Epatopatia steatosica non alcolica: nei diabetici aumenta tasso di mortalità

Persone con diabete di tipo 2 ed epatopatia steatosica non alcolica (NAFLD) sono esposti a un rischio maggiore di mortalità rispetto ai diabetici senza patologia epatica.
Per capire più a fondo questa relazione i ricercatori dell’Università del Kentucky hanno arruolato 337 abitanti di Olmsted County in Minnesota, a cui era stato diagnosticato il diabete tra il 1980 e il 2000. I partecipanti avevano un’età media di 58 anni all’inizio dello studio e sono stati seguiti per un periodo di quasi 11 anni, al termine del quale 99 individui erano deceduti.
Nel gruppo campione, 116 individui, per lo più giovani donne obese, hanno ricevuto una diagnosi di NAFLD circa un anno dopo la diagnosi di diabete. È emerso inoltre che i pazienti affetti da NAFLD erano 2.2 volte più a rischio di decesso rispetto ai diabetici senza NAFLD. Anche la presenza di ischemia cardiaca e una maggior durata del diabete aumentavano il rischio di mortalità dei pazienti rispettivamente di 2.3 e 1.1 volte.
Tra gli individui con NAFLD deceduti le più comuni cause di morte sono state la malignità (ovvero l’incurabilità della malattia) nel 33% dei casi, complicazioni epatiche nel 19% dei casi e nella stessa percentuale di casi ischemia cardiaca.
Alla luce di questi rischi e poiché l’epatopatia steatosica non alcolica è asintomatica nei pazienti con diabete mellito, risulta importante valutare la presenza della malattia e predisporre la terapia adeguata per ridurre il rischio di mortalità.

 
Fonte: 12 febbraio 2010, American Journal of Gastroenterology

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