Il digital divide, cioè il divario nelle competenze e nell’accesso agli strumenti digitali, sta diventando un vero e proprio determinante di salute. Il Barometro Patient Engagement 2025 mostra come influenzi screening, relazione medico-paziente e utilizzo dei servizi sanitari disponibili.

Patient engagement: cresce il coinvolgimento, ma non per tutti
Il coinvolgimento dei cittadini nei percorsi di cura è in aumento, ma non in modo uniforme. A frenarlo è soprattutto il digital divide, che crea nuove disuguaglianze nell’accesso alla sanità.
È quanto emerge dal Barometro del Patient Engagement 2025, un’indagine nazionale svolta da Helaglobe sulla percezione del coinvolgimento attivo dei pazienti nel proprio percorso di cura. L’indagine ha coinvolto oltre 4.200 cittadini italiani per analizzare il rapporto con il Servizio Sanitario.
Il quadro che ne deriva è chiaro: la partecipazione attiva cresce, ma resta fortemente condizionata dalla capacità di utilizzare gli strumenti digitali.
Digitalizzazione e prevenzione: chi usa il digitale aderisce di più
Uno dei dati più significativi riguarda la prevenzione.
Nel 2025 viene introdotto l’Indice di accessibilità digitale per la salute (IADS), che misura sia le competenze digitali dei cittadini sia la capacità delle strutture di coinvolgerli online. Il punteggio medio si ferma a 46 su 100, segnalando un sistema ancora poco inclusivo.
Le differenze sono evidenti:
- 89% di adesione agli screening tra cittadini con buone competenze digitali
- 71% tra chi ha difficoltà con il digitale
Un divario che dimostra come la trasformazione digitale, senza un adeguato supporto, rischi di escludere proprio le fasce più vulnerabili.
Il digital divide come determinante di salute
Non si tratta più solo di tecnologia.
Il digital divide si configura oggi come un vero e proprio determinante di salute, capace di influenzare accesso alle cure, prevenzione e qualità della vita.
Nel 2025:
- 1 persona su 4 non ha ricevuto inviti a screening
- le difficoltà digitali aumentano con l’età
- persistono forti differenze territoriali
Questi fattori contribuiscono ad ampliare le disuguaglianze già esistenti nel sistema sanitario.
Una sanità a due velocità: nativi digitali e fragili digitali
Il sistema sanitario appare sempre più diviso tra:
- cittadini autonomi nell’uso dei servizi digitali
- cittadini in difficoltà, spesso esclusi
Il risultato è un gap del 18% nell’adesione agli screening, con il rischio concreto di diagnosi tardive e percorsi di cura meno efficaci.
Relazione medico-paziente: il coinvolgimento fa la differenza
Il Barometro 2025 evidenzia anche criticità nella relazione tra cittadini e professionisti sanitari.
- 1 persona su 4 esce dalla visita con emozioni negative, come rabbia o frustrazione
- il coinvolgimento attivo riduce del 46% questo rischio
Il patient engagement si conferma quindi un elemento chiave non solo per l’organizzazione dei servizi, ma anche per la qualità della relazione di cura.
Il ruolo delle farmacie e della sanità di prossimità
Per contrastare il digital divide, diventa centrale il ruolo dei presidi territoriali, in particolare delle farmacie.
Queste strutture possono:
- facilitare l’accesso ai servizi digitali
- supportare i cittadini meno esperti
- fungere da ponte tra pazienti e sistema sanitario
La prossimità si conferma quindi una leva strategica per rendere la sanità digitale più inclusiva.
Coinvolgimento dei cittadini ancora limitato
Nonostante i progressi, resta un nodo aperto: la partecipazione attiva dei cittadini.
- 3 su 4 non sono mai stati coinvolti nella valutazione dei servizi sanitari
Un dato che evidenzia la necessità di un cambio di paradigma verso una sanità più partecipata.
Verso una sanità più equa e digitale
Il Barometro Patient Engagement 2025 indica con chiarezza la direzione da seguire:
- rafforzare le competenze digitali
- rendere i servizi più accessibili
- mettere davvero il paziente al centro
Solo così la digitalizzazione potrà diventare un’opportunità per tutti, evitando di trasformarsi in una nuova forma di disuguaglianza.




