Nuove terapie dell’obesità possibili grazie alle cellule adipose

Nel corso del 4° Congresso Sio-Lazio (Società Italiana dell’Obesità) che si è tenuto nei giorni scorsi a Viterbo, Saverio Cinti, direttore dell’istituto di Anatomia dell’Università Politecnica delle Marche, ha osservato: «Lo studio delle cellule adipose apre nuove prospettive per la biologia cellulare e per la terapia del diabete, dell’obesità e di tutte le patologie che potranno giovarsi dell’uso delle cellule adipose staminali». Nel corso della lectio magistralis ‘Basi scientifiche per un laboratorio di medicina traslazionale’ Cinti ha spiegato: «Tutti i mammiferi hanno due tipi di tessuto adiposo: quello bianco (Wat) e quello bruno (Bat). Il Wat serve principalmente per accumulare molecole altamente energetiche che consentono un intervallo fra due pasti consecutivi; il Bat brucia i grassi per produrre calore. Secondo i nostri studi Wat e Bat sono localizzati in depositi sottocutanei e viscerali che formano un vero e proprio organo, dotato di vasi e nervi ed è caratterizzato da proprietà plastiche notevoli che consentono di pensare alla possibilità di modulare farmacologicamente le due componenti. Questo è importante perché il fenotipo bruno dell’organo si associa a una resistenza all’obesità e al diabete».

 

 
Fonte: 7 dicembre, asca.it

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