Influenza A: linee-guida diabetologi, pazienti si vaccinino

Vaccinarsi contro l’influenza A: è questa la raccomandazione dei diabetologi ai pazienti diabetici. L’influenza A, come quella stagionale, avvertono, può infatti aumentare la glicemia e peggiorare le condizioni dei malati. La Società Italiana di Diabetologia (Sid), l’Associazione Medici Diabetologi e la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica hanno per questo messo a punto un documento congiunto, una sorta di linee-guida, che sarà presentato al congresso Panorama Diabete in programma a Riccione dall’11 al 14 ottobre. Il documento sottolinea che questa forma influenzale non sarà più grave rispetto a quelle del passato: ”I diabetici non hanno più facilità ad ammalarsi e le loro difese immunitarie nei confronti del virus sono sostanzialmente uguali a quelle di chi non ha il diabete. – spiega Paolo Cavallo Perin, presidente SID – In caso di malattia, però, i pazienti devono seguire alcune regole. Quando c’è uno stato febbrile, infatti, la glicemia tende a salire a causa delle tossine stesse dei virus e anche della risposta ormonale dell’organismo, e se la glicemia sale e il paziente è scompensato è più probabile che sopraggiungano infezioni, ad esempio polmoniti batteriche, a complicare il quadro e peggiorare la prognosi”. Il documento sottolinea perciò che i pazienti diabetici contagiati dal virus della nuova influenza devono controllare più spesso la glicemia e che la vaccinazione contro il virus A/H1N1 è consigliata a tutti i diabetici, come quella per l’influenza stagionale: è infatti ”sicura – affermano gli esperti – e non interferisce con l’azione dei farmaci ipoglicemizzanti né con l’insulina”. Intanto da domani, come già annunciato dal viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, inizierà la spedizione alle Regioni delle dosi di vaccino antipandemico. La campagna vaccinale, come previsto, dovrebbe prendere il via dagli inizi di novembre e le vaccinazioni verranno effettuate, a seconda delle decisioni regionali, presso gli studi di medici di famiglie e pediatri o presso le Asl.

 

 

 

Fonte: 11 ottobre, unità.it

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