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Occhio secco: come si cura?

A cura del Centro Italiano Occhio Secco (CIOS)**

 

La sindrome dell’occhio secco dal punto di vista terapeutico è stata per lungo tempo sottovalutata. Oggi, grazie alla ricerca scientifica, il medico oculista ha la possibilità di diagnosticare in maniera precoce le alterazioni del film lacrimale, dispone di strumenti diagnostici straordinariamente precisi, in grado di individuare in maniera sempre più personalizzata per ciascun paziente la terapia più appropriata. Vediamone insieme le principali risorse a disposizione.

 

La terapia sostitutiva lacrimale (lacrime artificiali)

Le cosiddette “lacrime artificiali”- ad oggi – risultano essere l’unico sostituto del film lacrimale precorneale. Le lacrime artificiali sono colliri a base di sostanze – più o meno viscose e dense – che possiedono l’azione detergente, lubrificante e umettante delle lacrime naturali. Oggi, l’eliminazione dei conservanti e lo sviluppo di nuovi conservanti meno tossici per la superficie oculare hanno permesso ai pazienti di tollerare maggiormente la terapia sostitutiva lacrimale.

Quando sono sotto forma di monodose non contengono conservanti, che possono essere dannosi per l’occhio in caso di somministrazioni prolungate, per cui sono utilizzabili con frequenza e per lunghi periodi. L’uso inconsiderato di lacrime artificiali (a disposizione si hanno oltre 150 confezioni) o altri colliri può essere causa di cheratiti o di forme irritative di congiuntivite per cui è sempre bene che sia il medico oculista a suggerire la giusta terapia.

 

Le nuove frontiere della terapia

Esistono molte strategie terapeutiche che vanno individuate in maniera sempre personalizzata per ciascun paziente, in base alla storia del malato e alla severità dell’occhio secco. Ne indichiamo alcune di seguito:

  • Sostituti lacrimali biologici. Favoriscono maggiormente il mantenimento della morfologia e la proliferazione delle cellule epiteliali corneali umane rispetto ai sostituti lacrimali artificiali.
  • Terapia anti-infiammatoria mirata. Le armi principali nell’ambito della terapia anti-infiammatoria per l’occhio secco sono i corticosteroidi topici (somministrazione locale), le tetracicline e, novità della ricerca più recente, la ciclosporina in collirio.
  • Probing. Questa terapia consiste nella la pulizia delle ghiandole di Meibomio con un’apposita cannula. È un trattamento non invasivo che si pratica in ambulatorio con una sola goccia di collirio anestetico e risolve efficacemente la disfunzione delle ghiandole di Meibomio.
  • Lipiflow. È uno strumento che ha rivoluzionato il trattamento dell’occhio secco causato da Meiboniti e che migliora immediatamente non solo i sintomi, ma risolve quasi sempre la patologia.
  • Luce Pulsata (IPL). Questo dispositivo di ultima generazione stimola le ghiandole del Meibomio a riprendere il loro normale funzionamento.
  • Occlusione dei puntini lacrimali. Serve a bloccare il drenaggio lacrimale al fine di trattenere le lacrime sulla superficie oculare il più a lungo possibile. L’occlusione può essere ottenuta mediante tappi in collagene, silicone, gelatina, oppure mediante cauterizzazione o laser.

 

Alcuni consigli per un maggiore benessere dell’occhio, ogni giorno

Le persone che soffrono di sindrome dell’occhio secco, oltre ad assumere prodotti terapeutici che vanno a sostituire la delicata funzione lacrimale carente, dovrebbero seguire alcune indicazioni generali per modificare abitudini e stili di vita. Ne elenchiamo alcune.

  1. Evitare l’esposizione diretta a sistemi di condizionamento, luoghi ventosi, aree molto ventilate.
  2. Evitare ambienti troppo secchi e scarsa umidificazione.
  3. Ridurre o eliminare il fumo di sigaretta.
  4. Evitare l’uso di creme irritanti o altri prodotti fastidiosi nella zona perioculare.
  5. Sospendere o limitare l’utilizzo di lenti a contatto corneali.
  6. Usare occhiali da sole in caso di forti esposizioni a raggi UVA o UVB o in caso di ambienti ventosi o polverosi.
  7. Impiegare impacchi tiepidi nell’area perioculare (acqua e malva, bicarbonato o acqua borica). Arricchire l’alimentazione con vitamina B3, B6, B12, Omega 3/Omega.
  8. Aumentare l’assunzione di acqua e di liquidi in generale.

 

 

** Il Centro Italiano Occhio Secco (CIOS), nato a Milano e diffuso successivamente in tutta Italia, è la prima struttura completamente dedicata alla prevenzione e alla cura dell’occhio secco, attraverso un approccio personalizzato e multidisciplinare. Il CIOS, infatti, dispone di un team di specialisti di diverse discipline, in grado di offrire una terapia completa ed efficace, tra cui oculisti, ginecologi, reumatologi, endocrinologi, ed immunologi.
Il CIOS non si dedica solo alla cura dell’occhio secco, ma anche alla prevenzione, attraverso una reale formazione del paziente su come prevenire l’insorgenza di questo disturbo, a cominciare dal cambiamento delle abitudini quotidiane e della dieta.
Il CIOS è impegnato anche nella ricerca e negli studi epidemiologici sulla sindrome dell’occhio secco che ad oggi in Italia sono carenti se non inesistenti. Per questo motivo, su iniziativa del CIOS, sarà presto attivato il Registro Italiano Occhio Secco, la prima iniziativa a livello nazionale di raccolta dati per studiare questa sindrome.

 

 

 

References

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 – Conferenza stampa “Occhio secco”, CIOS, 8 maggi 2019, ore 11
Hotel Principe di Savoia, p.za della Repubblica, Milano

– CIOS, Centro Italiano Occhio Secco  – La prima struttura completamente dedicata alla sindrome dell’occhio secco

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