Podologo: l’esperto per la cura dei piedi

A cura del dr. Claudio Fantauzzi, Podologo, Tivoli Terme (Roma)

Un team per la prevenzione e la cura del piede diabetico dovrebbe includere sempre un podologo, l’esperto della salute e del benessere dei piedi. Grazie allo sviluppo e all’importanza che tale figura ha svolto nel corso degli anni, oggi con il termine di podologo si definisce, sul piano scientifico e culturale europeo, il laureato universitario, inserito nell’area delle lauree della riabilitazione LSNT/2, che svolge atti sanitari, preventivi, riabilitativi e terapeutici, nei confronti delle patologie del piede e/o a questi correlate in età pediatrica, adulta e geriatrica.
Opera in regime di dipendenza o come libero professionista con titolarietà e autonomia professionale, con strumenti e metodiche non cruenti, masso- fisioterapia e ortesi per la risoluzione del dolore podalico.

 

Le competenze del podologo

Nelle competenze del podologo rientrano le asportazioni di tessuti cheratinici ipertrofici, la cura delle patologie delle unghie [onicocriptosi (unghia incarnita), onicogrifosi, onicomicosi], la riabilitazione del passo con tecniche appropriate e con l’utilizzo di presidi ortesici.

Il podologo è una figura che può agire preventivamente sul piede nei casi di malattie dismetaboliche – per esempio il diabete – e che trova campo di applicazione delle proprie conoscenze anche in posturologia in quanto il piede è un importante recettore del Sistema Tonico Posturale (STP) ovvero del sistema che controlla l’equilibrio e la postura del nostro corpo.

Un assetto sbagliato del piede, spesso derivante da ipertono-ipotono di catene muscolari, crea uno squilibrio del Sistema Tonico Posturale che può causare dolori recidivanti o cronici.

 

Il podologo è l’unica figura professionale in grado di trattare, sia direttamente che su prescrizione medica le seguenti patologie dermatologiche dei piedi:

  • ipercheratosi cutanee e lesioni conseguenti
  • onicocriptosi, lamine ungueali ipertrofiche, micotiche, deformate e lesioni micotiche, deformate e lesioni periungueali, verruche.

Il podologo è in grado di collaborare con il medico specialista, sul piano della prevenzione, cura e riabilitazione in numerose situazioni:

  • Alterazioni biomeccaniche, strutturali e funzionali del piede
  • Trattamenti pre e post operatori
  • Ulcerazione trofiche.

Più in particolare il podologo è la figura professionale che collabora con il Medico nella prevenzione e la cura delle patologie dei piedi in special modo di pazienti con:

  • Diabete
  • Patologie reumatiche ed ortopediche
  • Arteropatie
  • Neuropatie
  • Dermatopatie

 

Il podologo, infine, cura le diverse patologie del piede, realizzando ortesi e trattamenti finalizzati a favorire la corretta deambulazione, oltre che per la prevenzione di complicanze localizzate per le persone con diabete e/o altre patologie a rischio e/o di alterazioni strutturali e funzionali dei piedi.

 

LEGISLAZIONE

Nel 1988 con il DM n° 30 del 26 gennaio del Ministro della Sanità Donat-Cattin emise un Decreto Ministeriale in cui si riconosceva la figura professionale del podologo:

 

D.M. n 30 26 gennaio 1988 – anpec.it/Leggi_Decreti/26-01-1988.pdf

D.I.G.S. N 502 30 dicembre 1992 – trovanorme.salute.gov.it/dettaglioAtto

D.M. n° 666 14 settembre 1994 – bo.camcom.gov.it/Dm-666-94-podologo.pdf

LEGGE n° 42 26 febbraio 1999 – medicoeleggi.com

LEGGE n° 251 10 agosto 2000 – camera.it/parlam/leggi/00251l.htm

 

 

Bibliografia

Daniele Palla, Elena Oliveri – La formazione in podologia. Dal percorso universitario all’aggiornamento professionale Copertina flessibile. Timeo Editore, Bologna, 2005

 

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