Udito per la vita. Non lasciare che la perdita dell’udito ti limiti

Udito per la vita. Non lasciare che la perdita dell’udito ti limiti

Con la consulenza degli Esperti di MED-EL**

Hearing for life: don’t let hearing loss limit you” è il messaggio della Giornata Mondiale dell’Udito 2020, voluta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che vuole sottolineare l’importanza, in tutte le fasi della vita, di preservare l’udito. componente essenziale per la salute e la socializzazione.

Il diabete tende a raddoppiare il rischio di ipoacusia (riduzione della capacità uditiva), che troppo spesso non viene neppure diagnosticata o ignorata. Gli esperti sottolineano la necessità di individuare tempestivamente e di monitorare l’associazione diabete-ipoacusia per ottimizzare la terapia e per limitare quell’impatto “al quadrato” che incide sulla qualità di vita dei pazienti.

MED-EL, leader mondiale nel campo delle soluzioni per l’udito, in occasione del World Hearing Day 2020 presenta i risultati di nuova ricerca internazionale condotta su oltre 12.000 intervistati in diversi Paesi tra cui l’Italia, dove 1 persona su 4 non si è mai fatto controllare l’udito, una percentuale maggiore della media globale. Se tu o qualcuno a te vicino soffre di ipoacusia, controlla il tuo udito e incoraggia gli altri a fare lo stesso. 

L’ipoacusia in Italia secondo i dati del Ministero della Salute

In Italia sono 7 milioni le persone con problemi di udito, corrispondenti all’11,7% della popolazione. Nel nostro Paese, tra gli over 65, l’ipoacusia riguarda 1 persona su 3. Solo il 31% della popolazione ha effettuato un controllo dell’udito negli ultimi 5 anni, mentre il 54% non l’ha mai fatto. Solo il 25% di coloro che potrebbero averne beneficio usa l’apparecchio acustico, nonostante l’87% di chi ne fa uso, dichiari migliorata la propria qualità di vita.

Diabete e ipoacusia

Il diabete rappresenta un fattore di rischio per una più precoce perdita uditiva che si può evidenziare con controlli annuali regolari. il diabete può anche esacerbare il rischio di ipoacusia correlato all’esposizione abituale ai rumori e/o ai farmaci ototossici.
In Italia si stima che circa il 45% dei diabetici, quasi 1 su 2, abbia una perdita uditiva (ipoacusia), contro il 20% dei non diabetici.

I meccanismi che correlano il diabete (soprattutto diabete tipo 2 ma anche diabete tipo 1) con l’ipoacusia non sono ancora ben conosciuti, ma gli esperti hanno recentemente messo in luce l’effetto che la malattia ha sulla coclea (una porzione dell’orecchio interno).

Il diabete, infatti, provoca l’ispessimento delle pareti dei vasi sanguigni – con un ingrossamento medio di circa 3 micrometri – e danneggia così la coclea, che diventa incapace di convertire i suoni percepiti in impulsi nervosi. Una seconda ipotesi, invece, mette in evidenza come il diabete possa agire direttamente sui nervi, alterando la trasmissione dell’impulso a livello del nervo acustico e delle vie uditive centrali.

Gli esperti hanno anche identificato alcuni fattori di rischio che nelle persone con diabete favoriscono lo sviluppo di un deficit dell’udito. Ad esempio, livelli di colesterolo HDL (colesterolo buono) inferiori a 40 mg/dL aumentano di 2,20 volte il rischio di sviluppare una perdita uditiva per le frequenze medio-gravi. Le malattie coronariche e la neuropatia periferica, invece, sono più spesso associate allo sviluppo di ipoacusia per le frequenze acute (rischio aumentato rispettivamente di 4,39 e di 4,42 volte).

world hearing dayIl tema proposto dall’OMS “Udito per la vita. Non lasciare che la perdita dell’udito ti limiti” evidenzia che interventi tempestivi ed efficaci possono garantire alle persone con disturbi uditivi di raggiungere il loro pieno potenziale. In tutte le fasi della vita, la comunicazione e la buona salute dell’udito permettono le relazioni, tra le persone, tra le comunità e nel mondo. Per coloro che soffrono di ipoacusia, interventi appropriati e tempestivi possono facilitare l’accesso all’istruzione, all’occupazione e alla comunicazione, interventi che dovrebbero essere resi disponibili attraverso i sistemi sanitari.

Il sondaggio internazionale di MED-EL

In occasione del World Hearing Day 2020 – Giornata Mondiale dell’Udito, MED-EL, leader mondiale nel campo delle soluzioni per l’udito, ha avviato un sondaggio internazionale, condotto su oltre 12.000 intervistati. I risultati hanno rilevato che quasi un terzo (31%) degli adulti di tutti i paesi coinvolti tra cui Italia e Gran Bretagna non ha mai effettuato un test dell’udito.

Qual è la situazione in Italia?

Nel nostro Paese, ben 1 persona su 4 non si è mai fatto controllare l’udito, una percentuale maggiore della media globale. La preoccupazione pensando a una riduzione dell’udito è quella di avere difficoltà di comunicazione e la frustrazione che ne deriverebbe (28%); 2 persone su 10 (21%) temono che possa portare all’isolamento sociale. Inoltre, in caso di effettiva difficoltà uditiva, il 20% dei nostri connazionali dichiara di limitarsi semplicemente a sorridere e annuire. Il 45% degli intervistati dichiara di avere un familiare stretto con problema di udito: tuttavia, ben il 42% non si è mai sottoposto al controllo, reputando che non si tratti di una priorità. Si tratta di controlli che, in molti casi, verrebbero effettuati solo se parte di un pacchetto “obbligatorio” di misure di prevenzione.

“Questi dati evidenziano come sia necessario un cambiamento culturale, che promuova la consapevolezza sul tema della diagnosi e dei controlli preventivi, così che si riservi la stessa attenzione che viene rivolta ad altre patologie” ha dichiarato il dottor Diego Zanetti, Medico Specialista ORL e Audiologo presso Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. “È necessario, inoltre, che l’opinione pubblica comprenda quali sono le problematiche derivanti dalla disabilità uditiva e quali le possibili soluzioni oggi a disposizione. Riuscire a rilevare tempestivamente e con una valutazione puntuale eventuali problemi di udito a uno stadio iniziale è fondamentale e consente di trovare la soluzione più idonea alle caratteristiche del singolo paziente.”

In particolare, sono le donne ad essere le meno controllate (4 su 10 non hanno effettuato controlli rispetto a 3 uomini su 10). Tuttavia, la percezione di poter incorrere in questo tipo di problemi è più alta negli uomini.

Quali sono i suoni preferiti dagli Italiani?

Secondo lo studio MED-EL, i suoni che gli italiani amano di più sono legati alla natura e alla musica, rispettivamente nel 38 e 35% dei casi. I suoni meno apprezzati sono invece quelli connessi alla vita cittadina, come i clacson (48%), il traffico e i rumori dei cantieri in costruzione (39% in entrambi in casi).

References

**MED-EL Medical Electronics, leader nelle soluzioni uditive impiantabili, è guidata dalla missione di superare la perdita dell’udito come barriera alla comunicazione. La compagnia austriaca, di proprietà privata, è stata co-fondata dai pionieri del settore Ingeborg ed Erwin Hochmair, la cui ricerca rivoluzionaria ha portato allo sviluppo del primo impianto cocleare multicanale microelettronico (CI) al mondo, che è stato impiantato con successo nel 1977 e ha posto le basi per quello che oggi è conosciuto come il moderno IC. Ciò ha gettato le basi per la crescita di successo dell’azienda che, dopo l’assunzione dei primi dipendenti nel 1990, ad oggi conta oltre 2.200 dipendenti e 30 sedi in tutto il mondo. Ingeborg Hochmair ha ricevuto recentemente il prestigioso Dottorato Onorario dell’Università di Uppsala per lo sviluppo dei moderni impianti cocleari.

MED-EL offre la più ampia gamma di soluzioni impiantabili e non impiantabili per il trattamento di tutti i tipi di perdita dell’udito, consentendo a persone in 124 paesi di poter sentire e beneficiare del dono dell’udito, grazie all’aiuto di un dispositivo MED-EL. Le soluzioni uditive di MED-EL comprendono sistemi di impianti cocleari e per orecchio medio, un sistema uditivo impiantabile a stimolazione elettroacustica (EAS), un sistema combinato di impianti di stimolazione acustica, impianti uditivi del tronco encefalico cerebrale e dispositivi a conduzione ossea chirurgici e non chirurgici. www.medel.com

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