L’auto-monitoraggio aiuta a controllare la glicemia

I livelli di emoglobina glicata, nel sangue dei soggetti con diabete di tipo 2, possono essere ridotti grazie al controllo scientifico e programmato della glicemia da parte degli stessi pazienti, resa possibile dai dispositivi portatili: questa dimostrazione è stata resa possibile da una ricerca italiana coordinata da Emanuele Bosi, direttore del Dipartimento di Medicina Interna dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Spiega Bosi: «Lo studio italiano Prisma ha verificato per la prima volta proprio questo risultato. Fondamentalmente il problema del diabete è l’aumento della glicemia nel sangue. Il diabetico, da anni, ha a disposizione una serie di dispositivi portatili per monitorare i valori: quello che mancava alla comunità scientifica era sapere se fosse o meno efficace l’auto-controllo strutturato da parte delle persone che hanno una forma di questa patologia, erroneamente ritenuta blanda o benigna; insomma, quella fetta di pazienti che non usano l’insulina. In conclusione, lo Studio Prisma ha dimostrato che l’autocontrollo strutturato con le strisce e il dispositivo, aiuta a far scendere l’emoglobina glicata dello 0,45%. Allo Studio Prisma hanno contribuito 39 Centri italiani di Diabetologia e 1.024 pazienti; oggi abbiamo una risposta scientificamente solida e basata su uno studio di grandi dimensioni, su quanto l’auto-monitoraggio dei livelli di emoglobina glicata possa aiutare pazienti e medici. Per i primi, perché diventano più attenti e responsabili nel gestire uno stile di vita sano, per i secondi, per attuare le modifiche alla terapia, se non ci sono risultati efficaci». La presentazione del Progetto Prisma, promosso da Roche Diabetes Care, è avvenuta nei giorni scorsi a Roma.

 

Fonte iltempo.it, 14 marzo 2012

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