, la continuità assistenziale e la raccolta delle evidenze derivanti dall’esperienza diretta delle persone con diabete.

«Non un ruolo simbolico, ma una responsabilità concreta»

Per la Presidente di FAND, il coinvolgimento delle associazioni non deve limitarsi a una funzione consultiva o formale.
«Le Associazioni di pazienti – ha concluso Bertaggia – non chiedono un ruolo simbolico, ma una responsabilità operativa, concreta e qualificata».

«Se vogliamo davvero costruire un procurement basato sul valore, dobbiamo avere il coraggio di misurare quel valore nel luogo in cui nasce davvero: nella vita quotidiana delle persone».

L’incontro di Cagliari ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, professionisti sanitari, esperti del settore e rappresentanti delle associazioni dei pazienti, con l’obiettivo di promuovere modelli di gara più innovativi, trasparenti e realmente orientati ai bisogni dei cittadini e delle persone che convivono con il diabete.

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