Incidenza e conseguenze

Tra le complicanze del diabete, il piede diabetico sta assumendo un ruolo sempre più rilevante.
Secondo diverse fonti, rappresenta la complicanza che comporta per i diabetici il maggior numero di ricoveri ospedalieri, e per la quale anche i costi sanitari sono particolarmente sostenuti per la prolungata ospedalizzazione, la riabilitazione e l’accresciuto bisogno di assistenza a domicilio e di servizi sociali.
Se poi si osservano le previsioni stilate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha stimato in 250 milioni il numero di diabetici nel 2025 rispetto ai 120 milioni stimati nel 1996 si può pensare a quale dimensione assuma questo problema e a come sia importante un approccio preventivo. Stime sempre dell’OMS riportano infatti che circa il 15% dei diabetici andrà incontro nell’arco della vita ad un’ulcera del piede che richiede cure mediche.

 

Sono in genere maggiormente colpiti i soggetti di sesso maschile, quelli con maggior durata della malattia e con scarso controllo metabolico, di basso livello socio-economico.

 

Il rischio maggiore è l’amputazione

Il problema più rilevante legato a un’ulcera del piede nei soggetti diabetici è il rischio di doverlo amputare. Una percentuale ancora troppo elevata di casi va incontro ad interventi chirurgici demolitivi ossia ad amputazioni minori (parte del piede) e maggiori (gamba, coscia). Nella maggior parte dei casi (85%), l’amputazione viene effettuata come conseguenza di un’ulcera del piede che continua a recidivare, non guarisce e tende progressivamente ad aggravarsi. Per evitare questo circolo vizioso è fondamentale continuare ad avere estrema cura per i propri piedi ed osservarne regolarmente il buon stato.

 

Le evidenze scientifiche hanno dimostrato che lo screening per il piede diabetico
è in grado di ridurre il rischio di amputazioni maggiori.


I fattori psicologici

“Recenti ricerche hanno enfatizzato l’importanza dei fattori psicologici nello sviluppo di ulcere del piede diabetico, poiché tali fattori possono influenzare le procedure di cura del piede da parte del soggetto diabetico.
Alcuni studi hanno mostrato che la percezione, fondata sui sintomi, dei rischi che si possono correre e l’intima convinzione dell’efficacia della cura personale nei soggetti diabetici si associavano a comportamenti orientati alla cura preventiva.”*

 

 

*Monami M., Longo R., Desideri CM, Masotti G., Marchionni N., Mannucci E. The diabetic person beyond a foot ulcer: healing, recurrence, and depressive symptoms. J Am Podiatr Med Assoc. 2008 Mar-Apr;98(2):130-6

Potrebbero interessarti

  • 11 aprile 2018Il piede di Charcot: che cosa è importante sapereIl piede di Charcot è una complicanza diabetica poco conosciuta e di cui si parla poco che altera i tessuti molli, le articolazioni e le ossa del piede e della caviglia. La malattia è innescata nei soggetti predisposti da un processo infiammatorio incontrollato che porta ad lisi del tessuto osseo, progressive microfratture e malposizionamento articolare dovuto a sublussazioni e dislocazioni. Posted in Piede diabetico
  • 3 aprile 2018Piede diabetico: a rischio tutte le forme di diabete?Entrambe le forme di diabete, sia diabete di tipo 1 che diabete di tipo 2, quindi possono andare incontro ad ulcerazioni tipiche del piede diabetico, anche se con una genesi del danno diversa. Per questo l’esame dei piedi deve essere attento e scrupoloso in entrambe le forme di diabete. Posted in Piede diabetico
  • 30 aprile 2018Smart Digital Clinic – Nuova alleanza per migliorare la qualità delle cure del diabete e ottimizzare i risparmi del SSNL’adozione della cartella clinica diabetologica ha dimostrato negli anni, grazie al progetto Annali dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD), la capacità di migliorare la qualità delle cure e di ingenerare risparmi per il Sistema Sanitario Nazionale che porterà all’implementazione della cartella clinica diabetologica digitale “Smart Digital Clinic”. Posted in NEWS - 2018